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I giornalisti del quotidiano Apple Daily con in mano copie appena stampate dell'ultimo numero davanti alla folla radunatasi di fronte alla redazione  (afp)

La sfida di Hong Kong a Pechino, tutti in fila per comprare l'ultima copia dell'Apple Daily

Esaurita la tiratura da un milione di esemplari per il quotidiano pro-democrazia fondato da Jimmy Lai costretto a chiudere i battenti dopo 26 anni 
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“Voglio sostenerlo fino alla fine”, spiega Amma, sotto una pioggia che non dà tregua. “Il giornale ha accompagnato la nostra società per così tanti anni. Ma sono sicura che supereremo la tempesta”. San, invece, è meno ottimista. “Penso sia la fine di un’era”. Questa mattina, fin dalle prime luci dell’alba, migliaia di persone in tutta Hong Kong - dal quartiere di Mong Kok fino a Central, il distretto finanziario dell’ex colonia britannica - si sono riversate nelle strade per comprare l’ultima copia dell’Apple Daily. Un gesto d’amore verso il giornale pro-democrazia fondato da Jimmy Lai costretto a chiudere dopo 26 anni. 

In fila per acquistare l'ultimo Apple Daily (afp)

Già durante la notte, in centinaia avevano sfidato le forti piogge radunandosi fuori dalla redazione acce…

“Voglio sostenerlo fino alla fine”, spiega Amma, sotto una pioggia che non dà tregua. “Il giornale ha accompagnato la nostra società per così tanti anni. Ma sono sicura che supereremo la tempesta”. San, invece, è meno ottimista. “Penso sia la fine di un’era”. Questa mattina, fin dalle prime luci dell’alba, migliaia di persone in tutta Hong Kong - dal quartiere di Mong Kok fino a Central, il distretto finanziario dell’ex colonia britannica - si sono riversate nelle strade per comprare l’ultima copia dell’Apple Daily. Un gesto d’amore verso il giornale pro-democrazia fondato da Jimmy Lai costretto a chiudere dopo 26 anni. 

In fila per acquistare l'ultimo Apple Daily (afp)

Già durante la notte, in centinaia avevano sfidato le forti piogge radunandosi fuori dalla redazione accendendo le torce dei loro smartphone per incoraggiare i giornalisti a non mollare. Dentro, tra lacrime, applausi e un po’ di confusione, la tipografia sputava dalle macchine, a tempo di record, un milione di copie. Oltre dieci volte tanto la sua normale tiratura. Alle dieci di questa mattina, praticamente tutte le edicole avevano già finito le copie del giornale. Qualcuna, per l’occasione, aveva tirato su le serrande già all’una di notte per iniziare a vendere il giornale. 

“Un doloroso addio sotto la pioggia”, è il titolo della prima pagina dell’ultimo numero. Al centro, una grande foto di un giornalista che saluta la folla radunatasi davanti alla sede del quotidiano. "L'Apple Daily è morto - ha scritto il vicedirettore Chan Pui-man, arrestato la scorsa settimana, in una lettera di addio rivolta ai lettori - La libertà di stampa è vittima della tirannia”.

Giovedì scorso il blitz della polizia nella redazione del giornale aveva portato a 5 arresti, tra cui il direttore, Ryan Law, e l’amministratore delegato, Cheung Kim-hung. L’accusa: collusione con le forze straniere, secondo i dettami della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta lo scorso anno da Pechino all’ex colonia britannica. Il giorno seguente, per solidarietà, gli honkonghesi fecero la fila alle edicole per comprare le 500mila copie stampate per l’occasione. 

Ieri, un altro arresto: quello dell’editorialista di punta, Li Ping. Con i beni congelati e con Lai in carcere da dicembre condannato a 20 mesi per manifestazioni non autorizzate e in attesa di un nuovo processo, era impossibile continuare le pubblicazioni. Ieri, infatti, Next Digital Media, la società che edita il quotidiano, aveva annunciato che l’ultimo numero del giornale in edicola sarebbe stato proprio quello di questa mattina. Subito andato a ruba.