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Annalena Baerbock (reuters)

Ambiente, la sfida della leader dei Verdi contro i voli low-cost divide la Germania

Sul tema si spacca la Grande Coalizione (Spd parzialmente a favore, contraria la Cdu). La proposta di abolire i voli nazionali e i biglietti a basso costo per mete popolari come Maiorca fa infuriare la polemica, ma non sembra intaccare la stella di Baerbock. Cauto il settore turistico che indica un effetto minimo sulle emissioni e teme la perdita di post di lavoro e il dirottamento dei passeggeri su compagnie straniere
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BERLINO. Non importa se la proposta di abolire i voli a corto raggio ha spaccato la Grande coalizione: i politologi sono concordi che in un modo o nell’altro saranno i Verdi ad andare al governo, in autunno. Inevitabilmente, da quando la spitzenkandidatin degli ambientalisti, Annalena Baerbock, ha dichiarato guerra non soltanto alle tratte nazionali, ma anche ai biglietti low cost - inclusi quelli per mete popolarissime come Maiorca - è scoppiato un ampio dibattito che divide i partiti al governo e suscita reazioni allarmate nell’industria. 

Nel programma dei Gruenen l’obiettivo dichiarato è l’abolizione dei voli nazionali ent…

BERLINO. Non importa se la proposta di abolire i voli a corto raggio ha spaccato la Grande coalizione: i politologi sono concordi che in un modo o nell’altro saranno i Verdi ad andare al governo, in autunno. Inevitabilmente, da quando la spitzenkandidatin degli ambientalisti, Annalena Baerbock, ha dichiarato guerra non soltanto alle tratte nazionali, ma anche ai biglietti low cost - inclusi quelli per mete popolarissime come Maiorca - è scoppiato un ampio dibattito che divide i partiti al governo e suscita reazioni allarmate nell’industria. 

Nel programma dei Gruenen l’obiettivo dichiarato è l’abolizione dei voli nazionali entro il 2030. Mentre l’eventuale guerra ai prezzi stracciati - non si tratterebbe di un bando delle tratte più lunghe, ma di una lotta al dumping - varrebbe per i voli fino a 1.500 km e riguarderebbe anche l’Italia.

La Spd si è detta parzialmente d’accordo con i Verdi. Il vicecancelliere, Olaf Scholz, vuole fermare la corsa al dumping per comprarsi un biglietto aereo. E l’attuale copresidente del partito socialdemocratico, Saskia Esken, pur contraria a un bando tout court dei voli a corto raggio, ha detto all’Handelsblatt di puntare a forti incentivi per rendere gli spostamenti in treno più economici. Quanto ai low cost, Esken sostiene che “non debbano costare meno delle tasse aeroportuali e di altre tasse”. Persino il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans è intervenuto nel dibattito, dichiarando ai media del gruppo Funke che “dobbiamo liberarci dei voli a breve raggio”, ma “non attraverso dei divieti”, piuttosto “rendendo più attraenti gli spostamenti in treno”.

Ma dalla Cdu, partner di governo della Spd, arrivano reazioni indignate: “Chi vuole andare in vacanza a Maiorca che fa, prende il treno? O ci va in bici?” commenta sarcastico Friedrich Merz, che nel caso di una vittoria della Cdu potrebbe diventare ministro delle Finanze. Anche il potente Consiglio economico dei conservatori si oppone: “i biglietti diventerebbero troppo cari per uno stipendio medio, e migliaia di posti di lavoro del settore sarebbero a rischio, se i viaggiatori deviassero su aeroporti all’estero, vicini alle frontiere”.

Secondo l’Associazione tedesca del trasporto aereo BDL, il traffico aereo copre appena il 4% del trasporto totale in Germania, e nel 90% dei casi si tratta di voli internazionali. I voli a corto raggio contribuiscono per uno 0,3% alle emissioni di Co2 in Germania. 

Il settore turistico è cauto. La piattaforma TravelPerk fa notare che “la proposta dei Verdi, in nuce, è fondata. Ma è difficile abolire i voli a breve raggio. Entro il 2030 non è realistico”. La presidente dell’Associazione delle agenzie di viaggio indipendenti VUSR, Marija Linnhoff, sottolinea che molti voli nazionali servono per raggiungere aeroporti di transito per mete lontane, ad esempio Amburgo-Francoforte-Singapore. E se venisse abolito il primo tratto, i tedeschi sceglierebbero un volo diretto per Dubai o un’altra meta estera, per raggiungere Singapore. Una scelta che danneggerebbe le compagnie aeree tedesche come Eurowings o Lufthansa. “E ciò non taglierebbe di un grammo l’emissione di Co2 e sacrificherebbe soltanto dei posti di lavoro”.