GERUSALEMME - Dopo quelli a Sheik Jarrah a Gerusalemme est, sono scoppiati violenti scontri tra manifestanti palestinesi e polizia soprattutto alla Porta di Damasco, non distante dalla Spianata delle Moschee. Secondo media palestinesi i feriti sono almeno 100. La Mezzaluna rossa ha attrezzato un ospedale da campo per curare i feriti. Gli scontri sono cominciati subito dopo le preghiere di Laylat Al-Qadr, la più sacra notte di Ramadan. Secondo le stesse fonti sulla Spianata si sono recati per le cerimonie religiose circa 90 mila fedeli. Incidenti sono segnalati anche lungo il confine con Gaza: un razzo è stato lanciato verso il sud di Israele. Non si hanno notizie di danni o vittime. In risposta - ha fatto sapere l'esercito - l'aviazione israeliana ha colpito una postazione militare di Hamas nella Striscia.
La polizia israeliana sostiene di essere stata aggredita da decine di facinorosi dopo aver bloccato sull'autostrada 1 alcuni pullman che trasportavano arabi israeliani verso Gerusalemme. La polizia precisa di averli bloccati perchè alcuni passeggeri intendevano svolgere azioni violente alla Spianata delle Moschee, nella città vecchia. Dopo alcune ore l'autostrada ha riaperto in entrambe le direzioni, ma nel frattempo, un'altra strada principale, la 443, è stata occupata da fedeli musulmani in cammino. Secondo quanto riferiscono i media israeliani, lungo la Striscia di Gaza sono anche stati schierati cecchini e soldati.
"Stiamo agendo in modo responsabile per garantire la legge e l'ordine a Gerusalemme, pur mantenendo la libertà di culto nei luoghi santi": lo aveva affermato poco prima delle nuove tensioni il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo che venerdì 200 palestinesi e circa 20 poliziotti sono rimasti feriti durante gli scontri avvenuti alla Spianata delle moschee.
Gli scontri erano scoppiati dopo che la polizia israeliana ha preso d'assalto la Spianata delle moschee, dove si trova la moschea di Al Aqsa, nell'ultimo venerdì di Ramadan. Centinaia di palestinesi si sono rifiutati di lasciare il luogo, dopo le preghiere notturne, come segno di protesta per gli sfratti alle famiglie palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrß a Gerusalemme est.
Il leader di Yesh Atid, Yair Lapid, che attualmente ha il mandato di provare a formare il nuovo governo, ha sottolineato: "Lo Stato di Israele non permetterà che la violenza aumenti e non permetterà alle organizzazioni terroristiche di minacciarla, chiunque voglia farci del male deve sapere che pagherà un prezzo molto alto, è tempo di responsabilità tra tutte le parti, in particolare tra i funzionari".