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Ambasciata americana a Mosca (ansa)

Mosca agli Usa: “Richiamate l’ambasciatore”

La Russia reagisce alle sanzioni di Washington sui cyber attacchi ed espelle dieci diplomatici
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NEW YORK - Vladimir Putin risponde alle sanzioni di Joe Biden con le sue contromisure: la Russia espelle dieci diplomatici americani e “raccomanda” che l’ambasciatore Usa venga richiamato in patria per consultazioni con il suo governo. Nell’armamentario della rappresaglia russa figurano anche un giro di vite sulle ong americane che operano a Mosca; e una lista nera di funzionari governativi americani a cui viene negato l’ingresso.

Tutto questo per rispondere all’annuncio di Washington 48 prima, le prime sanzioni dell’era Biden, varate per castigare gli attacchi di hacker russi e le interferenze in campagna elettorale. Ma da entrambe le parti spicca soprattutto la volontà di non eccedere, di non innescare un’escalation, di lasciare la porta aperta alla ripresa di un dialogo. Biden stesso ha proposto un summit bilaterale con Putin, che potrebbe tenersi quest’estate in Europa, e il suo omologo sembra interessato.

La raffica d…
NEW YORK - Vladimir Putin risponde alle sanzioni di Joe Biden con le sue contromisure: la Russia espelle dieci diplomatici americani e “raccomanda” che l’ambasciatore Usa venga richiamato in patria per consultazioni con il suo governo. Nell’armamentario della rappresaglia russa figurano anche un giro di vite sulle ong americane che operano a Mosca; e una lista nera di funzionari governativi americani a cui viene negato l’ingresso.

Tutto questo per rispondere all’annuncio di Washington 48 prima, le prime sanzioni dell’era Biden, varate per castigare gli attacchi di hacker russi e le interferenze in campagna elettorale. Ma da entrambe le parti spicca soprattutto la volontà di non eccedere, di non innescare un’escalation, di lasciare la porta aperta alla ripresa di un dialogo. Biden stesso ha proposto un summit bilaterale con Putin, che potrebbe tenersi quest’estate in Europa, e il suo omologo sembra interessato.

La raffica di contro-sanzioni russe è accompagnata dalla realistica constatazione che Mosca ha poche possibilità di infliggere un danno economico agli Stati Uniti. Ma in verità anche le misure economiche di Biden hanno evitato di infierire. Oltre alle sanzioni di tipo tradizionale, che infliggono un embargo contro liste di società e di individui legati al regime di Mosca, nell’annuncio della Casa Bianca giovedì c’era il divieto di acquisti di bond russi da parte di istituzioni bancarie e finanziarie americane. Washington include nell’embargo finanziario i bond denominati in rubli e in altre valute, quelli emessi dalla banca centrale di Mosca, dal fondo sovrano, o dal ministero delle Finanze. Però è un’arma per adesso solo virtuale.

Il provvedimento entrerà in vigore solo il 14 giugno. Inoltre i rapporti economici tra Russia e Stati Uniti sono già ridotti ai minimi termini. Perché l’embargo finanziario abbia un impatto pesante, occorrono una o due condizioni. Primo, che l’Amministrazione Biden faccia sapere se intende sanzionare anche le banche non americane qualora acquistino bond russi: è la temuta “extra-territorialità” delle sanzioni americane, usata contro l’Iran per allargare il cordone sanitario a tutte le banche che operano in dollari. Secondo, la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno chiesto e ottenuto solidarietà dagli europei, ma al momento non hanno chiesto agli europei di unirsi al boicottaggio dei bond russi.

I legami commerciali e finanziari tra l’Europa e la Russia sono molto più importanti e quindi un eventuale allargamento del fronte delle sanzioni ne moltiplicherebbe l’efficacia. Biden ha anche preferito non mettere sul tavolo la “madre di tutte le sanzioni”, contro il gasdotto Nord Stream 2. Bloccarne il completamento sarebbe il colpo più duro contro l’economia russa, ma sarebbe doloroso anche per la Germania. Biden continua a ribadire la sua totale ostilità a quell’infrastruttura energetica, che aggraverebbe ulteriormente la dipendenza dell’Europa occidentale dalle forniture russe. Ma è restìo ad aprire subito un braccio di ferro con Berlino. Prima ancora di arrivare al traguardo dei suoi primi cento giorni di governo, una nuova Amministrazione Usa ha interesse a mantenere un margine di manovra, anche per studiare quel che Putin farà in Ucraina, il fronte caldo del momento.