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Vladimir Putin 

"L'Italia appoggia l'apertura a Putin di Merkel e Macron"

Secondo una fonte diplomatica, Roma sostiene l'idea di un vertice europeo con il leader russo, una prospettiva bocciata da paesi baltici, Svezia, Ungheria e Polonia. Per la cancelliera tedesca il dialogo più stretto con il Cremlino è necessario per affrontare il nodo Libia e quindi migrazioni, ma anche per dossier più globali come il clima
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Il vertice tra la Ue e la Russia che Angela Merkel ed Emmanuel Macron vorrebbero organizzare per riallacciare i rapporti con Vladimir Putin, incassa il sostegno dell’Italia di Mario Draghi, secondo una fonte diplomatica. Ma in altre aree europee ha già scatenato una bufera. Il principio di fondo dovrebbe essere quello che i diplomatici definiscono “selective engagement”: un dialogo più stretto, mantenendosi lo spazio per reazioni durissime in caso di eventuali controversie. E’ un po’ il modello Merkel, che in questi anni ha mantenuto un filo costante con Putin e ha difeso ad esempio Nordstream2 nonostante le pressioni americane per congelare il gasdotto che collega Germania e Russia. Ma non ha esitato a convincere la Ue a imporre sanzioni contro Mosca dopo l’avvelenamento dell’oppositore di Putin, Aleksej Navalnyj.

Il vertice tra la Ue e la Russia che Angela Merkel ed Emmanuel Macron vorrebbero organizzare per riallacciare i rapporti con Vladimir Putin, incassa il sostegno dell’Italia di Mario Draghi, secondo una fonte diplomatica. Ma in altre aree europee ha già scatenato una bufera. Il principio di fondo dovrebbe essere quello che i diplomatici definiscono “selective engagement”: un dialogo più stretto, mantenendosi lo spazio per reazioni durissime in caso di eventuali controversie. E’ un po’ il modello Merkel, che in questi anni ha mantenuto un filo costante con Putin e ha difeso ad esempio Nordstream2 nonostante le pressioni americane per congelare il gasdotto che collega Germania e Russia. Ma non ha esitato a convincere la Ue a imporre sanzioni contro Mosca dopo l’avvelenamento dell’oppositore di Putin, Aleksej Navalnyj.

Alla vigilia di un Consiglio Ue che si annuncia difficile., il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landbergis ha consegnato però al Financial Times un giudizio tranchant sull’iniziativa: “irresponsabile e storicamente miope”. Riavviare un dialogo con Mosca quando è “più vicina che mai al totalitarismo sovietico” è sbagliato, secondo il politico lituano. Anche un altro rappresentante di spicco dei Paesi baltici è intervenuto con forza contro l’ipotesi di invitare Putin a un summit Ue: “Merkel e Macron o non capiscono nulla o non hanno imparato nulla da 80 anni di storia” ha twittato l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves. I vicini di casa della Russia coltivano per ovvie ragioni storiche un rapporto teso con Mosca. Secondo la fonte diplomatica, anche la Svezia, l’Ungheria e la Polonia potrebbero mettere i bastoni tra le ruote a Merkel, Macron e Draghi al vertice Ue che si apre oggi.

L’idea del summit Ue-Russia è nata a Berlino dopo il vertice a Ginevra tra Putin e il presidente americano Joe Biden. Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha già reagito, facendo sapere che “Putin sostiene un meccanismo di creazione di dialogo e contatti tra Bruxelles e Mosca”.  E nel suo ultimo discorso al Bundestag, la cancelliera Merkel ha parlato stamane della necessità di definire “un’agenda di interessi strategici comuni” in ambiti come “il cambiamento climatico, la pace e la sicurezza”, ma anche nella risoluzione dei conflitti in Siria e in Libia. 

Merkel ha sostanziato la strategia della "frusta e zuccherino" con Mosca anche sottolineando l’importanza che si riesca a costruire una risposta europea unitaria “alla moltitudine di provocazioni russe”. Soltanto agendo uniti, ha scandito davanti al Bundestag, “possiamo imparare ad affrontare gli attacchi ibridi della Russia”.

Nei giorni scorsi Merkel e Putin si sono parlati al telefono, in occasione dell’80esimo anniversario dell’invasione dell’Unione sovietica da parte dei nazisti, e hanno concordato che “superare le ostilità reciproche e raggiungere una riconciliazione tra Russia e Germania è di importanza cruciale per l’Europa postbellica”, secondo un comunicato del Cremlino. 

E all’indomani della seconda Conferenza sulla Libia, in cui la Russia e la Turchia hanno frenato sull’impegno a ritirare le loro truppe del Paese, è chiaro perché Germania, Francia e Italia spingano per riaprire un canale costante con Mosca. Il vuoto lasciato in questi anni dal ritiro degli Stati Uniti dal Medio Oriente e dalla Libia è stato riempito dalla Russia. Pensare di risolvere la matassa libica senza dialogare con Mosca è utopico: e per gli europei stabilizzare il paese attraverso il quale passa la stragrande maggioranza dei migranti che raggiunge l’Europa dalla sponda sud del Mediterraneo, è cruciale. Come sostiene il ministro degli Esteri, Heiko Maas, “senza un dialogo con la Russia non riusciremo mai a risolvere conflitti come quello in Siria”. 

Peraltro, in queste settimane la Russia è anche al tavolo dei negoziati internazionali a Ginevra per una ripresa dell’accordo sul nucleare con l’Iran. Ma anche su altre sfide, più globali, non si può rinunciare a una collaborazione con Mosca, secondo Merkel, Macron e Draghi, a partire dalla lotta ai cambiamenti climatici che sarà uno dei temi cruciali del secondo semestre della presidenza italiana del G20 e durante il quale si terrà anche la Conferenza Onu sul clima a Glasgow.