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Mozambico, "L'esercito ha riconquistato Palma". Sfollati e dispersi a migliaia: è crisi umanitaria

Fermo immagine dal video esclusivo Sky News: cittadini in fuga chiedono aiuto ai cancelli della francese Total 
Dopo 11 giorni dall'inizio dell'assedio degli estremisti islamici le autorità locali dichiarano libera Palma. Ma restano focolai jihadisti in periferia. Il bilancio di profughi e morti rimane incerto. Il presidente Filipe Nyusi minimizza: "Non è stato peggiore di tanti altri attacchi"
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L'esercito mozambicano ha riconquistato la cittadina di Palma, nel Nord del Mozambico. Lo ha annunciato ieri il comandante Pondela alla tv di Stato. Il 24 marzo nella provincia di Cabo Delgado, al confine con la Tanzania, un centinaio di estremisti affiliati all'Isis ha assediato la città di Palma in un attacco molto ben coordinato, da tre lati. La città si trova a 15 chilometri dalla penisola di Afungi, dove si trova un importante impianto del gigante petrolifero francese Total. Il bilancio dei morti non si sa: decine, forse di più. Testimoni hanno raccontato di corpi dati alle fiamme e teste mozzate. Su Twitter i giovani jihadisti del gruppo Ahlu Sunnah Wal Jamaah, ha rivendicato di aver ucciso "55 cittadini stranieri".

I ribelli hanno tenuto in scacco popolazione, esercito e contractor privati sudafricani per 11 giorni costringendo alla fuga migliaia di cittadini e sfollati giunti da altre parti della provincia nei mesi precedenti. Un convoglio di 12 veicoli ha tentato di scappare sabato 27 marzo dall'hotel Amarula, per poi cadere in un'imboscata all'ingresso dell'albergo. Hanno perso la vita un cittadino sudafricano e un britannico. Gli italiani sono riusciti a mettersi in salvo.

Il presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha parlato per la prima volta due giorni fa, attirandosi critiche da più parti, per avere affermato che in realtà nel paese si è "visto di peggio".

Per la prima volta un media internazionale è riuscito a mettere piede sul luogo della strage. Sky news ha filmato dall'alto la situazione in cui versa ora la città: a fuoco, distrutta, deserta e disseminata di corpi privi di vita. Con immagini dell'attacco dei jihadisti vestiti da militari.

Il comandante Pondela ha annunciato trionfale che le truppe "hanno completato" le operazioni di riconquista di Palma. Aggiungendo che ora si sta lavorando per riportare la popolazione a casa. Impresa inverosimile visto che la città è rasa al suolo quasi completamente.

Più di 24mila sono le persone disperse, morte o ancora nella boscaglia, dove hanno cercato rifugio. E quasi 10mila quelle che sono riuscite a raggiungere altri luoghi sicuri, tra cui Pemba, capitale della provincia. In migliaia hanno assediato il "paesino" Total chiedendo rifugio, acqua, cibo. Non è stato dato loro niente.

L'attacco è stato rivendicato domenica dall'Isis. Il gruppo di "giovani criminali" che seminano terrore nel Nord del Paese da almeno 3 anni, ha intensificato gli attacchi nell'ultimo anno, prendendo il controllo di Mocimboa da Praia. Americani e portoghesi hanno inviato squadre speciali per addestrare l'esercito mozambicano che è sotto attacco della popolazione, che si dice abbandonata dalle forze militari. "Quando è iniziato l'assalto, i soldati si sono spogliati, e quasi nudi si sono dati alla fuga", racconta un testimone.

In tre anni di terrore, sono 700mila gli sfollati e 2.500 i morti. Palma conta almeno 100mila abitanti, di cui la metà sono profughi.