Ghana, tre mesi di carcere a un'attrice per la foto in mutande con il figlio
di Raffaella Scuderi , di Raffaella ScuderiRosemond Brown, conosciuta come Akuapem Poloo, è stata condannata in Ghana a tre mesi di carcere per aver pubblicato una sua foto col figlio su Instagram. Tutti e due in mutande. Accovacciata davanti al figlio, con i lunghi capelli a coprirle il seno, l'attrice ha voluto festeggiare così l'anno scorso i sette anni del suo bambino: "Qui davanti a te, nuda come sette anni fa, quando sei nato. Se mi dovessi vedere nuda da qualche parte, non mi ignorare e ricordati che io sono la mamma che ti ha messo al mondo", si legge nel post incriminato ora rimosso.
Akuapem è stata giudicata colpevole da un tribunale di Accra presieduto da Christina Cann, di pubblicazione di materiale osceno, di violenze domestiche e di aver minato la privacy e l'integrità di un'altra persona.
La pubblicazione dell'immagine ha scatenato rabbia, indignazione, e soprattutto la reazione della ong Child Rights International, a protezione dei diritti dei bambini.…
Rosemond Brown, conosciuta come Akuapem Poloo, è stata condannata in Ghana a tre mesi di carcere per aver pubblicato una sua foto col figlio su Instagram. Tutti e due in mutande. Accovacciata davanti al figlio, con i lunghi capelli a coprirle il seno, l'attrice ha voluto festeggiare così l'anno scorso i sette anni del suo bambino: "Qui davanti a te, nuda come sette anni fa, quando sei nato. Se mi dovessi vedere nuda da qualche parte, non mi ignorare e ricordati che io sono la mamma che ti ha messo al mondo", si legge nel post incriminato ora rimosso.
Akuapem è stata giudicata colpevole da un tribunale di Accra presieduto da Christina Cann, di pubblicazione di materiale osceno, di violenze domestiche e di aver minato la privacy e l'integrità di un'altra persona.
La pubblicazione dell'immagine ha scatenato rabbia, indignazione, e soprattutto la reazione della ong Child Rights International, a protezione dei diritti dei bambini. L'organizzazione non ha mollato la presa fino alla sentenza di ieri. "I bambini sono soggetti di diritto", ha postato su Facebook a processo concluso.
"Spero che vi occupiate del mantenimento del bambino, visto che state difendendo i suoi diritti - ha commentato un utente - Akuapem Poloo porta a casa il pane. Questo ragazzo non dovrà mai avere fame né mancanze". Poloo è una ragazza madre di 32 anni.
A niente sono servite le scuse in video di Akuapem, diffuse su tutti i canali social: "Vi prego perdonatemi. Non accadrà mai più. Mi sono resa conto di aver sbagliato. Non ero completamente nuda. Le mie parti intime erano coperte dal nastro adesivo"
La Corte ha precisato che il verdetto servirà da deterrente per l'opinione pubblica, "visti i livelli di decadenza morale in Ghana". In tanti hanno chiesto la liberazione della donna utilizzando l'hashtag #FreeAkuapemPoloo sui social media. Tra loro c'è anche il noto rapper Sarkodie, che ha condannato la scelta di separare un figlio dalla madre.
"Quel bambino soffrirà di più ora, con la detenzione della madre", ha twittato il cantante ghanese Stonebwoy che ha postato il video di scuse di Akuapem.