Ungheria, a rischio Harry Potter e la serie Friends per la nuova legge "contro la propaganda Lgbt"
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO. Immaginate di vivere in un paese europeo, membro dell´Unione e della Nato, dove però non vi sarà concesso di vedere in tv episodi della serie Harry Potter, o di Friends, o film di qualità come Billy Elliott e A normal family. Perché? Semplicemente perché i rigidi censori locali potrebbero usare una lettura severa delle leggi omofobe appena votate e che vietano in ogni sede e veicolo mediatico pubblico o privato la "propaganda all´ideologia LGBT, malata malsana e nemica del cristianesimo e dei valori della Nazione”. Stiamo parlando dell´Ungheria governata da Viktor Orbán che, appunto a meno di un anno da elezioni legislative che per la prima volta si annunciano difficili per lui e il suo partito (la Fidesz), ha deciso di cercare consensi con questa durissima legge omofoba.
Il grido d´allarme sul pericolo di vedere Harry Potter o Jennifer Aniston e i suoi amici svanire dal piccolo scher…
BERLINO. Immaginate di vivere in un paese europeo, membro dell´Unione e della Nato, dove però non vi sarà concesso di vedere in tv episodi della serie Harry Potter, o di Friends, o film di qualità come Billy Elliott e A normal family. Perché? Semplicemente perché i rigidi censori locali potrebbero usare una lettura severa delle leggi omofobe appena votate e che vietano in ogni sede e veicolo mediatico pubblico o privato la "propaganda all´ideologia LGBT, malata malsana e nemica del cristianesimo e dei valori della Nazione”. Stiamo parlando dell´Ungheria governata da Viktor Orbán che, appunto a meno di un anno da elezioni legislative che per la prima volta si annunciano difficili per lui e il suo partito (la Fidesz), ha deciso di cercare consensi con questa durissima legge omofoba.
Il grido d´allarme sul pericolo di vedere Harry Potter o Jennifer Aniston e i suoi amici svanire dal piccolo schermo nel paese magiaro viene dall´agenzia di stampa britannica Reuters che cita i portavoce della migliore tv privata ungherese, RTL, di proprietà del grande gruppo editoriale tedesco Bertelsmann. Gli stessi timori sono condivisi da altri tv networks e persino dall´associazione che distribuisce la pubblicità tra le reti, che teme di perdere incassi. Anche Netflix è minacciata dalla legge, ma non ha ancora reagito.
Se diverrà realtà, commentano i media critici magiari, saremo al rogo dei libri di triste memoria, in una versione adattata al terzo millennio. I responsabili delle massime tv indipendenti ungheresi hanno già direttamente protestato ieri pomeriggio, secondo Reuters, contro il possibile divieto di "esporre e promuovere in tv, specie in programmi accessibili ai 18enni e da loro amati, modelli di vita omosessuale”. La Fidesz, nota sempre l´agenzia di stampa britannica, non ha risposto alla richiesta di chiarimento dei network.
Denuncia la sezione ungherese di Rtl: "Temiamo che da una simile decisione venga un gravissimo colpo alla libertà d´espressione, ai diritti umani, alla vita culturale dei giovani e della società civile, e noi condanniamo duramente ogni forma di omofobia. Per questo, e per difendere il nostro pubblico, prepariamo una energica risposta alle autorità, se possibile insieme agli altri media indipendenti”.
Altre reti si sono subito dette solidali con l´appello di RTL, aderendovi ieri sera. Si tratta di HBO, SPI international e A+E Networks. La nuova legge è stata presentata nel weekend e votata lunedí sera dal Parlamento (Országház) dominato dalla Fidesz che afferma che il governo "se ne infischia di ogni critica europea o di altrove ed è determinato a difendere i diritti dei bambini ungheresi legati al loro gender di appartenenza alla loro nascita, e vieta ogni promozione o illustrazione di idee di cambi di gender o ogni informazione su modelli di vita omosessuale”. La legge voluta da Orbán ricalca da vicino una legge introdotta nella Russia di Putin nel 2013. RFTL ha già elencato i film e serial a rischio a causa della legge omofoba di Orbán: episodi di Harry Potter e di Friends, Billie Elliot, Philadelphia, Bridget Jones o la serie Modern Family.
Un portavoce di Warner, proprietaria di HBO, ha detto alla Reuters: "Ci opponiamo nel modo piú totale a ogni discriminazione e politica ostile contro la comunità omosessuale; le nostre produzioni non fanno altro che riflettere e narrare la realtà della vita quotidiana di oggi”. La stessa Mrsz, l´ente per la pubblicità magiaro, ha criticato la legge. Reuters ricorda che nella Nato l´unico paese ove vige una legge simile è la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan.