La spia che venne dai social: i servizi segreti britannici sbarcano su Instagram
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - Una volta era un mondo così segreto che non si conosceva neanche l'indirizzo della sua sede e i suoi capi erano indicati sui giornali soltanto da una iniziale maiuscola. Ma i tempi cambiano e con essi anche gli 007, per cui l'Mi5 ha deciso di sbarcare su Instagram. "Quello che facciamo deve rimanere top secret", afferma il suo direttore Ken McCallum, "ma vogliamo fare conoscere meglio chi siamo e i social media possono aiutarci in questo compito".
L'obiettivo è cancellare "lo stereotipo dell'agente segreto che beve Martini", un mito propagato dai romanzi e dai film su James Bond, anche se quest'ultimo a dire il vero è impiegato dall'Mi6, lo spionaggio di Sua Maestà (equivalente alla Cia negli Stati Uniti), mentre l'Mi5 si occupa di controspionaggio e antiterrorismo (lo stesso lavoro che fa l'Fbi in America). Ma agli occhi dell'opinione pubblica la fantasia cinematografica descrive …
LONDRA - Una volta era un mondo così segreto che non si conosceva neanche l'indirizzo della sua sede e i suoi capi erano indicati sui giornali soltanto da una iniziale maiuscola. Ma i tempi cambiano e con essi anche gli 007, per cui l'Mi5 ha deciso di sbarcare su Instagram. "Quello che facciamo deve rimanere top secret", afferma il suo direttore Ken McCallum, "ma vogliamo fare conoscere meglio chi siamo e i social media possono aiutarci in questo compito".
L'obiettivo è cancellare "lo stereotipo dell'agente segreto che beve Martini", un mito propagato dai romanzi e dai film su James Bond, anche se quest'ultimo a dire il vero è impiegato dall'Mi6, lo spionaggio di Sua Maestà (equivalente alla Cia negli Stati Uniti), mentre l'Mi5 si occupa di controspionaggio e antiterrorismo (lo stesso lavoro che fa l'Fbi in America). Ma agli occhi dell'opinione pubblica la fantasia cinematografica descrive gli agenti segreti in genere e da qualche parte bisogna pure cominciare a smentire l'idea che indossino sempre lo smoking, guidino una Aston Martin e bevono un cocktail "agitato non mescolato", secondo il tormentone coniato da Ian Fleming per il suo eroe.
Il primo post su Instagram di @mi5official, così si chiama il profilo del controspionaggio, è una foto dell'ingresso del quartier generale, con le cabine in cui devono entrare gli agenti per essere identificati e poter entrare, accompagnata da questo messaggio: "Il segreto per uno spionaggio di successo? Considerare tutti i punti di vista. Ti dà una visione migliore". L'inquadratura può trarre in inganno, non si capisce subito che lo sfondo è in realtà il soffitto: dunque un modo per dire che le apparenze ingannano e una brava spia non deve fidarsi della prima impressione. "Rispondete a tono con una battuta sulla possibilità che vi seguiremo", scrive il direttore in un articolo sul Telegraph a commento dell'iniziativa: nel senso di essere seguiti sul social network, non pedinati per la strada.
"Da un lato", continua McCallum, "la nostra capacità di mantenere il Regno Unito sicuro dipende da operazioni clandestine. Dall'altro sarebbe vanitoso credere che possiamo farlo dall'interno della nostra bolla". Come già l'Mi6, che ora mette inserzioni a pagamento sui siti e sui giornali per assumere nuovi agenti, anche l'Mi5 capisce di avere bisogno di diversificarsi se vuole agire dentro a una società sempre più multietnica e complessa, per cui cerca più donne, più giovani e più minoranze, insomma candidati lontani dall'immagine di James Bond con un bicchiere di martini in mano.
Su Instagram il controspionaggio promette di mostrare materiali mai usciti dagli archivi nei suoi 112 anni di storia e di mostrare come lavora un agente segreto, ma senza diventare ovviamente un libro aperto. "Vogliamo che la gente non escluda di fare parte dell'Mi5 per presunte barriere socio-economiche, etniche, sessuali, di genere, di disabilità o create dalla parte del nostro paese in cui si è nati", afferma il direttore. Ma sui social media il controspionaggio si è fatto battere dai suoi rivali: il Gchq, l'agenzia di spionaggio nel campo delle comunicazioni, ha un profilo Instagram dal 2018 e il nuovo capo dell'Mi6 Richard Moore è su Twitter. Per tacere della Cia che sul social dei cinguettii ha più di 3 milioni di follower. E questo non è un segreto per nessuno.