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Cuba, la battaglia per la libertà di espressione di Luis Manuel Otero Alcantara: in ospedale per lo sciopero della fame. Insorgono gli artisti

Luis Manuel Otero Alcantara viene portato in ospedale (afp)
Lo scultore digiuna da una settimana. Il sostegno degli Stati Uniti. Nell'isola colpita dal Covid la penuria di turisti strangola sempre di più l'economia e da Washington non arriva un segnale di distensione 
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Un’altra protesta, un altro sciopero della fame e della sete. Il mondo artistico e culturale si mobilita di nuovo a Cuba chiedendo libertà di pensiero e di espressione. Lo fa solidarizzando con Luís Manuel Otero Alcántara, artista alla guida del Movimiento San Isidro, un collettivo di opposizione già protagonista di una battaglia culminata il 27 novembre scorso davanti al ministero della Cultura dove 400 artisti, docenti, registi e attori hanno inscenato un sit-in chiedendo, e ottenendo, un incontro con alti funzionari del governo. Un’iniziativa storica, un momento inedito di mobilitazione. 


Cuba vive forse il momento più difficile d…

Un’altra protesta, un altro sciopero della fame e della sete. Il mondo artistico e culturale si mobilita di nuovo a Cuba chiedendo libertà di pensiero e di espressione. Lo fa solidarizzando con Luís Manuel Otero Alcántara, artista alla guida del Movimiento San Isidro, un collettivo di opposizione già protagonista di una battaglia culminata il 27 novembre scorso davanti al ministero della Cultura dove 400 artisti, docenti, registi e attori hanno inscenato un sit-in chiedendo, e ottenendo, un incontro con alti funzionari del governo. Un’iniziativa storica, un momento inedito di mobilitazione. 


Cuba vive forse il momento più difficile degli ultimi vent’anni. Il disgelo sperato con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca è ancora un miraggio. Nei suoi primi 100 giorni di amministrazione il presidente Usa non ha fatto alcun accenno ai futuri rapporti con il regime dell’isola. Neanche lo storico passaggio di consegne con la nomina del presidente Miguel Díaz-Canel a primo segretario del Partito Comunista e l’uscita di scena di Raúl Castro hanno portato a un passo che preluda alla cancellazione delle 240 sanzioni che strangolano l’economia. 

Manca il lavoro, mancano cibo e medicine. La nuova ondata del Covid ha imposto un altro lockdown, la sospensione dei collegamenti aerei internazionali, la chiusura della maggioranza degli alberghi e delle strutture ricettive. Il mancato arrivo dei turisti che avevano iniziato di nuovo ad affluire a Cuba riduce le poche entrate su cui contava non solo il governo, ma tutto il grande indotto che ruota attorno al settore. Parliamo di 360 mila persone che in maniera ufficiale e non campano sugli stranieri. Le lunghe file davanti ai negozi, in parte sguarniti in parte costretti a rispettare il razionamento imposto dal regime per garantire a tutti l’essenziale, esaspera la popolazione. Díaz-Canel si trova davanti a un bivio e deve raccogliere una sfida che deciderà il suo futuro e quello di Cuba. 


Il cambiamento nella continuità, l’indicazione uscita dall’VIII Congresso del Partito Comunista di Cuba, rischia di trasformarsi in immobilismo. Diventa prioritario aprire ai privati, superare le ultime resistenze del blocco storico dell’establishment, quello legato ancora ai principi della Revolución. In questo clima di forte tensione e profondo disagio, il Colectivo San Isidro torna ad essere una spina nel fianco del governo. Otero digiuna da sette giorni. Chiede un allentamento dei controlli della polizia attorno e dentro la sua abitazione che è poi la sede del circolo che prende il nome dal quartiere dove sorge. Sollecita anche la restituzione delle sue opere ispirate al tema della libertà di espressione. 

Venerdì scorso il cardinale de l’Avana, Juan de la Caridad García, racconta il corrispondente del Pais, ha spedito il suo cancelliere, Ramón Sánchez Polcari, a casa dell’artista. Gli ha chiesto di sospendere lo sciopero della fame e della sete, ma Otero ha rifiutato. Domenica sera è intervenuta la polizia e lo ha portato a forza all’ospedale Calixto García per essere alimentato. La mossa del regime ha spinto l’ambasciata Usa a una presa di posizione. “Come tutti i cubani - si legge in un comunicato della missione diplomatica - Luís Manuel Otero Alcántara merita di essere trattato con dignità e rispetto. Abbiamo letto che il suo stato di salute sarebbe stazionario. Invitiamo le autorità a proteggere il suo benessere in questo momento difficile”.