✕
(afp)

Divorzio Bill e Melinda Gates, il futuro della Fondazione è un'incognita

In ballo una fortuna da 130 miliardi di dollari e un patrimonio da 50 miliardi di dollari della Fondazione. La separazione dei beni sarà regolata da un "accordo di separazione" firmato all'epoca del matrimonio. Sarebbe stata Melinda a chiedere di porre fine alle nozze, considerandole ormai "irrevocabilmente compromesse"
3 minuti di lettura
New York – Il divorzio tra Bill e Melinda Gates può avere conseguenze mondiali, forse senza precedenti nella storia per una vicenda privata. I due sono alla testa del più vasto “impero del bene” mai esistito, una superpotenza della filantropia. Così ricca e influente da attirare su di sé ammirazione, elogi, ma anche accuse e teorie del complotto.

La Fondazione che porta i loro due nomi gestisce un patrimonio di 50 miliardi di dollari – il numero uno al mondo nella beneficienza – ed esercita un’influenza che va ben oltre. Altri miliardari come Warren Buffett, e perfino qualche Stato, si appoggiano alla Bill and Melinda Gates Foundation per gestire le proprie donazioni ai paesi poveri.

Questo è un riconoscimento della straordinaria efficienza: non a caso Gates è stato uno degli imprenditori-simbolo dell’èra informatica, ed ha trasferito nella filantropia gli stessi criteri manageriali che hanno …
New York – Il divorzio tra Bill e Melinda Gates può avere conseguenze mondiali, forse senza precedenti nella storia per una vicenda privata. I due sono alla testa del più vasto “impero del bene” mai esistito, una superpotenza della filantropia. Così ricca e influente da attirare su di sé ammirazione, elogi, ma anche accuse e teorie del complotto.

La Fondazione che porta i loro due nomi gestisce un patrimonio di 50 miliardi di dollari – il numero uno al mondo nella beneficienza – ed esercita un’influenza che va ben oltre. Altri miliardari come Warren Buffett, e perfino qualche Stato, si appoggiano alla Bill and Melinda Gates Foundation per gestire le proprie donazioni ai paesi poveri.

Questo è un riconoscimento della straordinaria efficienza: non a caso Gates è stato uno degli imprenditori-simbolo dell’èra informatica, ed ha trasferito nella filantropia gli stessi criteri manageriali che hanno fatto il successo di Microsoft. Molti gli danno atto di aver fatto fare un salto di qualità a tutta la cultura degli aiuti, sottoponendola a severi esami anti-spreco, per garantire il massimo impatto sui destinatari.

L’influenza della Fondazione è enorme nelle vaccinazioni di massa, contro la malaria e altre malattie infettive. Ha avuto un ruolo di punta nella creazione di Covax, l’iniziativa mondiale per acquistare vaccini anti-covid e distribuirli ai 92 paesi più poveri (la stessa fondazione Gates vi ha già contribuito di suo per 1,75 miliardi di dollari). Ma Bill Gates ha anche preso un posizione molto netta contro l’idea di abolire la proprietà privata dei brevetti per i vaccini, una campagna che fa proseliti anche negli Stati Uniti, nella sinistra del partito democratico.

L’autorevolezza di Gates contribuisce a spaccare i pareri in seno all’Amministrazione Biden: molti esitano a tradire un modello industriale che ha funzionato proprio in questa campagna vaccinazioni. Ma come la pensa Melinda su questo punto? Il loro divorzio può far emergere divergenze strategiche fra gli ex-coniugi, visto che lei si è spesso distinta per posizioni più radicali?

Le differenze valoriali tra i due incrociano la questione patrimoniale. Il 65enne fondatore della Microsoft secondo la classifica di Forbes è la quarta persona più ricca al mondo con una fortuna di 130 miliardi di dollari. Benché abbia promesso solennemente di donarne la massima parte, non ha ancora versato tutto nelle casse della fondazione co-intestata alla moglie, e di cui i due manterranno la direzione ex-aequo. Però i due prima ancora del divorzio avevano già creato dei “contenitori” autonomi per gestire sia altre attività filantropiche, sia investimenti personali. Come coppia sono – fra l’altro – i più grandi proprietari terrieri degli Stati Uniti.

Da alcune carte ottenute dal sito di gossip Tmz sarebbe stata Melinda a chiedere di porre fine alle nozze col fondatore di Microsoft, considerandole ormai "irrevocabilmente compromesse". La separazione dei beni sarà regolata sia dalle leggi degli Stati dove hanno residenza e proprietà immobiliari (Washington e California), sia da un accordo pre-matrimoniale: quest’ultimo non è un vero e proprio “contratto pre-nuziale”, bensì un “accordo di separazione” firmato all’epoca del matrimonio.

Negli Stati Uniti, terra di common law, i contratti privati fra coniugi possono prevalere sul diritto di famiglia. I due divorziandi vogliono rassicurare il mondo intero – e i 1.600 dipendenti della fondazione – sul fatto che nulla turberà il buon funzionamento di una macchina che distribuisce 5 miliardi di donazioni all’anno.

Ma anche se dovesse reggere la “diarchia” di Bill e Melinda come capi di quella fondazione, molti prevedono che lei userà la sua porzione del patrimonio per fare ancora di più, e con altre priorità. Attraverso la sua società personale, Pivotal Ventures, Melinda già finanzia progetti che promuovono il ruolo delle donne nelle comunità più povere.

C’è un precedente: dopo il divorzio di due anni fa da Jeff Bezos (l’uomo più ricco del mondo e fondatore di Amazon), l’ex moglie MacKenzie Scott ha donato a gran velocità 6 miliardi. Il mondo della filantropia terrà gli occhi bene aperti per capire se nasceranno due “dottrine Gates” in concorrenza tra loro per definire priorità e strategie, in particolare nel settore della sanità pubblica.

Paradossalmente, è marginale l’impatto di questo divorzio sul terreno della finanza e di Big Tech. Questo si spiega col fatto che Bill ha abbandonato ogni legame con la Microsoft, rinunciando non solo alle cariche operative ma perfino al suo seggio nel consiglio d’amministrazione. La sua quota di azioni Microsoft viene valutata a 26 miliardi, che su una capitalizzazione di Borsa di 1.900 miliardi vale meno del 2% dell’azienda.

Da anni ormai la sua vita è quella del primo “turbo-imprenditore della filantropia a tempo pieno”, una figura così originale da catalizzare su di lui tante teorie del complotto. La più farneticante lo vede come una sorta di “regista della pandemia”. Più fondati sono i rilievi sull’influenza eccessiva che lui esercita nel mondo scientifico, tributario dei suoi finanziamenti. Ora si vedrà se Melinda può incarnare una via alternativa.