✕

Vertice Blinken-Netanyahu: "La ricostruzione di Gaza non sarà a beneficio di Hamas"

(afp)
Prima tappa della missione in Medioriente del segretario di Stato americano che, dopo Gerusalemme, visiterà Ramallah, Il Cairo e Amman. Obiettivo: consolidare la tregua. La richiesta del premier israeliano: "Gli Usa non rinnovino l'accordo sul nucleare con l'Iran"
2 minuti di lettura

GERUSALEMME - Il segretario di Stato americano Anthony Blinken è atterrato questa mattina in Israele per la prima tappa del tour mediorientale che, dopo Gerusalemme, lo condurrà anche a Ramallah, il Cairo e Amman. La visita - la prima del Sottosegretario dall'insediamento dell'Amministrazione Biden - ha lo scopo principale di consolidare la tregua raggiunta giovedì scorso tra Israele e Hamas dopo 11 giorni di conflitto.


Al termine del primo colloquio di due ore con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Blinken ha specificato che la sua missione nell'area affronterà quattro questioni, secondo il mandato conferitogli da Biden: "La riaffermazione dell'im…

GERUSALEMME - Il segretario di Stato americano Anthony Blinken è atterrato questa mattina in Israele per la prima tappa del tour mediorientale che, dopo Gerusalemme, lo condurrà anche a Ramallah, il Cairo e Amman. La visita - la prima del Sottosegretario dall'insediamento dell'Amministrazione Biden - ha lo scopo principale di consolidare la tregua raggiunta giovedì scorso tra Israele e Hamas dopo 11 giorni di conflitto.


Al termine del primo colloquio di due ore con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Blinken ha specificato che la sua missione nell'area affronterà quattro questioni, secondo il mandato conferitogli da Biden: "La riaffermazione dell'impegno Usa alla sicurezza d'Israele; iniziare a lavorare per creare una maggiore stabilità in Cisgiordania e a Gerusalemme; sostenere l'urgente ricostruzione e assistenza umanitaria a Gaza a beneficio della popolazione palestinese e non di Hamas; continuare a ristabilire le nostre relazioni con l'Autorità Palestinese".

Blinken ha ripetuto il sostegno "cristallino del presidente Biden al diritto di Israele a difendersi dagli attacchi indiscriminati di Hamas con il lancio di migliaia di missili sulla popolazione civile". Un impegno che ha definito "personale, dimostrato dai rapporti diretti che Biden ha intrattenuto con tutti i premier israeliani per 50 anni, a partire da Golda Meir fino a Netanyahu".

Come atteso, anche il dossier Iran è stato al centro del colloquio, mentre vanno avanti i negoziati di Vienna sul rientro americano nell'accordo sul nucleare Jcpoa. Blinken ha detto che gli Usa "si consultano costantemente con Israele sulla materia".

Netanyahu ha ringraziato il sostegno americano - menzionando anche il rifornimento di batterie per il sistema antimissilistico Iron Dome annunciato da Biden nei giorni scorsi - e ha ribadito la speranza che gli Stati Uniti non si impegnino nuovamente nel Jcpoa, e che Israele "si riserva il diritto a difendersi di fronte a un regime che minaccia la nostra distruzione".

In Israele il segretario di Stato incontrerà anche il ministro degli Esteri Gabi Ashkenazi, il ministro della Difesa Benny Gantz, il presidente Reuven Rivlin. Un incontro meno conforme al protocollo di questo genere di visite di Stato sarà con il capo dell'opposizione Yair Lapid, che attualmente detiene il mandato - ancora per 8 giorni - per la formazione di un nuovo governo.

Nel pomeriggio Blinken incontrerà il presidente dell'Anp Mahmoud Abbas e il premier Mohammed Shtayyeh. Si tratta della prima visita di Stato a Ramallah dopo tre anni di interruzione dei rapporti con la precedente amministrazione Trump, a seguito del trasferimento dell'ambasciata americana a Gerusalemme, un'azione non ritrattata dall'amministrazione Biden.

Blinken ha parlato della necessità di contribuire con azioni concrete al rafforzamento economico e del settore privato in Cisgiordania e per questo incontrerà a Ramallah anche diversi esponenti della società civile.

La missione di Blinken, motivata dagli eventi delle ultime settimane e non da un piano estensivo per la ripresa dei colloqui di pace tra israeliani e palestinesi, si prefigura mirata all'obiettivo di breve-medio termine di stabilizzare l'attuale fragile tregua in corso, affrontando in primis il nodo critico della ricostruzione di Gaza attraverso un meccanismo di monitoraggio che prevenga l'impiego dei fondi internazionali da parte di Hamas per alimentare il proprio arsenale.

La volontà principale degli Stati Uniti è convogliare i fondi tramite l'Anp e così facendo, riaprire un canale tra Cisgiordania e Gaza che da anni sono disconnesse a causa del conflitto interno tra Hamas e Fatah.

Anche in Israele aumentano le voci secondo cui è necessario che l'Anp prenda nuovamente presa del territorio a Gaza, compresa quella del capo di stato maggiore Aviv Kohavi. Un'impresa difficile che già diversi portavoce di Hamas rigettano.

Questo si prefigura il vero obiettivo della missione Usa, che necessiterà il coordinamento di tutte le forze in campo, in primis dei vicini egiziani e giordani, ma anche di altri attori regionali coinvolti da remoto, come Qatar ed Emirati Arabi Uniti.