Mogadiscio, Biden valuta l'invio di truppe speciali come istruttori delle forze somale
di Giampaolo Cadalanu , di Giampaolo CadalanuIl ricordo del disastro di Restore Hope è ormai sbiadito, le immagini dei militari americani caduti a Mogadiscio trascinati dai miliziani somali di Aidid sono lontane nel tempo. E l’amministrazione Biden sente l’esigenza di rimettere in equilibrio la politica estera statunitense anche nel Corno d’Africa. A fine mandato Trump aveva dato ordine ai 700 militari schierati in Somalia di partire, nell’ottica del suo progetto di disimpegno globale delle forze Usa. Biden invece starebbe valutando, scrive il New York Times, di mandare un contingente di truppe speciali come istruttori delle forze somale, così da poter contare su una presenza militare qualificata per fermare le azioni degli integralisti islamici Shabaab.
Il ricordo del disastro di Restore Hope è ormai sbiadito, le immagini dei militari americani caduti a Mogadiscio trascinati dai miliziani somali di Aidid sono lontane nel tempo. E l’amministrazione Biden sente l’esigenza di rimettere in equilibrio la politica estera statunitense anche nel Corno d’Africa. A fine mandato Trump aveva dato ordine ai 700 militari schierati in Somalia di partire, nell’ottica del suo progetto di disimpegno globale delle forze Usa. Biden invece starebbe valutando, scrive il New York Times, di mandare un contingente di truppe speciali come istruttori delle forze somale, così da poter contare su una presenza militare qualificata per fermare le azioni degli integralisti islamici Shabaab.
La decisione non è ancora stata presa, ma il fatto che se ne discuta sembra confermare un rinnovato interesse di Washington verso una regione che rimane fra le più instabili del pianeta. Apparentemente, scrive il quotidiano americano, è anche una conferma che gestire una politica antiterrorismo da lontano, solo con gli attacchi dei droni, comporta gravi difficoltà, tanto che lo stesso Biden ha messo limitazioni severe a questo genere di raid e ha fermato diverse operazioni proposte dal Comando Africa delle forze Usa. Questo ha suscitato irritazione e impazienza fra i vertici militari, che vedono con preoccupazione una maggiore baldanza da parte dei fondamentalisti.
L’ipotesi di un maggiore impegno nell’area è legata a un momento di particolare instabilità, con le polemiche feroci che hanno seguito il tentativo – poi rientrato - del presidente Farmajo di strappare un nuovo mandato, e con l’aggressività estrema del gruppo qaedista che gli Stati maggiori Usa considerano fra i più pericolosi.
Ad aumentare l’instabilità, secondo fonti Onu, la Somalia avrebbe spedito proprie truppe in aiuto degli etiopici nelle operazioni del Tigray. Il governo somalo non conferma.