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Usa, le email di Fauci ai colleghi cinesi durante il picco del Covid: "Collaboriamo"

(afp)
Il Washington Post ha ottenuto con l'accesso agli atti - e pubblicato - la corrispondenza ufficiale del celebre virologo a capo dell’Istituto nazionale per la prevenzione delle malattie infettive
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NEW YORK - Le domande confidenziali poste dal medico della nazionale di Football per «proteggere gli atleti e salvare la stagione». Il plauso controcorrente di un anziano deputato repubblicano che, a dispetto delle posizioni di Trump, gli chiedeva di «continuare a divulgare verità scientifiche» infischiandosene dello scetticismo della politica. Perfino le raccomandazioni del fondatore di Microsft, Bill Gates: «Come sta? Pensi pure alla sua salute». E poi i tanti messaggi scambiati con l’omologo cinese George Gao quando ormai la pandemia aveva raggiunto pure l’America, dove ci si auspicava di continuare la «collaborazione reciproca». 

Sono solo alcune della mail ricevute da Anthony Fauci, l’immunologo a capo …

NEW YORK - Le domande confidenziali poste dal medico della nazionale di Football per «proteggere gli atleti e salvare la stagione». Il plauso controcorrente di un anziano deputato repubblicano che, a dispetto delle posizioni di Trump, gli chiedeva di «continuare a divulgare verità scientifiche» infischiandosene dello scetticismo della politica. Perfino le raccomandazioni del fondatore di Microsft, Bill Gates: «Come sta? Pensi pure alla sua salute». E poi i tanti messaggi scambiati con l’omologo cinese George Gao quando ormai la pandemia aveva raggiunto pure l’America, dove ci si auspicava di continuare la «collaborazione reciproca». 

Sono solo alcune della mail ricevute da Anthony Fauci, l’immunologo a capo dell’Istituto nazionale per la prevenzione delle malattie infettive, fra marzo e aprile 2020: nei mesi più caldi, cioè, dell’epidemia. Il Washington Post le ha ottenute facendone richiesta attraverso il Freedom of Information Act, la legge che del 1966 permette alla stampa di accedere agli atti pubblici (e le lettere inviate all’account ufficiale del celebre virologo lo sono). E' un dossier di 866 pagine quello che il quotidiano promette di sviscerare nei prossimi giorni: vera finestra sul mondo del noto studioso che un anno fa divenne il volto americano della lotta alla pandemia. Unico ad avere l’autorità di contraddire pubblicamente il presidente Donald Trump quando nei giorni più frenetici della crisi la faceva un po’ troppo facile: tanto da diventare un target dell’estrema destra, e finire sotto scorta.  

Il medico che nei giorni scorsi si è unito ad altri studiosi nel chiedere un ulteriore sforzo di indagini sulle origini del virus - affermando «dobbiamo continuare a indagare su cosa è successo in Cina fino a quando non scopriremo al meglio delle nostre capacità cosa è davvero successo» - era in contatto anche con i colleghi asiatici. Certo, le prime mail a emergere non contengono nulla di allarmante. Il dottor Gao gli scrive dopo aver rilasciato un’intervista alla rivista “Science” dove definiva «grosso errore» la decisione americana di non istituire l’obbligo di mascherina. E temendo di aver offeso l’amico Fauci il 27 marzo gli scrive in privato di essere stato frainteso: «Non mi sarei mai permesso di definire grande errore le scelte di altri. Il giornalista ha voluto formularlo così. Spero tu capisca». Fauci risponde il giorno dopo: «Capisco perfettamente. Lavoriamo insieme per combattere il virus». 

Il Washington Post per ora ha ottenuto solo i primi due mesi di corrispondenza. Di sicuro ora che il presidente Joe Biden ha riaperto le indagini sul laboratorio di Wuhan dando all’intelligence 90 giorni per portare risposte, c’è davvero una rinnovata attenzione nei confronti delle azioni – e delle parole - del famoso virologo. In quei giorni letteralmente sommerso di posta: circa mille messaggi al giorno da parte di colleghi, politici, medici di ospedali sperduti, giornalisti (gli scrivemmo anche noi di Repubblica, ricevendo, qualche giorno dopo, una telefonata direttamente da Fauci: «Ho dieci minuti di tempo, cosa voleva chiedermi?»). E pure tanti sconosciuti semplicemente in cerca di conforto e incoraggiamento. 

«Rispondo sempre a chi mi scrive, anche se ci vuole tempo» ha d’altronde ripetuto Fauci più volte. E le sue  email private lo dimostrano: in quei difficili mesi, cercava effettivamente di accontentare tutti, spesso restando al computer ben oltre la mezzanotte. In quegli stessi mesi Trump incominciava ad attaccare la Cina accusando il Dragone di aver fatto uscire il virus da un laboratorio. Ma le parole fra Fauci e Gao sono sempre rimaste cordiali.