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Il memoriale a Kiev per i vigili del fuoco e i lavoratori che intervennero dopo il disastro nella centrale nucleare di Cernobyl (reuters)

Cernobyl, la memoria del disastro di 35 anni fa mentre l'Europa si divide sul nucleare

Il presidente Volodymyr Zelensky sui luoghi della catastrofe. Nel 2016 è stata posta un'arca d'acciaio per isolare il magma altamente radiottivo rimasto nel reattore ma secondo gli scienziati nessun essere umano potrà viverci per i prossimi 24mila anni. Kiev vorrebbe che l'area - divenuta addirittiura una attrazione turistica - fosse protetta dall'Unesco
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Trentacinque anni dopo il più spaventoso incidente della storia dell'energia nucleare, la tv ucraina ci ha mostrato un paio di cavalli selvatici tornati a pascolare in prossimità del reattore numero 4 della centrale di Cernobyl. Nel tentativo di rassicurarci sugli sforzi già compiuti per mettere in sicurezza il sito, il commentatore ha aggiunto che l'assenza di attività umane nella regione ha fatto sì che tornassero anche la lince, l'alce e il lupo. Sulla catastrofe nucleare ucraina nel 2019 è stata trasmessa una serie televisiva che ha riscosso un successo planetario, la centrale è diventata un'importante attrazione turistica e oggi Kiev chiede perfino che sia riconosciuta dall'Unesco.

Trentacinque anni dopo il più spaventoso incidente della storia dell'energia nucleare, la tv ucraina ci ha mostrato un paio di cavalli selvatici tornati a pascolare in prossimità del reattore numero 4 della centrale di Cernobyl. Nel tentativo di rassicurarci sugli sforzi già compiuti per mettere in sicurezza il sito, il commentatore ha aggiunto che l'assenza di attività umane nella regione ha fatto sì che tornassero anche la lince, l'alce e il lupo. Sulla catastrofe nucleare ucraina nel 2019 è stata trasmessa una serie televisiva che ha riscosso un successo planetario, la centrale è diventata un'importante attrazione turistica e oggi Kiev chiede perfino che sia riconosciuta dall'Unesco.

Fatto sta che la nube radioattiva che all'1.24 del 26 aprile 1986 si sprigionò da Cernobyl avrebbe ucciso, secondo un computo realizzato dall'attendibile Greenpeace, almeno centomila morti, e causando gravi malformazioni genetiche non solo nella popolazione vicina alla centrale. Nessuna delle trecentocinquantamila persone che furono allora evacuate ha potuto fare ritorno a casa, lasciando colonizzare le strade e le piazze da una fauna selvatica che però più che un Eden rinato evocano un universo dispotico e per sempre avvelenato.

Per ricordare le vittime, il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky è atteso oggi sui luoghi della sciagura, dove una gigantesca arca di acciaio, costata 2,1 miliardi di dollari, fu posta nel 2016 per garantire la sicurezza del sito per i prossimi cent'anni. Il "coperchio" ricopre il vecchio e fissurato sarcofago di cemento e serve a isolare il magma altamente radioattivo rimasto nel reattore. Ora, secondo gli scienziati, nessun essere umano potrà vivere a Cernobyl per i prossimi 24mila anni. Dovrebbe bastare questo dato a scoraggiare ogni nuova politica nucleare a livello globale e a incentivare lo smantellamento delle centrali ancora funzionanti, come già accade in Giappone.

Eppure né le drammatiche conseguenze di Cernobyl né quelle della catastrofe nucleare di Fukushima, sia pure tristemente commemorate una volta l'anno, sembrano dissuadere i leader o le amministrazioni di alcuni Paesi dal proseguire in questa direzione. Nel nuovo Green Deal europeo è stata definita di una sorta di lista nera delle energie più inquinanti e più pericolose. Oltre al carbone c'è chi voleva ovviamente inserirvi anche il nucleare, scontrandosi però al veto di Parigi.

In Francia, l'energia nucleare genera oltre il 70 % dell'energia elettrica portandolo a essere il primo Paese esportatore netto di elettricità al mondo. Nel 2017 il nuovo Presidente della Repubblica Emmanuel Macron definì il nucleare come "la via a minori emissioni per produrre elettricità assieme alle rinnovabili". A gennaio 2020 i piani di chiusura dei vecchi impianti sono iniziati da Fessenheim 1, che è stato chiuso dopo quasi mezzo secolo di servizio. Ne restano in funzione diciotto.