La superofferta Ue alla Svizzera: un ricco partenariato se compra gli Eurofighter invece degli F35 Usa
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLUGANO - L’Ue fa una proposta difficile da rifiutare, al Governo svizzero, che deve sostituire l’intera flotta militare, composta da 26 vecchi F5 Tiger, praticamente non più utilizzabili, e da 30 F/A-18, ormai giunti a fine carriera. In ballo c’è una commessa da 6,5 miliardi di franchi, circa 6 miliardi di euro. Con una lettera alla collega elvetica, Viola Amherd, i ministri della difesa di Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, invitano Berna a scegliere, quale nuovo caccia il multiruolo Eurofighter, fabbricato dal consorzio europeo in cui figurano Leonardo, Airbus e la britannica Bae Systems.
Nella lettera si fa, sostanzialmente, presente alla Svizzera che l’eventuale acquisto dell’Eurofighter le consentirebbe di ricucire in buona parte lo strappo con Bruxelles, consumatosi lo scorso 26 maggio, quando il Presidente della Confederazione, Guy Parmelin, annunciò alla Presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, che non erano d…
LUGANO - L’Ue fa una proposta difficile da rifiutare, al Governo svizzero, che deve sostituire l’intera flotta militare, composta da 26 vecchi F5 Tiger, praticamente non più utilizzabili, e da 30 F/A-18, ormai giunti a fine carriera. In ballo c’è una commessa da 6,5 miliardi di franchi, circa 6 miliardi di euro. Con una lettera alla collega elvetica, Viola Amherd, i ministri della difesa di Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, invitano Berna a scegliere, quale nuovo caccia il multiruolo Eurofighter, fabbricato dal consorzio europeo in cui figurano Leonardo, Airbus e la britannica Bae Systems.
Nella lettera si fa, sostanzialmente, presente alla Svizzera che l’eventuale acquisto dell’Eurofighter le consentirebbe di ricucire in buona parte lo strappo con Bruxelles, consumatosi lo scorso 26 maggio, quando il Presidente della Confederazione, Guy Parmelin, annunciò alla Presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, che non erano date le condizioni per sottoscrivere un accordo istituzionale con l’Unione Europea.
Ora, come scrive il domenicale SonntagsBlick, nella lettera a Viola Amherd, si fa capire che una commessa militare multimiliardaria, che privilegiasse un aereo europeo, aprirebbe la via a una ricucitura tra Berna e Bruxelles. C’è però un problema. Nella sua recente visita a Ginevra, per il vertice con Putin, Joe Biden, incontrando il presidente elvetico, Parmelin, e il ministro degli Esteri, Ignazio Cassis, ha fatto campagna per l’F35 della Lockeed Martin, che sarebbe stato scelto, pure, dai vertici militari svizzeri.
Ora, tuttavia, cambiano le carte in tavola in quanto, dovesse optare per l’Eurofighter, Berna si vedrebbe offrire, dall’Unione Europea, un allettante partenariato transfrontaliero nei settori della cooperazione militare, dell'energia, della cooperazione economica, delle reti scientifiche, della politica ambientale e dei trasporti, delle tecnologie digitali, della sicurezza informatica e dei progetti d'infrastrutture. Il che le consentirebbe, come lascia intendere Bernhard Brenner, responsabile delle vendite di Airbus Defence and Space, “un pacchetto complessivo, in cui gli elementi economici e politici sono altrettanto importanti”.
Bisogna chiedersi, a questo punto, se basti un’importante commessa militare, per saltare i mesi, se non gli anni di snervanti trattative, che aspettano la Svizzera nella ripresa del negoziato con l’Ue. Il fatto è che l’F35 statunitense non piace, neppure, alla sinistra svizzera e agli anti-militaristi. Che hanno già minacciato, nel caso venisse privilegiato ai nuovi F/A-18 e al Rafale della francese Dassault, ovvero gli altri apparecchi esaminati, di lanciare un referendum. “Non vogliamo gli F35, che sono i più cari e, per di più, controllati dagli americani”, è insorto il deputato socialista, Roger Normand. Controllati in quanto, come ha spiegato l’esperto di sicurezza aerea Xavier Tytelmann, alla tv pubblica svizzera, l’F35 “è collegato a un computer statunitense, che obbliga i paesi che lo utilizzano a registrare e trasmettere i suoi dati operativi”. Washington ha smentito l’esistenza del grande fratello volante che risulta comunque poco compatibile con la neutralissima Svizzera.