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(reuters)

Uno "sceriffo" per New York. Adams primo nella conta dei voti per la nomination democratica per la poltrona di sindaco

Afroamericano, 60 anni, per 22 agente di polizia, fa della sicurezza il suo slogan e fa breccia nei quartieri più poveri. I numeri della gara vanno presi con cautela, mancano ancora i voti per corrispondenza. Seconda un'altra nera: Maya Wiley, sostenuta dall'ala radicale del partito
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NEW YORK. “Questa città trasformerà il dolore in una nuova determinazione – dice Eric Adams – diventeremo una città sicura, equa, alla portata di tutti”. Lo “sceriffo” è arrivato primo nella corsa alla nomination democratica per il nuovo sindaco di New York. Lo “sceriffo” Adams ha 60 anni, è afroamericano, per 22 anni è stato agente di polizia, fino a raggiungere il rango di capitano; poi è entrato nella politica locale ed ha avuto incarichi come parlamentare all'assemblea legislativa locale, infine sindaco di Brooklyn (uno dei cinque “borough” o quartieri di New York). In cima ai suoi slogan figura il tema della sicurezza, in una metropoli turbata da un’impressionante recrudescenza della criminalità, compresa un’impennata di sparatorie e omicidi. E’ significativo il fatto che Adams abbia ricevuto i voti più alti in tutti e quattro quartieri …

NEW YORK. “Questa città trasformerà il dolore in una nuova determinazione – dice Eric Adams – diventeremo una città sicura, equa, alla portata di tutti”. Lo “sceriffo” è arrivato primo nella corsa alla nomination democratica per il nuovo sindaco di New York. Lo “sceriffo” Adams ha 60 anni, è afroamericano, per 22 anni è stato agente di polizia, fino a raggiungere il rango di capitano; poi è entrato nella politica locale ed ha avuto incarichi come parlamentare all'assemblea legislativa locale, infine sindaco di Brooklyn (uno dei cinque “borough” o quartieri di New York). In cima ai suoi slogan figura il tema della sicurezza, in una metropoli turbata da un’impressionante recrudescenza della criminalità, compresa un’impennata di sparatorie e omicidi. E’ significativo il fatto che Adams abbia ricevuto i voti più alti in tutti e quattro quartieri relativamente più poveri (Bronx, Queens, Brooklyn, Staten Island) dove le minoranze etniche dei Black e degli ispanici sono più numerose: è proprio lì che la richiesta di un ritorno dell’ordine pubblico sembra più pressante. Solo a Manhattan, dove si concentra l’élite, Adams non ha vinto.

Il fenomeno dell’escalation di violenza nelle città americane non riguarda solo New York, colpisce a livello nazionale, e stasera sarà al centro di un discorso di Joe Biden. Il presidente presenterà un suo piano per tentare di arginare il crescendo di delinquenza, con interventi specifici anche sulle armi da fuoco. La questione rappresenta un punto debole per il partito democratico, perché la sua ala sinistra ha abbracciato l’obiettivo di tagliare finanziamenti alle forze dell’ordine lanciato da Black Lives Matter, e diversi sindaci democratici lo hanno messo in pratica.

 

I numeri della gara newyorchese vanno presi con cautela. A Eric Adams viene assegnato il 31,6% dei voti dopo lo spoglio dell’80% di schede tra i votanti nell’Election Day di ieri e quelli che si erano avvalsi della possibilità di voto anticipato. Al secondo posto con il 22,3% (provvisorio) si è piazzata la candidata che rappresenta un’alternativa radicale rispetto all’ex-poliziotto: Maya Wiley, 57 anni, afroamericana anche lei, ma vicina alle posizioni radicali di Black Lives Matter e appoggiata dalla deputata di estrema sinistra Alexandra Ocasio-Cortez. Mancano ancora all’appello i voti per corrispondenza. Inoltre la maggioranza relativa non basta. Occorre la maggioranza assoluta per vincere la nomination democratica – che equivale alla quasi certezza di diventare sindaco nel voto finale di novembre, visto che i repubblicani sono pochi in questa città. E qui entra in gioco il nuovo sistema elettorale sperimentato a New York, che ha dato agli elettori la possibilità di indicare fino a cinque candidati in ordine di preferenza. Ci vorranno settimane prima di conoscere il verdetto finale. Tuttavia a prima vista anche il conteggio delle preferenze secondarie dovrebbe favorire Adams.

Al terzo e quarto posto si sono piazzati, secondo i conteggi provvisori, Kathryn Garcia con il 19,7% e Andrew Yang con 11,7%. Questi due sono considerati dei rappresentanti dell’ala moderata del partito democratico, quindi a rigore di logica chi li ha votati dovrebbe aver messo Adams in una delle preferenze.