Falsi video, chat incendiarie e censura: i social al centro del conflitto Israele-Hamas

(afp)
Per giorni contenuti di disinformazione e violenza si sono rincorsi nelle chat private, su Instagram, TikTok, Facebook e Twitter. Zuckerberg ha messo in campo una "cabina di regia" H24. I palestinesi hanno denunciato la censura e usato l'arabo antico per sfuggire all'algoritmo: tendenze che, anche con una tregua, non scompariranno
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