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Compleanno della regina: quando Winston Churchill diceva della piccola Elisabetta "Ha autorità e riflessività: stupefacente a due anni"

La regina Elisabetta in una foto del 2020 (afp)
Venuta alla luce alle 2.40 del mattino 95 anni fa con un cesareo a cui per legge assistette il ministro dell'Interno dell'epoca, venne descritta così dalla mamma: "Passa le giornate a togliersi le scarpe e a mettersi le dita dei piedi in bocca"
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“La regina si sta certamente muovendo in una nuova fase, crepuscolare del suo regno. Ora è vedova e bisognerà vedere quale sarà la sua reazione”. Così Anna Whitelock, direttrice del Centre for the Study of Modern Monarchy della Royal Holloway, Università di Londra, descrive alla BBC il momento vissuto da Elisabetta II alla vigilia del suo genetliaco più triste, che trascorrerà in compagnia di alcuni familiari solo quattro giorni dopo i funerali del Principe Filippo. 

95 anni fa, Elisabetta Alessandra Maria Windsor fu messa al mondo a Londra da Elisabetta Bowes-Lyon, moglie del principe Albert Frederick Arthur George, duca …

“La regina si sta certamente muovendo in una nuova fase, crepuscolare del suo regno. Ora è vedova e bisognerà vedere quale sarà la sua reazione”. Così Anna Whitelock, direttrice del Centre for the Study of Modern Monarchy della Royal Holloway, Università di Londra, descrive alla BBC il momento vissuto da Elisabetta II alla vigilia del suo genetliaco più triste, che trascorrerà in compagnia di alcuni familiari solo quattro giorni dopo i funerali del Principe Filippo. 

95 anni fa, Elisabetta Alessandra Maria Windsor fu messa al mondo a Londra da Elisabetta Bowes-Lyon, moglie del principe Albert Frederick Arthur George, duca di York e conte di Inverness. Primogenita di colui che sarebbe salito al trono con il nome di Giorgio VI, le venne imposto il nome della madre, seguito da quello della bisnonna paterna, la regina Alessandra di Danimarca e della nonna, la regina Maria. Era nipote dell’uomo che regnava la Gran Bretagna e per la linea di discendenza maschile ebbe il titolo di Sua Altezza Reale principessa Elisabetta di York, terza nella linea di successione al trono, preceduta dallo zio David e dal padre Alberto.

La sua vita ebbe inizio il 21 aprile 1926 al n. 17 di Bruton Street, nel quartiere londinese di Mayfair, una zona centrale così chiamata per l’antica Fiera che nei mesi di maggio qui si teneva dal 1686. Nel settecento i conti di Grosvenor e quelli di Berkeley rimasero incantati da quella che allora era una bellissima campagna, che fu urbanizzata e trasformata in un elegante quartiere e negli anni sempre più scelto dall’aristocrazia londinese. L’appartamento che diede i natali alla principessa apparteneva ai suo nonni materni, il conte e la contessa di Strathmore e Kinghorne, Claude e Cecilia, e i genitori di Elisabetta l’avevano scelta per prepararsi al parto preferendola a una bella casa di campagna nel reale parco di Richmond, in cui re Giorgio V si era offerto di ospitarli. Oggi quell’appartamento non esiste più, distrutto dai bombardamenti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Una targa segnala quel luogo dove oggi sorge un palazzo dalla caratteristica facciata di mattoni rossi, vicino alla deliziosa Berkeley Square. 

Per la nascita, registrata alle 2.40 del mattino, fu necessario un parto cesareo e con i medici, per secolare tradizione dai tempi di Giacomo II Stuart, la presenza-testimonianza dell’allora ministro dell’Interno sir Will Joynson-Hicks. Il lieto evento fu salutato dall’entusiasmo di un nutrito gruppo di persone che in Bruton Street vollero manifestare felicità per la neonata principessa e, anche se non esistono foto dell’epoca, sia re Giorgio V che la sua consorte regina Maria furono a Mayfair a rendere omaggio alla principessa di York. «La bambina sta molto bene, ora passa tutte le giornate a togliersi le scarpe e a mettersi in bocca le dita dei piedi. Sembra che possa diventare molto monella e molto arguta», scriveva sua madre Elisabetta alla sua mamma. La principessa Elisabetta fu battezzata il 29 maggio 1926 nella cappella privata reale a Buckingham Palace con acqua del Fiume Giordano fatta arrivare appositamente dalla Palestina, nella «fonte dei gigli» per quell’occasione portata lì dal Castello di Windsor.

L’anno in cui nacque la principessa Elisabetta sarà ricordato dagli inglesi come un momento drammatico della loro storia. «L’anno uno», lo definì un minatore gallese. Il 1926, con il grande sciopero generale, vide materializzarsi infatti la più grande manifestazione di conflitto di classe mai verificatasi in Gran Bretagna. La crisi dell’industria carbonifera, tra tagli ai salari, disoccupazione e crollo del tenore di vita, partorì una lotta radicale tra minatori e governo, che generò un moto di solidarietà trasversale alle altre categorie di lavoratori. Dal 3 al 12 maggio la Gran Bretagna fu paralizzata, più di due milioni e mezzo di persone si astennero dal lavoro, le trade unions però, pur bloccando il paese grazie alla compattezza delle diverse comunità di operai, persero la loro battaglia. Il governo fu irremovibile, nulla concesse, anzi procedette a numerosi arresti e utilizzò volontari per la circolazione delle merci. 

Nel 1927 fu emanata la legge sui sindacati e sui conflitti di lavoro che avrebbe reso illegale in futuro qualsiasi sciopero di solidarietà. Fu insomma una grande sconfitta, ma nell’immediato. Il 1926 avrebbe finito comunque per modificare l’Inghilterra contemporanea. Quella solidarietà profonda, figlia delle umiliazioni della guerra e della speranza del dopo-guerra, ricordo indelebile nei cuori della classe operaia britannica, divenne il terreno fertile per la maturazione dell’idea di welfare state moderno. 

La giovane principessa, soprannominata «Lilibeth», era educata a casa con la supervisione di sua madre e di sua nonna. Studiò matematica, geografia e storia, le vennero insegnate alcune lingue moderne tra cui il francese, prese lezioni di danza, canto e arte. Non mancavano visite istruttive alla Zecca Reale, alla Torre di Londra o all’Osservatorio di Greenwich, lezioni di nuoto in piscina, gite in metropolitana e autobus per Londra. Tanti pomeriggi dedicati alla lettura. 

L’allora cancelliere dello scacchiere, Winston Churchill, la descrisse così quando aveva due anni: «Che carattere...ha un’aria di autorità e riflessività stupefacente per una bambina». A soli ventisei sarebbe stata incoronata nell’abbazia di Westminster divenendo protagonista di un’intensa epoca della storia del Regno Unito, che passerà alla storia come nuova «età elisabettiana».