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Terapie monoclonali, la Ue punta su tre farmaci

(reuters)
Il progetto europeo mira ad approvare e produrre entro i confini dell'Unione tre prodotti per la cura del Covid
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Tre nuovi farmaci. Tutti made in Ue. E tutti capaci di intervenire sul Covid-19 in ogni stadio della malattia. La Commissione europea sta dando in queste ore il via libera ad un progetto che renderà le terapie monoclonali contro il Coronavirus una strategia concreta e non un’azione limitata. Questo tipo di medicinali infatti, al momento non solo sono costosissimi, ma sono soprattutto efficaci particolarmente nella fase iniziale del contagio.


Il progetto europeo, allora, punta ad approvare e a produrre entro i confini europei tre prodotti monoclonali in grado di curare il virus con relativa rapidità. Ovviamente si tratta di una…

Tre nuovi farmaci. Tutti made in Ue. E tutti capaci di intervenire sul Covid-19 in ogni stadio della malattia. La Commissione europea sta dando in queste ore il via libera ad un progetto che renderà le terapie monoclonali contro il Coronavirus una strategia concreta e non un’azione limitata. Questo tipo di medicinali infatti, al momento non solo sono costosissimi, ma sono soprattutto efficaci particolarmente nella fase iniziale del contagio.


Il progetto europeo, allora, punta ad approvare e a produrre entro i confini europei tre prodotti monoclonali in grado di curare il virus con relativa rapidità. Ovviamente si tratta di una misura che dovrebbe coadiuvare la campoagna vaccinale. Ma risponde anche al’lesigenza di integrare l'azione delle immunizzazioni che non saranno comunque sufficienti, da sole, a contrastare l’epidemia nel lungo periodo. Senza contare che i vaccini - come tutti i vaccini - al momento non offrono una difesa totale e che alcuni soggetti come gli allergici ne sono comunque esclusi.


La ricerca in questa fase si sta concentrando su dieci diversi farmaci. La road map fissata dalla Commissione prevede che ne siano selezionati cinque entro la fine di giugno. E poi ad ottobre ne saranno scelti tre per la produzione e la commercializzazione. 


In questa strategia c’e’ anche il tentativo di rendere un po’ piu’ indipendente l’Europa nella lotta contro il Covid. Fino ad ora infatti nessuno dei vaccini fin qui utilizzati è frutto di aziende farmaceutiche di “nazionalità” comunutaria. Sono statunitensi o britanniche. Nel prossimo futuro verranno introdotti anche vaccini “nostrani” ma anche sulla strada della cura l’Ue deve dimostrare di poter contare sulle proprie forze. Bisognerà però capire da qui ad ottobre se lo stanziamento previsto per questa ricerca si rivelerà sufficiente: ben al di sotto dei cento milioni di euro.