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Russia, l'ambasciatore statunitense torna a Washington "per consultazioni"

(afp)
Putin accetta invito a parlare al summit Usa sul clima, ma il bilaterale con Biden "dipenderà dagli Stati Uniti". Manovre militari nel mar Nero. Ucraina e Praga chiedono il sostegno degli alleati contro Mosca. Il Cremlino: "Basta psicosi anti-russa"
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Un passo indietro e uno avanti. In un crescendo di tensioni tra Russia e Usa, l'ambasciatore statunitense a Mosca John Sullivan ha annunciato che rientrerà in patria "per consultazioni", dopo che il Cremlino gli aveva "consigliato" di tornare in America, come risposta alle nuove sanzioni decise dall'amministrazione Biden.

Mentre in un segno d'apertura al dialogo, il presidente russo Vladimir Putin ha accettato l'invito del leader della Casa Bianca Joe Biden a intervenire domani al summit virtuale sul clima. Anche se sta ancora valutando la proposta di un vertice bilaterale in un Paese terzo. "Siamo proprio all'inizio dell'analisi della situazione", ma molto dipenderà "da che direzione prenderanno gli Usa", ha detto il viceministro degli Esteri russo Serghej Rjabkov.

Un passo indietro e uno avanti. In un crescendo di tensioni tra Russia e Usa, l'ambasciatore statunitense a Mosca John Sullivan ha annunciato che rientrerà in patria "per consultazioni", dopo che il Cremlino gli aveva "consigliato" di tornare in America, come risposta alle nuove sanzioni decise dall'amministrazione Biden.

Mentre in un segno d'apertura al dialogo, il presidente russo Vladimir Putin ha accettato l'invito del leader della Casa Bianca Joe Biden a intervenire domani al summit virtuale sul clima. Anche se sta ancora valutando la proposta di un vertice bilaterale in un Paese terzo. "Siamo proprio all'inizio dell'analisi della situazione", ma molto dipenderà "da che direzione prenderanno gli Usa", ha detto il viceministro degli Esteri russo Serghej Rjabkov.

L'annuncio di Sullivan arriva dopo che la Russia gli aveva "raccomandato" di seguire l'esempio dell'ambasciatore russo a Washington Anatolij Antonov, richiamato a Mosca per consultazioni il mese scorso dopo che Biden aveva definito Putin un "killer". Giovedì scorso Washington aveva espulso 10 diplomatici russi e preso di mira decine di società e funzionari per sanzionare le interferenze elettorali moscovite e gli attacchi hacker contro i siti di agenzie federali. E ieri ha minacciato nuovi provvedimenti anti-russi per l'aggravarsi delle condizioni di salute dell'oppositore in carcere Aleksej Navalnyj e nuovamente condannato l'aggravarsi del conflitto in Est Ucraina.

Ad accrescere l'altalena nelle relazioni tra Russia e Stati Uniti gli appelli di Repubblica ceca e Ucraina. Con Praga che ha chiesto a Nato e Ue "espulsioni di solidarietà" dopo aver rimpatriato 18 diplomatici russi per il presunto coinvolgimento dei servizi segreti russi nell'esplosione di un deposito d'armi nel 2014.

E Kiev che ha domandato agli alleati "risposte adeguate" alle azioni di Mosca nel Mar Nero e nell'Est, mentre il presidente ucraino Volodimir Zelenskij ha anche proposto a Putin un incontro nel Donbass. L'Ucraina, insieme a Usa e Ue, ha anche protestato contro la chiusura di vaste aree del Mar Nero fino a novembre.

Ma Mosca ha difeso il diritto di limitare il movimento di navi militari straniere al largo della Crimea. L'esercito russo sta effettuando massicce manovre nel Mar Nero questa settimana, che coinvolgono più di 20 navi da guerra e decine di aerei e limitare le aree in cui si svolgono esercitazioni militari, secondo il viceministro Rjabkov, sarebbe una pratica in linea con gli accordi internazionali. Separatamente, la Russia ha anche annunciato restrizioni ai voli sulla Crimea per cinque giorni a partire da ieri.

"Chiediamo a tutti di calmarsi, di interrompere questa psicosi di massa anti-russa e condurre un dialogo costruttivo e calmo per superare i disaccordi che abbiamo", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. "La Russia è stata, è e rimane aperta al dialogo". Quanto alle condanne arrivate da più tardi per il trattamento di Navalnyj, il commento di Peskov è stato secco: "Non consideriamo le dichiarazioni di altri Stati".