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La Ue apre un'indagine antitrust contro Facebook

(reuters)
La Commissione vuole valutare se la società abbia violato le regole di concorrenza dell'Unione utilizzando i dati pubblicitari raccolti dagli inserzionisti. L'Europa, come anche gli Stati Uniti, hanno ormai assunto un atteggiamento nuovo verso i colossi di Internet
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BRUXELLES – Al di là del provvedimento adottato stamattina dalla Commissione europea nei confronti di Facebook – ha aperto un'indagine antitrust formale per valutare se l'azienda californiana abbia violato le regole di concorrenza dell'Ue – il vero punto di snodo è il diverso atteggiamento che le istituzioni di Bruxelles e anche quelle americane hanno iniziato ad assumere nei confronti dei colossi di Internet. Gia nelle settimane scorse, infatti, il governo dell’Unione aveva presentato un primo pacchetto in cui sostanzialmente si avviava una procedura più concreta rispetto alla tassazione di queste aziende gigantesche. E che sembrano troppo spesso “tax free”. O almeno hanno la possibilità di scegliere dove e quando sottoporsi all’imposizione fiscale in base alle convenienze e senza tenere conto di dove costruiscono i loro immensi profitti.

BRUXELLES – Al di là del provvedimento adottato stamattina dalla Commissione europea nei confronti di Facebook – ha aperto un'indagine antitrust formale per valutare se l'azienda californiana abbia violato le regole di concorrenza dell'Ue – il vero punto di snodo è il diverso atteggiamento che le istituzioni di Bruxelles e anche quelle americane hanno iniziato ad assumere nei confronti dei colossi di Internet. Gia nelle settimane scorse, infatti, il governo dell’Unione aveva presentato un primo pacchetto in cui sostanzialmente si avviava una procedura più concreta rispetto alla tassazione di queste aziende gigantesche. E che sembrano troppo spesso “tax free”. O almeno hanno la possibilità di scegliere dove e quando sottoporsi all’imposizione fiscale in base alle convenienze e senza tenere conto di dove costruiscono i loro immensi profitti.

Basta complessi di inferiorità

Ecco, la misura assunta oggi – tutta da verificare nella sua concreta efficcacia – in qualche modo ha però il merito di aver ridotto quella sorta di complesso di inferiorità nei confronti delle “big” dell’online. L’indagine antitrust formale contro Facebook vale soprattutto per questo. Poi, certo, c’è anche il merito specifico. Che riguarda le regole di concorrenza sui dati pubblicitari raccolti in particolare dagli inserzionisti per competere con loro nei mercati in cui Facebook è attivo, come gli annunci economici.

La partita dei big data

L'indagine formale valuterà anche se Facebook collega il suo servizio di annunci classificati online Facebook Marketplace al suo social network, in violazione delle regole di concorrenza dell'Ue. È evidente che l’utilizzo dei big data ha ormai un valore fondamentale e per il momento appartiene ad un oligopolio. "Facebook – osserva la Commissaria alla concorrenza Vestager – è utilizzato da quasi 3 miliardi di persone su base mensile e quasi 7 milioni di aziende fanno pubblicità su Facebook in totale. Raccoglie grandi quantità di dati sulle attività degli utenti del suo social network e oltre, consentendogli di rivolgersi a gruppi di clienti specifici. Nell'economia digitale di oggi, i dati non dovrebbero essere utilizzati in modi che distorcono la concorrenza". L’azienda ha risposto dichiarandosi pronta a collaborare ed escludendo di aver seguito procedure illegali. Ma la partita, appunto, è solo all’inizio.