Caccia all'uomo ad Haiti: uccisi 4 dei membri del commando che ha assassinato il presidente e ferito la moglie. Due arrestati
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoL’irruzione è scattata poco dopo l’una di notte tra martedì e mercoledì scorsi. Almeno in dieci, vestiti di nero, con armi automatiche e visori notturni, hanno esploso una salva di proiettili contro il muro della villa dove viveva il presidente. Il commando ha agito con freddezza e lucidità, da veri professionisti. Parlavano spagnolo, ma si sono sentiti ordini anche in inglese. Un uomo, megafono in mano, ha dato ordini alla gente che attirata dagli spari era scesa in strada perché si facesse da parte urlando: “Operazione Dea!". Le persone hanno creduto davvero che fosse in corso davvero un’operazione antidroga della narcotici americana.
Grazie alle testimonianze, agli agenti della sicurezza presidenziale e al figlio sopravvissuto si comincia a delineare meglio la dinamica dell’assalto alla residenza privata del presidente di Haiti, Jovenel Moïse, assassinato con 11 proiettili mentre la mog…
L’irruzione è scattata poco dopo l’una di notte tra martedì e mercoledì scorsi. Almeno in dieci, vestiti di nero, con armi automatiche e visori notturni, hanno esploso una salva di proiettili contro il muro della villa dove viveva il presidente. Il commando ha agito con freddezza e lucidità, da veri professionisti. Parlavano spagnolo, ma si sono sentiti ordini anche in inglese. Un uomo, megafono in mano, ha dato ordini alla gente che attirata dagli spari era scesa in strada perché si facesse da parte urlando: “Operazione Dea!". Le persone hanno creduto davvero che fosse in corso davvero un’operazione antidroga della narcotici americana.
Grazie alle testimonianze, agli agenti della sicurezza presidenziale e al figlio sopravvissuto si comincia a delineare meglio la dinamica dell’assalto alla residenza privata del presidente di Haiti, Jovenel Moïse, assassinato con 11 proiettili mentre la moglie è stata gravemente ferita ed è stata trasferita d’urgenza in un ospedale di Miami. I primi dettagli sono stati raccontati dal capo della polizia Leon Charles che ha preso la guida delle indagini. “Indossavano divise della Dea”, ha detto. Una circostanza confermata dall’ambasciatore Usa a Haiti Bocchit Edmond alla Reuters: “Non era in corso nessuna operazione antidroga. Il commando si è camuffato con le divise della Dea per avere campo libero. Sicuramente si trattava di mercenari professionisti”. Dopo aver crivellato di colpi Moïse e la moglie, il gruppo ha arraffato documenti e oggetti personali nella casa. Un’azione durata meno di mezz’ora.
Durante la fuga sono stati intercettati dalle forze di sicurezza. C’è stato uno scontro a fuoco: quattro dei killer sono stati uccisi e altri due sono stati catturati. Per tutta la giornata è proseguita una caccia all’uomo, con altre sparatorie. “Stiamo cercando gli altri”, ha spiegato in serata il capo della polizia. Tre agenti della sicurezza presi in ostaggio sono stati liberati. C’è ancora molto da chiarire. Ma è confermata la presenza di elementi stranieri nel commando. Sicuramente parlavano spagnolo. Alcuni abitanti del quartiere ribadiscono di aver sentito pronunciare ordini anche in inglese. “Li prenderemo, li processeremo e li condanneremo”, ha assicurato Leon Charles.
L’ambasciata Usa è stata chiusa per ragioni di sicurezza. “Siamo scioccati e stiamo ancora raccogliendo informazioni”, ha spiegato il segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki a MSNBC. “Stiamo ancora valutando cosa è veramente successo e chi possono essere gli autori di questo atroce delitto”.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce oggi a porte chiuse per discutere della situazione ad Haiti. Alla riunione riferiranno il rappresentante speciale del segretario generale e il capo dell'ufficio Onu ad Haiti, Helen La Lime.