Turchia-Egitto, il grande disgelo. E Ankara tesse la tela anche con Atene
di Marco Ansaldo , di Marco AnsaldoEgitto e Turchia si riavvicinano. Due avversari in Medio Oriente tornano a parlarsi. Dopo la ripresa dei rapporti diplomatici avvenuta un mese fa tra Il Cairo e Ankara, la notizia di una visita ufficiale a maggio di una delegazione di vice ministri turchi apre le prospettive per un maggiore disgelo nella regione. Con ripercussioni soprattutto nel Mediterraneo conteso.
Il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ha spiegato in un'intervista all’emittente privata turca Ntv che si tratta di un importante passo nella normalizzazione fra i due Paesi, e ha parlato di “nuova era” nei rapporti. Le relazioni diplomatiche erano state interrotte dalla Turchia nel 2013, dopo che il generale Abdel Fatah al Sisi aveva destituito il presidente egiziano Mohammed Morsi. E il capo dello Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, forte sostenitore dell’ideologia dei Fratelli musulmani vicini a Morsi, si era prontamente smarcato dal nuovo regime.
Egitto e Turchia si riavvicinano. Due avversari in Medio Oriente tornano a parlarsi. Dopo la ripresa dei rapporti diplomatici avvenuta un mese fa tra Il Cairo e Ankara, la notizia di una visita ufficiale a maggio di una delegazione di vice ministri turchi apre le prospettive per un maggiore disgelo nella regione. Con ripercussioni soprattutto nel Mediterraneo conteso.
Il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ha spiegato in un'intervista all’emittente privata turca Ntv che si tratta di un importante passo nella normalizzazione fra i due Paesi, e ha parlato di “nuova era” nei rapporti. Le relazioni diplomatiche erano state interrotte dalla Turchia nel 2013, dopo che il generale Abdel Fatah al Sisi aveva destituito il presidente egiziano Mohammed Morsi. E il capo dello Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, forte sostenitore dell’ideologia dei Fratelli musulmani vicini a Morsi, si era prontamente smarcato dal nuovo regime.
Da allora Turchia e Egitto si guardano con viva ostilità e, sul fronte del Mare Mediterraneo, si sono trovati su sponde strategiche e politiche contrapposte. Alla fine del 2019 Ankara ha firmato con la Libia un memorandum di intesa per controllare un ampio specchio d’acqua non solo davanti alle coste di Tripoli, ma in una grande area marittima dove aziende italiane e francesi svolgono attività di prospezione energetica. L’Egitto, nel 2020, ha quindi siglato un’intesa simile con la Grecia, che ha finito per incrociarsi, geograficamente, con il patto turco-libico, con conseguenze potenzialmente di forte scontro.
Turchia e Egitto, rivali strategici, si trasformano dunque oggi in alleati tattici. Da un lato Erdogan, desideroso di consolidare le zone estere dove continua a espandersi, punta a confermare i territori conquistati. Dall’altro, al Sisi vuole avere un margine di manovra più ampio, e il compromesso sul Mediterraneo lo aiuta ad ammorbidire la situazione nella vicina Libia.
Ankara tesse la propria tela diplomatica con quotidianità certosina. L’altro ieri era la volta dell’intero governo libico ospite nella capitale turca. Ieri l’aspro confronto con l’Italia, dopo le critiche di Erdogan all’indirizzo del presidente del Consiglio italiano, “quest’uomo chiamato Draghi, che si comporta in modo maleducato e ha tagliato con un’ascia i rapporti fra i nostri due Paesi”, con un improvviso gelo nei rapporti. Oggi si prosegue con la Grecia, avversario storico, con cui però è l’ora di un altro avvicinamento.
Ad Ankara è arrivato infatti il ministro degli Esteri, Nikos Dendias, per parlare con Cavusoglu. Dendias ha già visto a Istanbul, che i greci chiamano tuttora Costantinopoli, il patriarca ecumenico Bartolomeo. L'incontro con i turchi potrebbe rappresentare un punto di svolta nelle relazioni, inaspritesi sui diritti marittimi ed energetici nel Mediterraneo orientale e nell'Egeo. Ma nei dossier c’è un altro capitolo scottante, quello sull’isola divisa di Cipro, in vista di un appuntamento importante sul fronte internazionale: la conferenza di Ginevra del 27-29 aprile nel formato 5+1 (Grecia, Turchia, Regno Unito e le due comunità di Cipro + le Nazioni Unite).