LEONID VOLKOV, 41 anni è "chief of staff" di Aleksej Navalnyj, nonché il coordinatore nazionale della rete capillare di oltre quaranta uffici, da San Pietroburgo a Vladivostok, che fa riferimento al leader dell'opposizione democratica russa. Da due anni dirige le operazioni politiche e coordina le campagne di Navalnyj dal suo ufficio di Vilnius in Lituania. In questa intervista esclusiva per La Repubblica ci parla del futuro di Navalnyj, della Russia, dei rapporti con l'Europa.
Migliaia di russi hanno nuovamente sfidato il regime per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj. Ci può raccontare cos'è successo?
"Ci sono state manifestazioni in oltre 150 città della Russia. A Mosca la partecipazione è stata la di là delle nostre aspettative con oltre 60.000 partecipanti, che con grande coraggio hanno sfidato i divieti rischiando botte, denunce e arresti. Oggi abbiamo un'organizzazione politica molto diffus…
Migliaia di russi hanno nuovamente sfidato il regime per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj. Ci può raccontare cos'è successo?
"Ci sono state manifestazioni in oltre 150 città della Russia. A Mosca la partecipazione è stata la di là delle nostre aspettative con oltre 60.000 partecipanti, che con grande coraggio hanno sfidato i divieti rischiando botte, denunce e arresti. Oggi abbiamo un'organizzazione politica molto diffus…
LEONID VOLKOV, 41 anni è "chief of staff" di Aleksej Navalnyj, nonché il coordinatore nazionale della rete capillare di oltre quaranta uffici, da San Pietroburgo a Vladivostok, che fa riferimento al leader dell'opposizione democratica russa. Da due anni dirige le operazioni politiche e coordina le campagne di Navalnyj dal suo ufficio di Vilnius in Lituania. In questa intervista esclusiva per La Repubblica ci parla del futuro di Navalnyj, della Russia, dei rapporti con l'Europa.
Migliaia di russi hanno nuovamente sfidato il regime per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj. Ci può raccontare cos'è successo?
"Ci sono state manifestazioni in oltre 150 città della Russia. A Mosca la partecipazione è stata la di là delle nostre aspettative con oltre 60.000 partecipanti, che con grande coraggio hanno sfidato i divieti rischiando botte, denunce e arresti. Oggi abbiamo un'organizzazione politica molto diffusa in tutta la Russia e accanto a chi ha il coraggio di scendere in piazza vi sono centinaia di migliaia di altre persone che condividono le denunce della Fondazione Anti-Corruzione e la nostra proposta politica".
Ma non siete ancora un partito politico....
"Tutti i sondaggi ci attribuiscono un consenso nazionale intorno al 20%, facendo di noi la seconda forza politica del Paese dopo il partito di Putin, Russia Unita. Ma non possiamo registrare un partito, né partecipare alle elezioni nazionali per la Duma (il Parlamento ndr) ed a quelle locali. E nonostante un controllo assoluto dei mezzi di informazione, il partito di Putin raggiunge soltanto il 27% dei consensi. Solo Internet è ancora parzialmente libera, ma anche qui la libertà si sta progressivamente riducendo".
Quali sono le condizioni di salute di Navalnyj?
"Ha iniziato lo sciopero della fame quando sono emersi problemi neurologici gravi di origine ignota (forti dolori alla schiena e assenza di sensibilità alle gambe). Dopo 25 giorni, gli abbiamo chiesto di interrompere. Ora chiediamo che venga visitato da medici di fiducia e che si ponga fine alla sua ingiustificata detenzione".
Crede che ci siano ancora rischi per la sua vita? Potrebbe morire in prigione?
"Purtroppo, si. È stato incarcerato da coloro che hanno cercato di ucciderlo solo 8 mesi fa. La sua vita è in pericolo. Come è successo lo scorso agosto, l'avvelenamento con il Novichok era un tentativo di far apparire la morte un attacco cardiaco accidentale, ora lo si vorrebbe far morire per la mancanza di cure e per le orribili condizioni di detenzione".
Come giudica il discorso del presidente Vladimir Putin sullo Stato della Nazione?
"È stato sorprendentemente debole. Putin ha dovuto abbandonare la tradizionale retorica aggressiva, per occuparsi essenzialmente dei gravissimi problemi economici e sociali della Russia. Teme un crollo di consensi alle prossime elezioni generali (19 settembre 2021, ndr). Il reddito medio delle famiglie in Russia è diminuito costantemente da 8 anni. La gente si aspetta da lui che spenda soldi non solo per bombardare la Siria, ma per ricostruire le infrastrutture, risistemare il sistema sanitario, migliorare il welfare".
La Russia è sempre più un esportatore di "instabilità": il "build-up" militare alle porte dell'Ucraina, l'interferenza nelle elezioni straniere, le uccisioni extra-giudiziali all'estero. Cosa ne pensa?
"Nulla a che vedere con il passato. Niente di sistemico, ma solo una politica aggressiva all'estero per alimentare la macchina domestica di propaganda. Potremmo definirla una sorta di "NordCoreizzazione" della politica estera russa. Faccio molto rumore, provo ad esportare instabilità nei paesi democratici (fake news, interferenze elettorali), senza pero' un vero disegno strategico".
Nessuna seconda Guerra fredda dunque?
"C'è certamente una crescente tensione fra l'Occidente e la Russia, ma la Russia non è più una superpotenza. La sua economia non raggiunge l'1,5% del Pil globale. Il tentativo di Putin di riprodurre un mondo bi-polare, in cui la Russia è uno dei poli, è fuori dalla realtà".
Crede possibile una nuova alleanza strategica fra Russia e Cina?
"No, al massimo sarà un'attività di "merger and acquisition".... anzi solo di "acquisition"... la Cina è incomparabilmente più forte sia da un punto di vista economico che politico. Un'alleanza con la Cina non avrebbe alcun senso per la Russia, che al massimo potrebbe essere uno "junior partner" o un "satellite", come si sarebbe detto una volta. E la Russia ha solo due alternative: o diventare uno Stato vassallo della Cina autoritaria o far parte di una grande Europa".
Dopo la recente riforma costituzionale, crede che Putin voglia governare a vita?
"Si, quello è il suo progetto. Da quando ha commesso dei crimini di guerra come l'annessione della Crimea, la guerra in Donbass, l'abbattimento dell'aereo MH17 della Malaysia Airlines ha scelto una via di non ritorno: non puo' certo immaginare per lui un sereno pensionamento in Toscana a coltivare pomodori..."
La Russia come sta gestendo la crisi pandemica?
"In un modo terribile. Abbiamo scavato a fondo nei dati sanitari e la Russia ha il più alto indice di mortalità per Covid fra i Paesi sviluppati".
E la diplomazia sul vaccino Sputnik?
"È una cosa ridicola. L'Europa ha raggiunto il 20% circa della popolazione vaccinata, la Russia soltanto il 7%. Chi è che dovrebbe esportare i vaccini?"
La Russia è sotto sanzioni internazionali. Crede che siano efficaci? L'Occidente dovrebbe fare di più?
"Vi chiediamo di "seguire i soldi" di Putin in Europa. Servono sanzioni mirate in grado di colpire gli oligarchi della cerchia di Putin che hanno invaso di denaro l'Europa, con fondi frutto di corruzione, truffe e arricchimento illegale. Nell'interesse dell'Europa va esteso il modello della sanzioni mirate con il modello delle leggi Magnitsky".
Qual è la sua visione sul futuro della Russia? È possibile un cambio di governo, una Russia democratica?
"Noi immaginiamo una Russia pienamente ancorata ed integrata in Europa: letteratura, storia e cultura descrivono una comune appartenenza. Noi ci sentiamo europei. E questo per noi significa soprattutto Stato di diritto, istituzioni democratiche, elezioni libere e competitive, stampa libera, magistratura indipendente. Siamo molto ottimisti sul futuro che ci attende".
Migliaia di russi hanno nuovamente sfidato il regime per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj. Ci può raccontare cos'è successo?
"Ci sono state manifestazioni in oltre 150 città della Russia. A Mosca la partecipazione è stata la di là delle nostre aspettative con oltre 60.000 partecipanti, che con grande coraggio hanno sfidato i divieti rischiando botte, denunce e arresti. Oggi abbiamo un'organizzazione politica molto diffusa in tutta la Russia e accanto a chi ha il coraggio di scendere in piazza vi sono centinaia di migliaia di altre persone che condividono le denunce della Fondazione Anti-Corruzione e la nostra proposta politica".
Ma non siete ancora un partito politico....
"Tutti i sondaggi ci attribuiscono un consenso nazionale intorno al 20%, facendo di noi la seconda forza politica del Paese dopo il partito di Putin, Russia Unita. Ma non possiamo registrare un partito, né partecipare alle elezioni nazionali per la Duma (il Parlamento ndr) ed a quelle locali. E nonostante un controllo assoluto dei mezzi di informazione, il partito di Putin raggiunge soltanto il 27% dei consensi. Solo Internet è ancora parzialmente libera, ma anche qui la libertà si sta progressivamente riducendo".
Quali sono le condizioni di salute di Navalnyj?
"Ha iniziato lo sciopero della fame quando sono emersi problemi neurologici gravi di origine ignota (forti dolori alla schiena e assenza di sensibilità alle gambe). Dopo 25 giorni, gli abbiamo chiesto di interrompere. Ora chiediamo che venga visitato da medici di fiducia e che si ponga fine alla sua ingiustificata detenzione".
Crede che ci siano ancora rischi per la sua vita? Potrebbe morire in prigione?
"Purtroppo, si. È stato incarcerato da coloro che hanno cercato di ucciderlo solo 8 mesi fa. La sua vita è in pericolo. Come è successo lo scorso agosto, l'avvelenamento con il Novichok era un tentativo di far apparire la morte un attacco cardiaco accidentale, ora lo si vorrebbe far morire per la mancanza di cure e per le orribili condizioni di detenzione".
Come giudica il discorso del presidente Vladimir Putin sullo Stato della Nazione?
"È stato sorprendentemente debole. Putin ha dovuto abbandonare la tradizionale retorica aggressiva, per occuparsi essenzialmente dei gravissimi problemi economici e sociali della Russia. Teme un crollo di consensi alle prossime elezioni generali (19 settembre 2021, ndr). Il reddito medio delle famiglie in Russia è diminuito costantemente da 8 anni. La gente si aspetta da lui che spenda soldi non solo per bombardare la Siria, ma per ricostruire le infrastrutture, risistemare il sistema sanitario, migliorare il welfare".
La Russia è sempre più un esportatore di "instabilità": il "build-up" militare alle porte dell'Ucraina, l'interferenza nelle elezioni straniere, le uccisioni extra-giudiziali all'estero. Cosa ne pensa?
"Nulla a che vedere con il passato. Niente di sistemico, ma solo una politica aggressiva all'estero per alimentare la macchina domestica di propaganda. Potremmo definirla una sorta di "NordCoreizzazione" della politica estera russa. Faccio molto rumore, provo ad esportare instabilità nei paesi democratici (fake news, interferenze elettorali), senza pero' un vero disegno strategico".
Nessuna seconda Guerra fredda dunque?
"C'è certamente una crescente tensione fra l'Occidente e la Russia, ma la Russia non è più una superpotenza. La sua economia non raggiunge l'1,5% del Pil globale. Il tentativo di Putin di riprodurre un mondo bi-polare, in cui la Russia è uno dei poli, è fuori dalla realtà".
Crede possibile una nuova alleanza strategica fra Russia e Cina?
"No, al massimo sarà un'attività di "merger and acquisition".... anzi solo di "acquisition"... la Cina è incomparabilmente più forte sia da un punto di vista economico che politico. Un'alleanza con la Cina non avrebbe alcun senso per la Russia, che al massimo potrebbe essere uno "junior partner" o un "satellite", come si sarebbe detto una volta. E la Russia ha solo due alternative: o diventare uno Stato vassallo della Cina autoritaria o far parte di una grande Europa".
Dopo la recente riforma costituzionale, crede che Putin voglia governare a vita?
"Si, quello è il suo progetto. Da quando ha commesso dei crimini di guerra come l'annessione della Crimea, la guerra in Donbass, l'abbattimento dell'aereo MH17 della Malaysia Airlines ha scelto una via di non ritorno: non puo' certo immaginare per lui un sereno pensionamento in Toscana a coltivare pomodori..."
La Russia come sta gestendo la crisi pandemica?
"In un modo terribile. Abbiamo scavato a fondo nei dati sanitari e la Russia ha il più alto indice di mortalità per Covid fra i Paesi sviluppati".
E la diplomazia sul vaccino Sputnik?
"È una cosa ridicola. L'Europa ha raggiunto il 20% circa della popolazione vaccinata, la Russia soltanto il 7%. Chi è che dovrebbe esportare i vaccini?"
La Russia è sotto sanzioni internazionali. Crede che siano efficaci? L'Occidente dovrebbe fare di più?
"Vi chiediamo di "seguire i soldi" di Putin in Europa. Servono sanzioni mirate in grado di colpire gli oligarchi della cerchia di Putin che hanno invaso di denaro l'Europa, con fondi frutto di corruzione, truffe e arricchimento illegale. Nell'interesse dell'Europa va esteso il modello della sanzioni mirate con il modello delle leggi Magnitsky".
Qual è la sua visione sul futuro della Russia? È possibile un cambio di governo, una Russia democratica?
"Noi immaginiamo una Russia pienamente ancorata ed integrata in Europa: letteratura, storia e cultura descrivono una comune appartenenza. Noi ci sentiamo europei. E questo per noi significa soprattutto Stato di diritto, istituzioni democratiche, elezioni libere e competitive, stampa libera, magistratura indipendente. Siamo molto ottimisti sul futuro che ci attende".