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Stefan Lovfen dopo il voto di sfiducia (ansa)

Svezia, chi sono i sovranisti svedesi che hanno fatto sfiduciare il premier

Gli SverigeDemokraterna, già terza forza in Parlamento, sono dati in crescita nei sondaggi. Il successo costruitro con le parole d'ordine contro immigrazione, violenza nei "ghetti"  e lotta al caro-casa
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BERLINO. Per la prima volta un premier svedese cade per il voto del Parlamento. Il socialdemocratico Stefan Lofven è stato sfiduciato oggi  con 181 voti contrari su 349. Lofven si è preso 7 giorni di tempo per riflettere se tentare consultazioni per una nuova maggioranza o dimettersi e andare verso elezioni anticipate prima di quelle regolari del settembre 2022 che la Costituzione esige in ogni caso di confermare.

Dietro il colpo al premier, l'azione di SverigeDemokraterna, una formazione sovranista che già ha 62 dei 349 deputati del Riksdag, il Parlamento svedese, ma che secondo i sondaggi avrebbero un'ulteriore netta crescita in una eventuale nuova consultazone e risulterebbere partner indispensabile di una eventuale coalizione di destra. Questo partito - accusando il governo di cattiva gestione della pandemia, di non garantire la sicurezza e di aver preso provvedmenti che hanno aggravato il "caro-casa" - ha costruito il fronte che ha por…

BERLINO. Per la prima volta un premier svedese cade per il voto del Parlamento. Il socialdemocratico Stefan Lofven è stato sfiduciato oggi  con 181 voti contrari su 349. Lofven si è preso 7 giorni di tempo per riflettere se tentare consultazioni per una nuova maggioranza o dimettersi e andare verso elezioni anticipate prima di quelle regolari del settembre 2022 che la Costituzione esige in ogni caso di confermare.

Dietro il colpo al premier, l'azione di SverigeDemokraterna, una formazione sovranista che già ha 62 dei 349 deputati del Riksdag, il Parlamento svedese, ma che secondo i sondaggi avrebbero un'ulteriore netta crescita in una eventuale nuova consultazone e risulterebbere partner indispensabile di una eventuale coalizione di destra. Questo partito - accusando il governo di cattiva gestione della pandemia, di non garantire la sicurezza e di aver preso provvedmenti che hanno aggravato il "caro-casa" - ha costruito il fronte che ha portato alla sfiducia.

Ma chi sono gli SverigeDemokraterna? I loro primi capi, nella seconda metà degli anni Ottanta, da Gustaf Ekstrof a Anders Klarstrom erano ex ufficiali delle Waffen-SS o esponenti del Nordic Resistance movement o in contatto paramilitare con loro. Oggi hanno fatto pulizia nei loro ranghi per mano del loro 42enne leader Jimmie Akesson, alla guida dal 2005: con lui hanno conquistato 62 deputati e sono arrivati a essere  terza forza.

Negli anni Ottanta e Novanta pubblicavano e pronunciavano ancora slogan razzisti e persino, sul sito russo VK, antisemiti. Ora con
Jimmie non piú: o ti adegui o taci o vai fuori, e ogni uniforme e ogni bandiera al di fuori di quella nazionale sono vietate.

Gli slogan dei nuovi SverigeDemokraterna sono quattro: vogliamo una seria politica migratoria, una nazione unita nell´identità
e nel cuore, una società sicura, e un welfare degno di questo nome. Il corollario di queste parole d´ordine Akesson le ha spiegate piú
volte in conferenze stampa, interviste e comizi: "Dal 2015 siamo il paese con piú migranti pro capita dell´intero Occidente. Non siamo contro nessuna cultura ma vogliamo salvare la nostra cultura da quella musulmana e islamista che rifiuta di integrarsi da noi e voule imporci sharia circoncisione obbligatoria per tutti, violenza maschile matrimoni combinati e società-ghetto separate". "Eravamo il paese piú sicuro d´Europa, siamo divenuti la patria degli stupri e delle aggressioni e della guerra tra bande criminali straniere. Ora basta, o noi o loro. Fermiamo l´emigrazione, aiutiamo quei popoli a restare a casa loro".

Invano i media critici notano che almeno otto loro candidati degli SverigaDemokraterna sono in contatto coi suprematisti del Nordic
resistance Movement e con gruppi antisemiti. I loro comizi sono sempre contestati da giovani di sinistra, ma ciò non
sembra fermare la loro ascesa, favorita da un´esplosione di violenze in molti quartieri periferici delle grandi città, da Malmo a
Rinkeby a Stoccolma.

Un fatto è sicuro: il volo di successo popolare degli SverigeDemokraterna è figlio diretto dell'aumento dei migranti dopo l'apertura della cancelliera tedesca Angela Merkel nel 2015. Moltissimi proseguirono dalla Germania per il Nordeuropa: nella sola Svezia, in pochi mesi, 162.877 persone. L´allora premier liberale Fredryk Reinfeldt chiamava gli SverigeDemokraterna "un mucchio di miserabili nazisti razzisti".

La prima leader di un partito di centrodestra che ha sdoganato Jimmie Akesson e i suoi è la numero uno del partito liberale, Nyamlo Sabuni, è di origine africana. Ma è figlia delle vecchie generazioni di esuli (iraniani, cileni, i primi siriani, africani vari) svedesi integrati dalla terza generazione. La società svedese omogenea che Akesson chiede non esisteva nemmeno allora, ma l´integrazione funzionava. Ora visibilmente non piú.