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L'ambasciatrice britannica Morris: "Tra Draghi e Johnson sintonia. Regno Unito e Italia hanno strategie economiche simili"

L'ambasciatrice Jill Morris 
"A Londra sta a cuore mostrare cosa voglia dire una Gran Bretagna globale. Non possiamo rinunciare alla collaborazione"
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LONDRA. La “special relationship tra Italia e Regno Unito”, il G7 appena iniziato, che cosa lega Mario Draghi e Boris Johnson, il caso degli europei detenuti alla frontiera britannica, l’accordo bilaterale Italia-Regno Unito. Parla di questo e altro Jill Morris, 53 anni, ambasciatrice britannica in Italia dal 2016. Perché questo è un anno speciale per Regno Unito e Italia, il cui legame, nonostante il recente scisma della Brexit, è più forte che mai. Perché Londra ha organizzato il G7, Roma farà lo stesso con il G20 tra qualche settimana, e poi ci sarà il gran finale, il cruciale vertice sul clima Cop26 che si terrà a Glasgow organizzato proprio dai due paesi. L’ambasciatrice Morris è un po’ al centro dei due mondi e ci racconta in questa intervista perché il Regno Unito e l’Italia sono più unite che mai, anche nei loro leader, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il …

LONDRA. La “special relationship tra Italia e Regno Unito”, il G7 appena iniziato, che cosa lega Mario Draghi e Boris Johnson, il caso degli europei detenuti alla frontiera britannica, l’accordo bilaterale Italia-Regno Unito. Parla di questo e altro Jill Morris, 53 anni, ambasciatrice britannica in Italia dal 2016. Perché questo è un anno speciale per Regno Unito e Italia, il cui legame, nonostante il recente scisma della Brexit, è più forte che mai. Perché Londra ha organizzato il G7, Roma farà lo stesso con il G20 tra qualche settimana, e poi ci sarà il gran finale, il cruciale vertice sul clima Cop26 che si terrà a Glasgow organizzato proprio dai due paesi. L’ambasciatrice Morris è un po’ al centro dei due mondi e ci racconta in questa intervista perché il Regno Unito e l’Italia sono più unite che mai, anche nei loro leader, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il primo ministro britannico Boris Johnson.

Ambasciatrice Morris, a suo modo, quest’anno, siamo di fronte a una Special Relationship tra Italia e Regno Unito. Cosa dobbiamo aspettarci di buono, anche dal G7 di questi giorni?
“È un anno speciale, in cui ci saranno questi summit importantissimi a livello di leadership globale, e poi la Cop26. La collaborazione tra Italia e Regno Unito è strettissima, condividiamo la stessa visione del mondo, e c’è grande sintonia, dalla pace e prosperità globali alla salute. I due Paesi hanno ora la responsabilità di guidare comunità internazionale nell'anno della pandemia e delle nuove sfide sociali ed economiche. Il G7 sarà un catalizzatore decisivo per affrontare le maggiori sfide che abbiamo di fronte”.

E finalmente questo G7 ha dato nuova linfa al multilateralismo, nonostante la Brexit e soprattutto dopo Donald Trump.
“Già. E a noi britannici sta a cuore far vedere che cosa significa la Gran Bretagna globale. Non a caso il governo di Londra ha pubblicato di recente un documento unico che delinea la strategia in politica estera fino al 2030, il nuovo sguardo a Est. Insomma, il Regno Unito sarà un paese europeo con una prospettiva globale. Ma soprattutto, non possiamo rinunciare alla collaborazione: le sfide globali, come virus o la sicurezza, non si vincono senza un’essenziale mutua collaborazione”.

Che cosa ci può dire del rapporto Draghi-Johnson? Hanno due personalità molto diverse, ma per esempio sui vaccini hanno spesso dimostrato comunità di intenti e strategie. 
“Personalmente mi ha colpito moltissimo la sintonia tra la visione del premier Draghi e quella del primo ministro Johnson, per esempio entrambi hanno utilizzato l’espressione “build back better”, ricostruire, e meglio, dopo la pandemia. Anche sulla strategia della campagna vaccinale, la digitalizzazione, sostenibilità, i due Paesi si assomigliano molto nella strategia economica e industriale”.

Però all’inizio ci sono state accuse dell’Europa e anche dell’Italia contro AstraZeneca, quando il Regno Unito aveva moltissime dosi di vaccino e l’Ue poche...
“Ogni paese ha preso le sue decisioni sulla campagna vaccinale nazionale, ma durante la crisi pandemica abbiamo sempre avuto una collaborazione costante. Nel Covax, la piattaforma per i vaccini nei Paesi più poveri, Italia e Regno Unito sono tra i maggiori donatori e  in questo G7 dimostreremo come sia possibile e necessario un approccio globale per sconfiggere la pandemia, trovare i vaccini entro 100 giorni dalla comparsa di nuovi virus, insomma un atteggiamento olistico. Per quanto riguarda AstraZeneca, il governo britannico ha finanziato la ricerca e lo sviluppo del vaccino, assicurando che fosse accessibile a tutti e a costo zero. Difatti, un vaccino su 3 nel mondo è di Oxford-AstraZeneca, come 66 su 67 milioni di dosi Covax”.

Dopo la Brexit possiamo aspettarci un nuovo accordo bilaterale e onnicomprensivo Italia-Regno Unito entro la fine dell’anno?
“Stiamo lavorando con la Farnesina, e l’obiettivo è di concludere entro il 2021”.

Nelle ultime settimane si è verificato il caso dei cittadini italiani ed europei fermati alla frontiera del Regno Unito perché “irregolari” e detenuti in prigioni prima di essere espulsi. Non è rassicurante da parte britannica.
“Come è stato spiegato anche al sottosegretario agli esteri italiano Della Vedova, ciò si è verificato per una combinazione di fattori: certo il cambiamento delle regole post Brexit ma anche la pandemia ha giocato un ruolo, con gli spostamenti sempre più difficili e la cancellazione di molti voli. Ma dopo alcuni casi di detenzione, il governi britannico ha reagito velocemente e ha chiarito le norme. Tra Italia e Regno Unito c’è una collaborazione massima anche da questo punto di vista”.

Ci sono stati casi simili di britannici detenuti alla frontiera italiana?
“Non ne sono a conoscenza. Ma sono molto grata al governo italiano, si è impegnato molto per i cittadini britannici residenti in Italia dopo la Brexit, e oramai c’è un livello di integrazione profondissimo”. 

E quando potremo tornare a viaggiare liberamente tra Regno Unito e Italia?
“Purtroppo bisogna aspettare ancora un po’, l’Italia è ancora in lista gialla e il Regno Unito ha parametri molto stringenti”.