Albania al voto, dopo 8 anni al governo Rama cerca un terzo mandato
dal nostro inviato Vincenzo Nigro , dal nostro inviato Vincenzo NigroPODGORICA - Finale con fuochi d’artificio nella campagna elettorale in Albania. Si vota per eleggere la nuova Assemblea nazionale, il premier socialista Edi Rama corre per un terzo mandato dopo 8 anni alla guida del governo.
Contro di lui l'opposizione è guidata da Lulzim Basha, il nuovo capo del Partito democratico, avvocato ed ex sindaco di Tirana come lo stesso Rama. Basha ha creato una coalizione di varie forze che vogliono scalzare dal potere Rama e i socialisti. Ha preparato un programma che elenca lotta alla criminalità organizzata, lotta alla corruzione, investimenti per la classe media e l’agricoltura come pilastri della sua azione. Ma soprattutto ha lanciato accuse durissime di corruzione e brogli elettorali contro Rama, e ha scatenato i suoi militanti anche in azioni violente, creando delle squadre armate di attivisti del partito che ‘altro giorno hanno organizzato un posto di blocco e hanno ucciso un attivista del Partito democratico. B…
PODGORICA - Finale con fuochi d’artificio nella campagna elettorale in Albania. Si vota per eleggere la nuova Assemblea nazionale, il premier socialista Edi Rama corre per un terzo mandato dopo 8 anni alla guida del governo.
Contro di lui l'opposizione è guidata da Lulzim Basha, il nuovo capo del Partito democratico, avvocato ed ex sindaco di Tirana come lo stesso Rama. Basha ha creato una coalizione di varie forze che vogliono scalzare dal potere Rama e i socialisti. Ha preparato un programma che elenca lotta alla criminalità organizzata, lotta alla corruzione, investimenti per la classe media e l’agricoltura come pilastri della sua azione. Ma soprattutto ha lanciato accuse durissime di corruzione e brogli elettorali contro Rama, e ha scatenato i suoi militanti anche in azioni violente, creando delle squadre armate di attivisti del partito che ‘altro giorno hanno organizzato un posto di blocco e hanno ucciso un attivista del Partito democratico. Basha ha alzato i toni durante tutta la campagna elettorale, chiudendo i suoi comizi con lo slogan “solo la cacciata di Edi Rama dal potere può liberare l'Albania”.
Ma l’episodio più clamoroso ha coinvolto il capo dello Stato Ilir Meta, che politicamente è un alleato di Basha. Meta da tempo si è dimesso da capo del piccolo partito “Lsi” (Movimento socialista per l’integrazione), che però alle elezioni è guidato da sua moglie Monika Kryemadhi. L’altra sera il presidente comunque era in tv per un dibattito in diretta, di fatto partecipando alla campagna elettorale. Il presidente ha iniziato ad attaccare l’ambasciatrice americana Yuri Kim, accusandola di essere intervenuta per appoggiare il Partito socialista. L’ambasciatrice gli ha risposto in diretta: mentre il dibattito andava avanti, Kim ha inviato un sms a Meta e ha lanciato un tweet sulle elezioni di domenica. Meta si è infuriato e ha risposto con altre accuse alla diplomatica, dicendo che la Kim potrebbe far parte di una “campagna di lobbying internazionale” contro di lui guidata dalla Serbia.
Nel suo tweet pubblico, l’ambasciatrice Usa ha criticato anche una dichiarazione di Meta che diceva che “gli albanesi avrebbero usato forconi” se il primo ministro Edi Rama avesse tentato di manipolare il voto o i risultati. Per la diplomatica americana “è inaccettabile che qualcuno minacci che i cittadini possano prendere i forconi il giorno delle elezioni, oppure se non gli piace il risultato delle elezioni. Coloro che incitano alla violenza saranno ritenuti responsabili dei risultati delle loro parole e azioni”. Le campagne elettorali albanesi sono state sempre così agitate: un contributo straniero di questo livello non si era ancora visto.