Norvegia, multe a chi ritocca le foto senza dichiararlo
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - D'ora in poi guai in Norvegia a chi ritocca elettronicamente (come ormai si fa il piú delle volte) o in qualsiasi altro modo immagini, foto, filmati: deve dichiararlo in modo visibile con la pubblicazione in nome del rispetto della sfera privata e del prossimo. Altrimenti se non si adeguerà alla nuova normativa dovrà pagare allo Stato salatissime multe, e si guadagnerà di fatto una fama negativa come qualcuno messo alla berlina. Ed è noto che le autorità norvegesi in quanto a rispetto di leggi e diritti del prossimo non scherzano. Infine ma non ultimo, appare facilmente immaginabile che chi violerà le nuove norme correrà il fortissimo rischio di cadere sotto l'attenzione rafforzata del preciso, infallibile mirino degli 007 della polizia tributaria norvegese, ritenuta una delle piú silenziose, ma onnipresenti e temute nel mondo libero.
La legge è passata allo Storting, il Parlamento norvegese, con…
BERLINO - D'ora in poi guai in Norvegia a chi ritocca elettronicamente (come ormai si fa il piú delle volte) o in qualsiasi altro modo immagini, foto, filmati: deve dichiararlo in modo visibile con la pubblicazione in nome del rispetto della sfera privata e del prossimo. Altrimenti se non si adeguerà alla nuova normativa dovrà pagare allo Stato salatissime multe, e si guadagnerà di fatto una fama negativa come qualcuno messo alla berlina. Ed è noto che le autorità norvegesi in quanto a rispetto di leggi e diritti del prossimo non scherzano. Infine ma non ultimo, appare facilmente immaginabile che chi violerà le nuove norme correrà il fortissimo rischio di cadere sotto l'attenzione rafforzata del preciso, infallibile mirino degli 007 della polizia tributaria norvegese, ritenuta una delle piú silenziose, ma onnipresenti e temute nel mondo libero.
La legge è passata allo Storting, il Parlamento norvegese, con i voti della maggioranza di governo di centrodestra della premier Erna Solberg ma anche di legislatori delle opposizioni. La decisione politica di vararla risale all'inizio di giugno, dopo mesi di discussione pubblica. Il motivo principale che ha spinto le forze politiche a vararla, con ampi consensi bipartisan, è la difesa dello sviluppo psicologico equilibrato soprattutto dei bambini e dei giovani. I quali, ritengono i legislatori di Oslo, sono come è normale particolarmente sensibili a immagini ad effetto. Soprattutto quando i ritocchi abbelliscono il volto. Ogni foto ritoccata potrà dunque essere pubblicata, usata come messaggio pubblicitario o altro, venduta solo con il "labeling", l'etichettatura che confessa il trucco ottico. Al tema la Frankfurter Allgemeine ha dedicato un approfondito servizio nella sua edizione online, opera del collega Matthias Wyssuwa. "Il voto è una vittoria storica per i diritti di infanzia e adolescenza, e dei cittadini in generale", hanno commentato molti deputati di diversi partiti rappresentati allo Storting.
Il dibattito sul tema durava da tempo nel mondo politico, nel mondo mediatico e nell'opinione pubblica norvegesi. Alla fine è persino nato un neologismo che esprime il problema: Kropspress, pressione attraverso immagini corporali. Per rendere più attraente una bevanda, un altro prodotto alimentare, un prodotto cosmetico, una linea di capi d'abbigliamento od ogni altro genere di consumo, da automobili ad altri. O influenzare in qualunque modo mediatico occulto comportamenti e gusti delle persone.
Il rischio da cui i legislatori di governo e opposizioni hanno voluto difendere infanzia e adolescenza è quello di divenire inconsapoevolmente schiavi di un'identificazione automatica con un modello di bellezza, uno stile di vita, lo stile di un prodotto. Anche il Consiglio dei media del regno ha accolto con particolare soddisfazione il voto dello Storting. "Almeno la metà dei bimbi e dei giovani, secondo nostre statistiche", ha detto alla Faz una sua fonte, "è bersagliata da immagini e messaggi pubblicitari che influenzano il tipo di idea e culto del corpo, è giusto difenderli". Naturalmente c'è sempre un rovescio della medaglia: le nuove leggi norvegesi pongono limiti severi al lavoro e al ruolo sociale degli influencer di ogni tipo. Meglio, in nome della libertà di crescere in modo davvero il più equilibrato possibile. C'è da scommettere che la rivoluzione anti-ritocco lanciata dallo Storting andrà avanti ben oltre i confini norvegese.