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Bielorussia, Tikhanovskaja: "Il regime di Lukashenko è un pericolo per il mondo intero"

(afp)
La leader della Bielorussia democratica commenta il dirottamento di un volo Ryanair e l'arresto del giornalista Protasevich. "Nel sequestro vedo la mano dell'Fsb russo. Ora Roman rischia la vita. I detenuti sono oggetto delle "iniezioni di verità", agenti chimici per confessare qualsiasi cosa"
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"Crediamo che il tempo delle dichiarazioni sia finito. È giunta l'ora delle azioni concrete". Non nasconde una certa impazienza Svetlana Tikhanovskaja, la leader della Bielorussia democratica costretta all'esilio a Vilnius dopo essersi vista strappare la vittoria da Aleksandr Lukashenko alle presidenziali dello scorso agosto.

Una settimana fa era sullo stesso volo Ryanair Atene-Vilnius che domenica è stato costretto ad atterrare a Minsk da un caccia del regime per un presunto allarme bomba. Un pretesto per arrestare il giornalista Roman Protasevich che si trovava a bordo. "Rischia la vita. Bisogna salvarlo. Bisogna salva…

"Crediamo che il tempo delle dichiarazioni sia finito. È giunta l'ora delle azioni concrete". Non nasconde una certa impazienza Svetlana Tikhanovskaja, la leader della Bielorussia democratica costretta all'esilio a Vilnius dopo essersi vista strappare la vittoria da Aleksandr Lukashenko alle presidenziali dello scorso agosto.

Una settimana fa era sullo stesso volo Ryanair Atene-Vilnius che domenica è stato costretto ad atterrare a Minsk da un caccia del regime per un presunto allarme bomba. Un pretesto per arrestare il giornalista Roman Protasevich che si trovava a bordo. "Rischia la vita. Bisogna salvarlo. Bisogna salvare tutti i detenuti politici in Bielorussia", dice rispondendo alle domande di Repubblica. "Chiediamo al mondo intero di aiutarci e di costringere il regime a indire nuove presidenziali".

Signora Tikhanovskaja, nessun cittadino Ue è più al sicuro quando viaggia?
"Proprio così. Ora il mondo intero ha visto che Lukashenko ed il suo regime sono pericolosi non solo per i bielorussi, ma per tutti coloro che possono in qualche modo entrare in contatto o avvicinarsi a lui. È il risultato dell'impunità che ha goduto per tutto questo tempo".

Che risposta si aspetta stavolta dal Consiglio Ue?
"Perlomeno un'adozione di sanzioni rapida, risoluta e più ampia possibile. Oltre a questo, spero nel totale isolamento del regime: che tutto il mondo agisca in modo deciso e consolidato per privarlo di fondi. Un isolamento tossico anche per i Paesi che per vari motivi hanno mantenuto rapporti con esso. Bisogna interrompere in tutti i modi la cooperazione con le aziende di regime e sospendere i programmi che portano i soldi a Lukashenko. Credetemi, non li spenderà per i scopi a cui sono destinati, ma per finanziare repressione e torture".

Si riuniscono anche gli ambasciatori Nato. Come potrebbe rispondere l'Alleanza atlantica?

"Crediamo che il tempo delle dichiarazioni sia finito, è giunta l'ora delle azioni concrete. Crediamo che gli ambasciatori dei Paesi Nato abbiano visto la situazione in tutti i suoi dettagli e che agiranno di conseguenza".

Chi ha coordinato l'operazione del dirottamento: l'Fsb russo, il Kgb bielorusso o entrambi? Pavel Latushko, che la affianca nel Consiglio di coordinamento dell'opposizione ha detto che, insieme a Protasevich e alla fidanzata Sepaga, sono rimasti a terra a Minsk altri tre cittadini russi, mentre l'ad di Ryanair O'Leary ha parlato di agenti del Kgb bielorusso a bordo.

"Non abbiamo informazioni precise, ma c'è motivo di credere che ci fossero agenti a bordo dell'aereo. Ci siamo rivolti alle autorità greche per chiarire chi siano e che cosa si sappia di loro. A giudicare dalla reazione di Mosca, c'è da supporre che l'Fsb russo abbia avuto qualcosa a che fare con tutto quello che è successo".

Lei conosce bene Protasevich. Che cosa ha fatto per portare Lukashenko a ordinare personalmente l'arresto?
"Ha detto la verità e ha combattuto perché in Bielorussia si potesse dire la verità. Roman ha un grande senso di giustizia. È un bravo ragazzo, ha solo 26 anni. È giornalista, attivista dei media, vincitore della borsa di studio di giornalismo Vaclav Havel. È un patriota pronto a lottare per l'indipendenza del suo Paese. È stato direttore del canale Telegram Nexta che dà informazioni veritiere a oltre un milione di abbonati. È chiaro che chi è in grado di riunire attorno a sé così tanta gente rappresenti un pericolo per il regime. E Lukashenko lo avverte".

Protasevich aveva lasciato "Nexta" per dirigere "Belamova" e sostituire Igor Losik che in carcere ha tentato il suicidio. Due giornaliste di "Belsat", Bakhvalova e Chultsova, sono state condannate a due anni di carcere. Di recente le autorità hanno smantellato il sito "Tut.by" arrestando tutta la redazione. Perché la stampa fa così paura a Lukashenko? Quant'è rischioso fare informazione in Bielorussia?
"Lukashenko distrugge la stampa perché è uno specchio nel quale si riflette l'essenza mostruosa del regime. Si comporta come un malato: pensa che, distruggendo il riflesso, la realtà cambierà. In realtà l'orrore delle sue azioni non fa che peggiorare, come vediamo nell'esempio di questo dirottamento di un aereo con a bordo cittadini di Paesi Ue".

Protasevich rischia davvero la pena di morte?
"Ai sensi degli articoli del codice penale che gli sono stati imputati, rischia 15 anni di reclusione. Ma in Bielorussia qualsiasi capo d'accusa può essere taroccato facilmente. Dal momento che Roman è diventato un nemico personale di Lukashenko, è ovvio che vorrà distruggerlo. Come lo farà? I detenuti sono oggetto dei metodi di pressione più svariati: dalle torture alle "iniezioni di verità", agenti chimici sotto l'effetto dei quali una persona può confessare qualsiasi cosa. Per non parlare del fatto che la settimana scorsa un detenuto politico, Vitold Ashurok, che si trovava in una colonia penale per una condanna a 5 anni di reclusione, è morto in circostanze sospette. Chiunque si trovi nelle mani del regime è in pericolo di vita. Questo regime deve essere fermato. Roman Protasevich deve essere salvato. Bisogna salvare tutti i detenuti per motivi politici che sono già più di 3mila. Chiediamo al mondo intero di aiutarci e costringere il regime a indire nuove elezioni presidenziali".

Anche suo marito Serghej Tikhanovskij è in carcere. Teme mai per lui?
"Temo per tutti i detenuti in Bielorussia. Temo per tutti coloro che sono in preda al regime e purtroppo lo sono tutti coloro che si trovano in territorio bielorusso. Ma quanto più temo, tanto più sono motivata a farmi ascoltare dalla comunità internazionale e a unire tutti nella lotta per il ripristino della legalità e dei diritti umani in Bielorussia. La notte è buia, ma l'oscurità non può durare per sempre. Credo che presto arriverà l'alba per la Bielorussia".