Intese con il Nordafrica come con la Turchia, la questione migranti sul tavolo del vertice Draghi-Merkel
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniLa formula magica, come anticipato la scorsa settimana da Repubblica, è “dimensione esterna dell’Unione europea”. In vista di un Consiglio europeo difficile, dove Mario Draghi ha annunciato di voler trattare il più longevo e irrisolto dossier europeo, quello dei migranti, il suo primo viaggio ufficiale a Berlino servirà intanto al presidente del Consiglio italiano a convergere con la cancelliera Angela Merkel sui capitoli meno controversi. D’ora in poi la questione migratoria dovrà essere trattata come un dossier di politica estera, questa la chiave politica dell’incontro e dell’imminente vertice. E la Commissione Ue dovrà giocare un ruolo più centrale, nel negoziato con i Paesi da cui provengono i flussi. Il grande elefante nella stanza, però, rimane la riforma degli Accordi di Dublino.
La formula magica, come anticipato la scorsa settimana da Repubblica, è “dimensione esterna dell’Unione europea”. In vista di un Consiglio europeo difficile, dove Mario Draghi ha annunciato di voler trattare il più longevo e irrisolto dossier europeo, quello dei migranti, il suo primo viaggio ufficiale a Berlino servirà intanto al presidente del Consiglio italiano a convergere con la cancelliera Angela Merkel sui capitoli meno controversi. D’ora in poi la questione migratoria dovrà essere trattata come un dossier di politica estera, questa la chiave politica dell’incontro e dell’imminente vertice. E la Commissione Ue dovrà giocare un ruolo più centrale, nel negoziato con i Paesi da cui provengono i flussi. Il grande elefante nella stanza, però, rimane la riforma degli Accordi di Dublino.
La Germania, come ha dichiarato il ministro degli Esteri Heiko Maas in un’intervista a Repubblica, punta a rinnovare l’accordo europeo con la Turchia che ha frenato i flussi dei migranti dalla Siria e dal Medio Oriente. E si partirà da lì - questa la posizione italiana - per affrontare l’ipotesi di accordi simili, in futuro, con la Tunisia o la Libia e i Paesi della sponda nordafricana da cui provengono i maggiori flussi che approdano in Italia. Se bisogna trovare nuove risorse da dare a Erdogan, vanno trovate anche per il Nordafrica.
L’idea di replicare gli accordi con la Turchia è anche un pallino che Merkel che coltiva da anni. Ha come presupposto importante che un Paese cruciale per i flussi migratori come la Libia si stabilizzi: anche a questo servirà la Conferenza sulla Libia organizzata proprio a Berlino dopodomani.
Ma l’idea della Germania è anche quella di costringere i Paesi che si sfilano dalla redistribuzione volontaria dei migranti - tipicamente l’Est Europa - a contribuire comunque alla soluzione del problema, ad esempio attraverso fondi. “L’onere” del problema migratorio, ha sottolineato Maas, deve essere distribuito tra tutti.
Sul tavolo di Merkel, in vista del vertice Ue, c’è anche la questione Bielorussa e le nuove sanzioni contro Lukashenko. Anche lì la sintonia con l’Italia è totale. Al vertice ci sarà anche una nuova discussione sulla Russia. Mentre potrebbe essere più difficile affrontare il problema dei “dublinanti” da rispedire in Italia: anche Maas ha sottolineato che la moratoria imposta dal governo Conte “non può durare in eterno”. Francia e Germania insistono. Il problema dei cosiddetti “movimenti secondari” nell’Ue va risolto.