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Polonia, scontro per la gestione di Auschwitz tra il governo e il board del museo del lager

L'ingresso di Auschwitz, campo di concentramento e sterminio della Germania nazista nella località polacca di Oswiecim (reuters)
Dopo la nomina nel consiglio della ex premier e vice presidente del partito di maggioranza PiS Beata Szydlo, diversi membri dell'istituzione si sono dimessi: "Vogliono strumentalizzare la memoria della Shoah, riscrivendo e 'polonizzando' la storia, dando cioé più rilievo al martirio del popolo polacco che all'Olocausto"
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BERLINO. Si è aperto un confronto tra il board del Museo di Auschwitz e il partito di maggioranza nazionalconservatore polacco Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia, PiS, guidato dal leader storico Jaroslaw Kaczynski e dal premier Mateusz Morawiecki). Secondo quanto riferiscono Gazeta Wyborcza e il sito di news indipendente NotesfromPoland (Nfp) tre dei nove membri del board, dunque un terzo della direzione del Museo, istituzione statale ma indipendente, hanno presentato le loro dimissioni dissentendo dalla nomina nel board di Beata Szydlo, ex primo ministro e attualmente tra gli influenti vicepresidenti del PiS. 
 
La decisione di in…
BERLINO. Si è aperto un confronto tra il board del Museo di Auschwitz e il partito di maggioranza nazionalconservatore polacco Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia, PiS, guidato dal leader storico Jaroslaw Kaczynski e dal premier Mateusz Morawiecki). Secondo quanto riferiscono Gazeta Wyborcza e il sito di news indipendente NotesfromPoland (Nfp) tre dei nove membri del board, dunque un terzo della direzione del Museo, istituzione statale ma indipendente, hanno presentato le loro dimissioni dissentendo dalla nomina nel board di Beata Szydlo, ex primo ministro e attualmente tra gli influenti vicepresidenti del PiS. 
 
La decisione di includere la ex premier Szydlo, che si è detta "felice e onorata, poiché anch´io sono nata presso Oswiecim dove sorse il campo della morte nazista tedesco", è stata presa dal ministro della Cultura e dell´Eredità nazionale, Piotr Glinski. Immediata la reazione dei tre dimissionari. Primo fra tutti Stanislaw Krajewski alto esponente della Comunità ebraica polacca e docente all´università di Varsavia. "Lascio l'incarico perché temo una politicizzazione del Museo, mentre la Memoria non è divisibile, è patrimonio di tutti. Comprendo la nomina di Szydlo, ma ritengo che un simile board non potrà funzionare”.
 
Hanno seguito il suo esempio, appunto dimettendosi, Marek Lasota, già direttore del Museo dell´Armia Krajowa (l´esercito clandestino di resistenza polacco e gestore dello Stato clandestino sotto l´occupazione nazista tedesca e sovietica bolscevica) e l´ex direttrice del museo di Auschwitz, Krystyna Oleksy.
 
La storia di Auschwitz è indiscutibile: a onta dei non pochi nel mondo che insultando la Memoria e le leggi polacche lo chiamano a torto "campo polacco” Auschwitz 1 e Auschwitz 2-Birkenau furono il piú grande e atroce complesso della macchina del genocidio creata dalla Germania nazista ovunque, sul suo territorio e nell´Europa occupata, per volontà di Hitler, della Nsdap e della "Soluzione finale del problema ebraico", cioè la Shoah, decisa dai nazisti tedeschi nella famigerata conferenza segreta nel 1942 in una villa sul Lago Wannsee alla periferia residenziale sudovest di Berlino. Ad Auschwitz i morti, ben oltre un milione, furono per il 91 per cento ebrei da tutta Europa, per il 6 per cento polacchi. La Polonia aggredita e spartita nel 1939 tra Germania nazista e Urss fu soppressa dai due totalitarismi come Stato. Esisteva come Stato clandestino appunto con l´Armia Krajowa (AK), col governo in esilio a Londra e con la leggendaria Armata polacca del generale Wladyslaw Anders che schierò nella coalizione alleata piú soldati, aerei e armi della "Francia libera” di de Gaulle, ebbe parte determinante nella prima sconfitta dell´Asse (la battaglia aerea d´Inghilterra), schiacciò la Wehrmacht a Montecassino aprendo alla Quinta armata di Mark Clark la via verso Roma, e liberò tra le altre Bologna e Ancona. Agenti speciali della AK e di Anders, infiltrandosi in diversi Lager, furono i primi a documentare al mondo che la Shoah era in corso. Dal 1945 moltissimi eroi della AK furono impiccati dai nuovi occupanti sovietici.
 
Il problema sottolineato dal professor Krajewski e dalle comunità ebraiche polacca e internazionale – e dall'ex ambasciatore di Polonia in Israele Agnieszka Magdziak-Miszewska – è il tentativo del governo di maggioranza attuale di "riscrivere e polonizzare la Storia". Ad esempio dando nel ricordo maggior rilievo alle vittime polacche dei campi della morte nazisti tedeschi. Un recente sondaggio indicava che ben metà abbondante dei polacchi giudicano l´orrido lager nazista tedesco come prima di tutto luogo del martirio della nazione polacca, e solo il 43 per cento come luogo primario dell´Olocausto.