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L'Unione europea lancia il suo programma spaziale fino al 2027

(afp)
Quindici miliardi di finanziamento, viene istituita l'Euspa, un'agenzia per il programma spaziale che dovrà organizzare un nuovo rapporto con l'Esa, che ha ancora al suo interno i britannici
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BRUXELLES. Parte la nuova sfida europea per lo spazio. Navigazione satellitare, osservazione della Terra, sicurezza e comunicazione di ultima generazione. Ieri è stato infatti approvato e firmato il programma spaziale dell'Ue che avrà un arco di impegno fino al 2027, un pacchetto di finanziamenti di quasi 15 miliardi.

L’operazione prevede anche l’istituzione di una Agenzia dell'Ue per il programma spaziale, l’Euspa, che avrà la supervisione delle iniziative “extraterrestri”. E che dovrà organizzare un nuovo rapporto con l’Esa, l’agenzia spaziale europea che ha ancora al suo interno i britannici. La relazione verrà allora gestita in base ad un protocollo partneriato. Ma si fonderà su un trasferimento all’Esa di almeno 9 miliardi.

Ma verso quale frontiera si muoverà l’Unione nello Spazio? Il Vecchio Continente è ancora sostanzialmente fuori dalla capacit…

BRUXELLES. Parte la nuova sfida europea per lo spazio. Navigazione satellitare, osservazione della Terra, sicurezza e comunicazione di ultima generazione. Ieri è stato infatti approvato e firmato il programma spaziale dell'Ue che avrà un arco di impegno fino al 2027, un pacchetto di finanziamenti di quasi 15 miliardi.

L’operazione prevede anche l’istituzione di una Agenzia dell'Ue per il programma spaziale, l’Euspa, che avrà la supervisione delle iniziative “extraterrestri”. E che dovrà organizzare un nuovo rapporto con l’Esa, l’agenzia spaziale europea che ha ancora al suo interno i britannici. La relazione verrà allora gestita in base ad un protocollo partneriato. Ma si fonderà su un trasferimento all’Esa di almeno 9 miliardi.

Ma verso quale frontiera si muoverà l’Unione nello Spazio? Il Vecchio Continente è ancora sostanzialmente fuori dalla capacità di missioni spaziali autonome, nota la Bbc. L’impegno si concentra sui satelliti, soprattutto sui Galileo di nuova generazione. In grado di tastare pure lo stato di salute del nostro Pianeta, di mappare l’inquinamento e la produzione di anidride carbonica.

I finanziamenti europei dunque punteranno a sviluppare una nuova generazione del sistema di navigazione satellitare europeo, Galileo, e ad ampliare la portata e le capacità spaziale di Copernicus-Sentinel, che monitora lo stato del pianeta.

Ma, appunto, anche su questa frontiera l’Ue deve cambiare. “Lo spazio - avverte parlando all'emittente britannica il commissario agli affari interni Thierry Breton - sta attraversando una massiccia trasformazione e una rapida industrializzazione, in tutto il mondo. dobbiamo ripensare al modo in cui facciamo spazio in Europa, essere più dinamici, più innovativi, più rischiosi!".

Il punto è che l’Unione sta perdendo terreno rispetto agli Usa ed ora anche nei confronti della Cina. Pechino lanciano suoi astronauti, ad esempio, l’Ue no. "Sappiamo tutti - osserva il dg dell’Esa, Josef Aschbaxher - che negli Stati Uniti la spesa pubblica è circa cinque, sei, sette volte superiore a quella europea; e la spesa privata è enorme. Nel 2019, il settore privato americano ha messo sul piatto 5 miliardi di dollari nello spazio, in Europa, 188 milioni”.


Il cuore della questione riguarda gli obiettivi che gli europei vogliono porsi. In tutte le direzioni. Di certo non si può concedere il lusso di rimanere indietro su quel che sarà l’inevitabile futuro: sulle Comunicazioni, la sicurezza e la ricerca scientifica.