PARIGI — «Ti ringrazio, condivido quello che hai appena detto». Nell’incontro a porte chiuse nei saloni dell’Eliseo, Emmanuel Macron usa toni molto cordiali con Sergio Mattarella. I due capi di Stato si danno del “tu”, il presidente italiano è francofono e a suo agio. Insieme affrontano i dossier più immediati, dalla conferenza sull’Europa al G20 a guida italiana, al tema immigrazione che Macron introduce parlando dell’Africa. «In Italia qualcuno si illude che si possa mettere il cartello divieto d’ingresso» risponde Mattarella nel colloquio riservato, trasmesso da un canale tv dell’Eliseo a cui Repubblica ha avuto accesso. Macron è altrettanto franco quando ammette che sulla Libia «ci sono state in passato tensioni e frizioni» tra Italia e Francia. «Ma ora lavoriamo in maniera stretta - prosegue - e stiamo avendo i primi risultati anche se dobbiamo continuare le pressi…
PARIGI — «Ti ringrazio, condivido quello che hai appena detto». Nell’incontro a porte chiuse nei saloni dell’Eliseo, Emmanuel Macron usa toni molto cordiali con Sergio Mattarella. I due capi di Stato si danno del “tu”, il presidente italiano è francofono e a suo agio. Insieme affrontano i dossier più immediati, dalla conferenza sull’Europa al G20 a guida italiana, al tema immigrazione che Macron introduce parlando dell’Africa. «In Italia qualcuno si illude che si possa mettere il cartello divieto d’ingresso» risponde Mattarella nel colloquio riservato, trasmesso da un canale tv dell’Eliseo a cui Repubblica ha avuto accesso. Macron è altrettanto franco quando ammette che sulla Libia «ci sono state in passato tensioni e frizioni» tra Italia e Francia. «Ma ora lavoriamo in maniera stretta - prosegue - e stiamo avendo i primi risultati anche se dobbiamo continuare le pressioni su turchi e russi».
Macron ha organizzato le cose in grande. Il corteo che porta Mattarella all’Eliseo, vestito di bandiere italiane, è preceduto da decine di corazzieri. «Sappiamo - dice il leader francese - di accogliere un amico e un’eminente personalità per la quale la Francia ha stima, affetto e ammirazione». Mattarella ricambia scegliendo la Francia per il suo primo viaggio all’estero dopo la pandemia e pronunciando il suo discorso sui legami tra i due Paesi alla Sorbona, laddove Macron aveva illustrato quattro anni fa il suo manifesto per rifondare l’Europa. Il presidente italiano riprende anche il concetto di «sovranità europea» più volte espresso da Macron.
I due capi di Stato hanno imparato a conoscersi e apprezzarsi, senza nascondere eventuali punti di attrito ma cercando di risolverli insieme, come durante la visita di Mattarella a Amboise nel maggio 2019 per onorare l’anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Un’occasione servita a ricucire dopo la crisi diplomatica ma durante la quale il presidente italiano aveva anche rinnovato a Macron la sollecitazione a «trovare un accordo su una questione delicata come quella delle estradizioni» degli ex terroristi rifugiati in Francia. Un messaggio che ha sicuramente pesato nella soluzione trovata nell’aprile scorso, con il via libera politico dell’Eliseo a nove estradizioni, ora al vaglio della magistratura francese.