Ennesima strage in Afghanistan, a causa di un'autobomba esplosa in una foresteria del governo provinciale di Logar, nell'est del Paese. Le diverse fonti non concordano sul numero di morti, ma il bilancio è per tutti pesante: secondo il portavoce ufficiale del ministro degli Interni Tariq Arian, citato da Afp, "sono state uccise 14 persone, e ci sono 90 feriti". Un consigliere provinciale sentito dall'Ansa ha invece riferito che "25 persone erano all'interno della guest house" e sono rimaste "tutte sotto le macerie. I rapporti dicono che oltre 25 persone sono state uccise e oltre 60 sono rimaste ferite".
Più grave ancora il bilancio secondo la Reuters, che parla di "almeno 30 morti e decine di feriti" avvertendo che la conta dei morti potrebbe purtroppo peggiorare, e aggiungendo che tra le vittime ci sono anche studenti delle scuole superiori. L'autobomba era stata piazzata vicino alla casa dell'ex capo del consiglio provinciale, Didar Lawang, una residenza utilizzata anche come guesthouse.
L'attentato non è stato per ora rivendicato. Ma rientra nel quadro di violenza crescente che sta segnando il Paese dopo l'annuncio da parte del presidente Usa Joe Biden del rinvio a settembre del ritiro delle truppe concordato per il primo maggio dall'ex presidente Trump con i Talebani per la missione in Afghanistan iniziata all'indomani della strage dell'11 settembre.
Sebbene manchi ancora una rivendicazione ufficiale Shahussain Murtazawi, consigliere senior presso l'ufficio del presidente afgano, chiama direttamente in causa i talebani per questo attacco.