Uffici sfitti? Niente paura, arriva la città degli artisti itineranti. A Marsiglia la scommessa di "Buropolis"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Un palazzo di uffici di Marsiglia è diventato una casa per artisti. Nove piani, oltre diecimila metri quadrati dedicati all'attività creativa di pittori, architetti, scultori, artigiani, fotografi, designer. Tutti i mestieri si incontrano, sui piani, come in un alveare. Il progetto “Buropolis” (bureau, in francese, significa ufficio) è la scommessa di Yes We Camp, un'associazione specializzata nell'occupazione temporanea di spazi urbani. “È diventata un'unica grande comunità”, spiega Raphaël Haziot, tra gli ideatori. In attesa di demolire il palazzo nel giugno prossimo il gruppo immobiliare Icade ha autorizzato l'operazione con 230 artisti che hanno trovato rifugio nell'edificio, nel cuore di una città dove manca lo spazio per i creatori, con solo 13 laboratori messi a disposizione dal comune.
PARIGI - Un palazzo di uffici di Marsiglia è diventato una casa per artisti. Nove piani, oltre diecimila metri quadrati dedicati all'attività creativa di pittori, architetti, scultori, artigiani, fotografi, designer. Tutti i mestieri si incontrano, sui piani, come in un alveare. Il progetto “Buropolis” (bureau, in francese, significa ufficio) è la scommessa di Yes We Camp, un'associazione specializzata nell'occupazione temporanea di spazi urbani. “È diventata un'unica grande comunità”, spiega Raphaël Haziot, tra gli ideatori. In attesa di demolire il palazzo nel giugno prossimo il gruppo immobiliare Icade ha autorizzato l'operazione con 230 artisti che hanno trovato rifugio nell'edificio, nel cuore di una città dove manca lo spazio per i creatori, con solo 13 laboratori messi a disposizione dal comune.
"In uno spazio di coworking, ognuno fa per sé. Qui invece è come una piccola città, condividiamo tutto" spiega la costumista Silvia Romanelli che occupa un grande spazio al settimo piano dell'edificio insieme ad altri membri di un collettivo. L'affitto è di 3 euro al metro quadrato. Una manna dal cielo per questa italiana di 35 anni che ha dovuto lasciare il suo studio nella città di Marsiglia, nel quartiere Panier, quando il suo contratto d'affitto è scaduto. "L'unica soluzione per gli artisti sarebbe quella di prendere affitti precari da 12 a 18 mesi", dice Sarah Netter, 28 anni, del collettivo Crocs, che occupa uno spazio al terzo piano con altri sette artisti.
Su un altro livello dell'edificio, la filiale marsigliese del collettivo Kourtrajmé ha installato le sue telecamere. Al nono piano, oltre mille metri quadrati sono stati riservati come spazio espositivo. Tra i primi artisti ad esprimersi, Morgane Hofner, delle Beaux Arts di Marsiglia, e le sue suggestive figure a matita colorata su tessuto. Al piano terra, la sala di ristoro e la mensa. Accanto, una biblioteca e un angolo di lettura per i giovani del quartiere. Per i laboratori individuali proposti dentro Buropolis l'affitto è un po' più alto, 10 euro al metro quadrato: "Si può stare nella propria bolla ma anche approfittare della comunità per ricaricare le batterie", spiega Franck Conte, artista di strada e pittore, noto per aver disegnato ritratti di giocatori dell'Om sui muri della città. "Marsiglia è il posto giusto per fare rete", dice Violaine Barrois, 37 anni, disegnatrice grafica che vive nel nord della vicina città di Aix-en-Provence, ma lavora ogni giorno nei suoi 12 metri quadrati a Buropolis.
I primi artisti sono arrivati a febbraio nell'edificio quasi spoglio. “Aabbiamo dovuto mettere dei tramezzi, issare dei muri a secco, installare dei gabinetti", spiega Raphaël Haziot, che ha dovuto destreggiarsi con un budget globale di 1,2 milioni di euro, l'80% del quale è stato coperto dall'affitto pagato dagli artisti. Tra dodici mesi la parentesi si chiuderà. La speranza di molti artisti è quella di poter far rivivere l'esperienza altrove, traslocando la piccola comunità in un altro luogo aperto e ospitale.