Decine di migliaia di brasiliani sono scesi in piazza ieri sera in segno di protesta contro la gestione della crisi da coronavirus da parte del presidente Jair Bolsonaro, e secondo alcuni osservatori si è trattato della più grande manifestazione che il Paese abbia mai visto dall'inizio della pandemia.
La mobilitazione è stata organizzata da partiti di opposizione, movimenti sociali, organizzazioni sindacali e gruppi studenteschi, con proteste registrate in almeno 16 città del Paese e all'estero, secondo Globo. Solo a Recife ci sono stati scontri con la polizia, mentre a Rio de Janeiro è stato omaggiato l’ex presidente Lula, che potrebbe sfidare Bolsonaro alle prossime elezioni.
In alcune delle principali città del Paese, tra cui San Paolo, Rio e Brasilia, i dimostranti hanno chiesto l'impeachment di Bolsonaro – leader di estrema destra che ha sempre sottovalutato la minaccia del virus e ostentato fastidio per le mascherine e le restrizioni anti-Covid – e anche una svolta nell’accesso ai vaccini. Finora, infatti, sono stati vaccinati solo circa 19 milioni di abitanti, pari al 9 per cento della popolazione. In 450mila hanno perso la vita a causa del Covid, 2.012 solo nella giornata di ieri.