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Manifestanti contro Bolsonaro a San Paolo (reuters)

Brasile in piazza contro Bolsonaro: "Non ha affrontato la pandemia"

In decine di migliaia chiedono le dimissioni del presidente per gli oltre 500 mila morti di Covid. Accuse di corruzione sull'approvvigionamento dei vaccini 

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RIO DE JANEIRO - “Complici di genocidio”, oppure: “Vaccini, non tangenti”. Con slogan durissimi e striscioni che invocavano le dimissioni di Jair Bolsonaro, i brasiliani sono scesi in piazza contro il presidente, che considerano responsabile per gli oltre 500 mila morti di Coronavirus. Per le strade di Rio de Janeiro, racconta il Guardian, si sono raccolte decine di migliaia di persone, indignate per le indiscrezioni secondo cui i membri del governo avrebbero cercato di trarre profitto illegalmente dall'acquisto di vaccini contro il Covid. Grandi manifestazioni si sono tenute anche nelle altre città 

"La gente si è svegliata", ha detto all’inviato del quotidiano britannico Benedita da Silva, deputata di 79 anni e veterana della sinistra brasiliana, mentre si univa alla manifestazione. “Dobbiamo assolutamente togliere il potere a questo mostro”, ha aggiunto Magda Souza, dissidente di 64 anni, in marcia con il marito attraverso il centro di Rio mentre un elicottero della polizia sorvolava la folla. La Souza, scrive il Guardian, indossava una maglietta rossa che chiedeva il ritorno dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, da poco tornato sulla scena politica dopo che i suoi diritti politici sono stati ripristinati. Lula è il rivale di sinistra di Bolsonaro e dovrebbe candidarsi alla presidenza il prossimo anno.

Venerdì un giudice della Corte Suprema brasiliana ha ordinato un'indagine per stabilire se Bolsonaro avesse omesso di agire dopo essere stato avvisato dei sospetti di corruzione ad alto livello per l'approvvigionamento di milioni di vaccini Covid dalla società farmaceutica indiana Bharat Biotech. Secondo il conteggio ufficiale, oltre 522.000 brasiliani hanno perso la vita a causa del coronavirus, secondi solo agli Stati Uniti, e l'epidemia del paese sudamericano è ancora ben lontana dall'essere sotto controllo.