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Francia, ancora un appello dei militari a Macron: "Si rischia la guerra civile"

Il presidente francese Emmanuel Macron (afp)
Dopo la lettera pubblicata sul settimanale "Valeurs Actuelles" tre settimane fa da alcuni generali in pensione, un nuovo testo scuote le istituzioni. La ministra Parly: "Retorica, vocabolario, toni e riferimenti tipici dell'estrema destra"
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PARIGI - "Se scoppierà una guerra civile, l'esercito manterrà l'ordine sul proprio territorio, perché gli verrà chiesto di farlo". Un nuovo testo firmato da militari scuote le istituzioni francesi. Ancora una volta è pubblicato sul settimanale ultraconservatore Valeurs Actuelles. Ed è il seguito di quello diffuso tre settimane fa che aveva costretto la ministra delle Forze Armate, Florence Parly, a chiedere sanzioni disciplinari. Il primo appello, che aveva ricevuto il plauso di Marine Le Pen, era stato firmato da una ventina di ex generali ed alti ufficiali in pensione, pubblicato il 21 aprile. Una data non casuale: sessant'anni dopo il putsch di Algeri dei generali francesi. 

La nuova lettera aperta a Emmanuel Macron e alle forze politiche viene attribuita a militari ancora in servizio che hanno scelto di restare anonimi. L'iniziativa viene presentata come un gesto di solidarietà con chi aveva scritto i…

PARIGI - "Se scoppierà una guerra civile, l'esercito manterrà l'ordine sul proprio territorio, perché gli verrà chiesto di farlo". Un nuovo testo firmato da militari scuote le istituzioni francesi. Ancora una volta è pubblicato sul settimanale ultraconservatore Valeurs Actuelles. Ed è il seguito di quello diffuso tre settimane fa che aveva costretto la ministra delle Forze Armate, Florence Parly, a chiedere sanzioni disciplinari. Il primo appello, che aveva ricevuto il plauso di Marine Le Pen, era stato firmato da una ventina di ex generali ed alti ufficiali in pensione, pubblicato il 21 aprile. Una data non casuale: sessant'anni dopo il putsch di Algeri dei generali francesi. 

La nuova lettera aperta a Emmanuel Macron e alle forze politiche viene attribuita a militari ancora in servizio che hanno scelto di restare anonimi. L'iniziativa viene presentata come un gesto di solidarietà con chi aveva scritto il primo testo. "Li avete chiamati sediziosi quando la loro unica colpa è di amare il loro Paese e di piangere il suo visibile declino". Il testo descrive una Francia in preda alla violenza e sull'orlo del caos. Una minaccia che, dicono gli autori, non viene da un eventuale golpe militare, come alcuni temono, ma da una possibile "insurrezione civile". "Nessuno può volere una situazione così terribile - prosegue la lettera - ma sì, ancora una volta, la guerra civile si sta preparando in Francia". 

I promotori del testo sostengono di essere stati in missione in Afghanistan, Mali, nella Repubblica Centrafricana e di aver visto tanti loro commilitoni morire sotto al fuoco nemico. "Hanno dato la loro vita per distruggere l'islamismo a cui state facendo concessioni sul nostro suolo" continuano gli autori, accusando il governo di essere troppo debole di fronte alla minaccia jihadista. Una constatazione, sostengono, fatta sulla base dell'operazione Sentinelle in cui l'esercito è stato mobilitato contro il terrorismo interno. "Abbiamo visto con i nostri occhi le periferie abbandonate. Abbiamo sopportato i tentativi di sfruttare diverse comunità religiose, per le quali la Francia non significa nulla, è nient'altro che un oggetto di sarcasmo, disprezzo e persino odio". 

Valeurs Actuelles ha aperto sotto al testo una petizione, sottoscritta in poche ore da quasi 100mila persone. "Restare anonimi, è questo il coraggio?" ha commentato il ministro dell'Interno, Gérard Darmanin. La ministra Parly ha denunciato una "grossolana macchinazione politica" e deplora un intervento che "ricorre a tutta la retorica, il vocabolario, i toni, i riferimenti dell'estrema destra". L'ex presidente François Hollande definisce "inquietante" il testo a poche settimane dalle elezioni regionali e in vista della campagna per le presidenziali, in cui Le Pen è favorita nei sondaggi per arrivare al ballottaggio. Lo studioso Jean-Yves Camus, esperto dell'estrema destra, è cauto. "Un intervento dell'esercito a favore dell'estrema destra - o di qualsiasi campo politico - rimane una fantasia alimentata da un movimento molto piccolo all'interno delle forze armate e non è una minaccia reale".