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Turchia, ora Erdogan vuole conquistare la Luna

(afp)
Il leader si è lanciato in un altro dei suoi funambolici progetti. Il Paese si sta dotando di un programma spaziale di ottimo livello e dopo terra e mare il presidente intravede la possibilità di sfondare pure nei cieli. Ankara prevede la prima missione tra due anni, centenario della Repubblica fondata da Ataturk
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"Fly me to the moon, let me playing among the stars". La celebre canzone di Frank Sinatra, con l'indimenticabile motivetto, potrebbe essere intonata da Recep Tayyip Erdogan? Forse sì, dopo che il presidente turco, il quale nasconde affatto le proprie ambizioni imperiali, si è lanciato in un altro dei suoi funambolici progetti: l'assalto alla Luna.

Già, perché la Turchia, che da qualche anno si sta dotando di un programma spaziale di ottimo livello, intravede la possibilità di sfondare, dopo terra e mare, pure nei cieli. Ascoltiamo le parole del Sultano: "I nostri piedi sono in terra, ma i nostri occhi sono rivolti allo spazio. Le nostre radici restano sulla terra, ma i nostri rami vanno verso il cielo". Il discorso ispirato e persino poetico di Erdogan è andato in onda in tv, durante un evento live, condito di effetti speciali, giusto a marcare il momento alto. E con queste parole il leader ha proseguito il suo dis…

"Fly me to the moon, let me playing among the stars". La celebre canzone di Frank Sinatra, con l'indimenticabile motivetto, potrebbe essere intonata da Recep Tayyip Erdogan? Forse sì, dopo che il presidente turco, il quale nasconde affatto le proprie ambizioni imperiali, si è lanciato in un altro dei suoi funambolici progetti: l'assalto alla Luna.

Già, perché la Turchia, che da qualche anno si sta dotando di un programma spaziale di ottimo livello, intravede la possibilità di sfondare, dopo terra e mare, pure nei cieli. Ascoltiamo le parole del Sultano: "I nostri piedi sono in terra, ma i nostri occhi sono rivolti allo spazio. Le nostre radici restano sulla terra, ma i nostri rami vanno verso il cielo". Il discorso ispirato e persino poetico di Erdogan è andato in onda in tv, durante un evento live, condito di effetti speciali, giusto a marcare il momento alto. E con queste parole il leader ha proseguito il suo discorso alla Luna: "Spero che questa strada, che porterà la Turchia nella top League della corsa allo spazio, possa librarsi con successo".

Ma quale Libia, quale Siria, quale Caucaso. E, se vogliamo solo pensare agli ultimi sviluppi, quale Mediterraneo e Mar Nero. Qui il capo dello Stato turco oltrepassa qualsiasi ambizione terrena (e marina), concreta o fluida, per innalzarsi su vette che mai il Paese della mezzaluna e la stella poteva mai pensare. La Luna. Anzi, la corsa alla Luna. Roba da americani, da russi. Nemmeno da cinesi, che non si conoscono ancora i loro veri programmi spaziali. Però la nuova Repubblica di Turchia guidata dall'uomo forte che sfida quasi tutto il mondo, ormai ha in mente spazi - è il caso di dirlo - inesplorati.

L'altro giorno, ad esempio, è stato testato con successo il motore ibrido che verrà utilizzato per una missione verso il pianeta bianco. Il passo è stato annunciato dal ministro dell'Industria e della Tecnologia, Mustafa Varank, riferendo i risultati dei test completati del distretto di Sile, nell'area metropolitana di Istanbul, aggiungendo che ne verranno effettuati altri a maggio nella provincia di Sinop. Ankara prevede di inviare la sua prima missione sulla Luna fra soli due anni, nel 2023, quando la Repubblica laica e moderna fondata da Mustafa Kemal, cioè Ataturk, il padre dei turchi, compirà 100 anni. E quando si terranno, non è secondario, importanti elezioni generali, dopo che all'ultimo voto il partito conservatore del leader ha sofferto parecchio, cedendo l'amministrazione delle prime sette città turche alla compagine repubblicana all'opposizione.

Il programma spaziale turco prevede una fase preliminare di dieci anni, comprensivi di contatto con la Luna, in modo da completare i piani allo studio e prepararsi a diverse missioni. Una pattuglia di astronauti è già allertata da tempo, e gli addestramenti specifici sono in piena azione. E' prevista la costruzione di una base spaziale, di satelliti dedicati e di tecnologia meteorologica. Erdogan ha anche fatto anche una lunga telefonata, lo scorso gennaio, con Elon Musk, il capo esecutivo dell'azienda di esplorazione spaziale privata americana. I due hanno affrontato il tema di una cooperazione allargata ad aziende turche.
   

Ankara ha fondato la sua agenzia spaziale nel 2018, dopo la promessa elettorale - mantenuta - che il partito al potere avrebbe sviluppato il Paese anche in tal senso. Ma le critiche oggi sommergono Erdogan, mentre le cifre della pandemia diventano sempre più drammatiche (e la Russia ha cancellato i suoi voli aerei, proprio per la diffusione del virus in tutta l'Anatolia), e l'economia appare disastrosa, con la lira in caduta libera e inflazione e disoccupazione davvero alle stelle. L'opposizione, sostenuta dai social media, critica l'impostazione del presidente, sempre più orientato a progetti megagalattici (vedi quello "folle", copyright dello stesso Erdogan, sul Kanal Istanbul, un canale che correrebbe parallelo al Bosforo, ma non soggetto alle convenzioni internazionali). I critici sostengono che i costi per i progetti spaziali rischierebbero di impoverire ulteriormente il Paese.
   

C'è però da ricordare che la Turchia possiede una tecnologia di primissimo livello, oltre a una massa giovanile molto abile ed esperta sull'utilizzo dei robot di ultima generazione. Ankara ha sviluppato proprio negli ultimi anni una serie di droni, capaci di fare la differenza nella guerra di Libia, o in Siria o ancora nel Nagorno Karabakh, tutte vittorie militari molto significative per i turchi e i loro alleati. La Turchia non scherza, perciò. Il nuovo sogno di Erdogan potrebbe dunque essere meno avventato di quanto possa apparire. E il coraggio, al Sultano, è una dote che non gli difetta per nulla.