Giappone, l'imperatore "preoccupato" per l'aumento del Covid con le Olimpiadi. Già i primi atleti contagiati
“Sua maestà è molto preoccupata dell'attuale situazione epidemiologica legata al Covid. Ritengo sia preoccupato che le Olimpiadi possano portare ad un aumento dei contagi”. Ci mancava solamente l’imperatore a gettare ulteriore confusione e preoccupazione, appunto, sui prossimi Giochi di Tokyo che si aprono tra meno di un mese, il 23 luglio. Ad interpretare il pensiero di Naruhito è stato ieri in conferenza stampa il direttore dell’Agenzia della Casa imperiale, Yasuhiko Nishimura.
Che l’imperatore si esprima pubblicamente su un argomento così importante - e, nell’ultimo anno, controverso - è infatti impensabile. A Naruhito, asceso al trono del Crisantemo nel 2019 dopo l’abdicazione del padre Akihito, la Costituzione vieta di fare dichiarazioni pubbliche su questioni spinose. Ma le sue parole, seppur riportate indirettamente e seppur non significhino una richiesta di cancellare o posticipare ulterior…
“Sua maestà è molto preoccupata dell'attuale situazione epidemiologica legata al Covid. Ritengo sia preoccupato che le Olimpiadi possano portare ad un aumento dei contagi”. Ci mancava solamente l’imperatore a gettare ulteriore confusione e preoccupazione, appunto, sui prossimi Giochi di Tokyo che si aprono tra meno di un mese, il 23 luglio. Ad interpretare il pensiero di Naruhito è stato ieri in conferenza stampa il direttore dell’Agenzia della Casa imperiale, Yasuhiko Nishimura.
Che l’imperatore si esprima pubblicamente su un argomento così importante - e, nell’ultimo anno, controverso - è infatti impensabile. A Naruhito, asceso al trono del Crisantemo nel 2019 dopo l’abdicazione del padre Akihito, la Costituzione vieta di fare dichiarazioni pubbliche su questioni spinose. Ma le sue parole, seppur riportate indirettamente e seppur non significhino una richiesta di cancellare o posticipare ulteriormente i Giochi, metteranno di certo in imbarazzo il governo e il Comitato olimpico. Subito, infatti, è arrivata la difesa del Capo di gabinetto dell’esecutivo guidato da Yoshihide Suga. “Sono opinioni personali del funzionario di palazzo. Organizzeremo dei Giochi sicuri”. Naruhito interpreta, però, il sentimento dei giapponesi: l’86%, secondo un sondaggio della settimana scorsa, ritiene che l’Olimpiade di Tokyo si tradurrà in una nuova ondata di contagi nel Paese.
Ma a 28 giorni dall’inizio delle Olimpiadi, come sta messo il Giappone? Non troppo bene, a guardare gli ultimi dati sui contagi e le dosi somministrate di vaccino anti-Covid. Se è vero che il numero dei contagi è sceso da maggio - quando si registravano oltre 6mila infezioni al giorno - il Giappone viaggia da allora, però, ad una media di 1.400 casi ogni 24 ore. Ieri, addirittura, il bollettino ufficiale segnava 1.676 nuove infezioni da coronavirus e 42 decessi. Nella capitale Tokyo, dove si svolgeranno i Giochi, la situazione è ancora peggiore: 570 nuovi casi ieri, quasi il 14% in più rispetto a giovedì della scorsa settimana. Mercoledì, per la prima volta da un mese a questa parte, la città ha superato le 600 infezioni toccando quota 619. Molti esperti sottolineano come, per svolgere i Giochi in piena sicurezza, i casi dovrebbero scendere al di sotto dei 100 al giorno.
Sul fronte vaccini le cose non vanno meglio. Il governo oggi ha sbandierato con successo il traguardo del milione di dosi somministrate al giorno. Ma con le Olimpiadi dietro l’angolo, sarà abbastanza? Per recuperare i ritardi bisogna correre di più: solamente il 19,5% della popolazione ha ricevuto finora la prima dose di vaccino (l’8,7 anche la seconda). Il Giappone, infatti, ha iniziato la propria campagna vaccinale solamente a febbraio, molto in ritardo rispetto a qualsiasi altra nazione sviluppata.
Lo stato di emergenza a Tokyo non c’è più da qualche giorno, anche se la capitale rimane comunque osservata speciale: uno stato di “quasi” emergenza che comporta il divieto di vendere alcolici dopo le ore 19 e la chiusura dei ristoranti alle 20.
Del resto, quelle giapponesi saranno Olimpiadi blindatissime. E già preoccupano i primi casi di Covid tra le delegazioni in arrivo nel Sol Levante. Questa mattina il ministro giapponese delle Olimpiadi ha comunicato che il membro della delegazione ugandese trovato positivo quattro giorni fa aveva contratto la variante Delta (quella indiana). Mentre un secondo membro, un atleta, è risultato positivo al tampone l’altroieri (anche lui colpito dalla variante Delta) dopo essere sbarcato a Izumisano, la città che ospita la squadra africana. Dopo aver vietato la partecipazione del pubblico straniero, il governo ha deciso di fissare un limite di 10mila spettatori nella strutture che ospiteranno le gare. Ma il premier Suga è pronto anche al peggio: se i casi aumenteranno, a Giochi iniziati, le gare saranno a porte chiuse. Insomma, dopo il rinvio dello scorso anno le Olimpiadi si faranno a tutti i costi. Anche a quello di “scontentare” l’imperatore.