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Thailandia, la rivolta dei medici contro il governo: mancano test e vaccini, il paese verso il disastro

Un centro vaccinale nella Bang Sue Grand Station di Bangkok (ansa)
Molte dosi prenotate hanno preso altre strade prima di raggiungere il pubblico, scarseggiano i kit verificare i contagi, mentre la variante Delta prende sempre più piede. I sanitari allo stremo si sono riuniti in un'associazione molto ascoltata dal pubblico e il potere sa che se la ribellione crescesse sarebbe potenzialmente molto pericolosa per la stabilità politica
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BANGKOK – Si fanno chiamare "Mor mai thon" (i medici che non ce la fanno più) e hanno raccolto 215mila firme per la loro petizione al governo della Thailandia,  al Parlamento e le autorità sanitarie. Si sono presentati nei palazzi istituzionali con la lista di Charge.org vestiti di nero in ricordo dei tanti, non solo medici, che hanno perso la vita per la pandemia di Covid, oggi alla terza più letale ondata, rafforzata nel Regno come in Birmania, Malesia e Indonesia dalla variante Delta dall’India. 


La loro delegazione è stata ricevuta da deputati di tutti i partiti, perfino parlamentari del Palang Pracharat che guida governo e suoi alleati come il Partito democratico, oltre all’opposizione del Pheu Thai e Move Forward. Uno di loro ha spiegato in poche parole qual è la situazione: “Nei nostri ospedali ci sono persone in fila dalle 3 del mattino per fare il test perché abbiamo un numero limitato di …

BANGKOK – Si fanno chiamare "Mor mai thon" (i medici che non ce la fanno più) e hanno raccolto 215mila firme per la loro petizione al governo della Thailandia,  al Parlamento e le autorità sanitarie. Si sono presentati nei palazzi istituzionali con la lista di Charge.org vestiti di nero in ricordo dei tanti, non solo medici, che hanno perso la vita per la pandemia di Covid, oggi alla terza più letale ondata, rafforzata nel Regno come in Birmania, Malesia e Indonesia dalla variante Delta dall’India. 


La loro delegazione è stata ricevuta da deputati di tutti i partiti, perfino parlamentari del Palang Pracharat che guida governo e suoi alleati come il Partito democratico, oltre all’opposizione del Pheu Thai e Move Forward. Uno di loro ha spiegato in poche parole qual è la situazione: “Nei nostri ospedali ci sono persone in fila dalle 3 del mattino per fare il test perché abbiamo un numero limitato di kit”, ha detto uno dei coraggiosi medici, consapevoli di sfidare un governo retto da un ex generale golpista e indirettamente la stessa Casa reale, che detiene gran parte delle quote dell’unico laboratorio dove si produce in esclusiva AstraZeneca. “Di quelli che testiamo – ha spiegato il dottor Suwadee Puntpanich, direttore del Thonburi B. Hospital - certi giorni più della metà risulta essere infetta”. 


L’appello rivolto ai potenti dai medici del Mor mai thon nasce dalla disperazione dell’impari lotta non con il male bensì contro una macchina amministrativa che sembra volutamente far acqua da tutte le parti, lasciando dottori e operatori sanitari sul fronte a combattere un nuovo nemico come la Variante Delta che diventa ogni giorno più forte e distribuita sul territorio. Un calcolo realistico parla di un passaggio dalle attuale 5900 infezioni al giorno alle 10mila e oltre entro la prossima settimana con un aumento della pressione sui medici. A meno che non si usi l’arma giusta per combattere subito la nuova forma presa dal virus, ovvero il giusto vaccino.

Dicono che i vaccini a base mRNA, come Pfizer-BioNTech e Moderna, “hanno una maggiore efficacia, specialmente contro nuove varianti (compresa la sudafricana, ndr) e nella loro significativa capacità di ridurre casi gravi e decessi per virus”. Chiedono di usarli al prima possibile per le inoculazioni di massa e prevenire un disastro quando entro al massimo 8 settimane “la Delta sarà diventa dominante”.

In caso contrario, i medici che già “non ce la fanno più” rischiano di soccombere alla pressione sempre più forte di pazienti e familiari visto che in diversi ospedali da giorni gente anche anziana in cerca di cure viene cacciata con la forza pubblica causa sovraffollamento, scarsità di personale, ossigeno e medicine. Riservatamente i medici dicono che i vaccini acquistati, annunciati e promessi al pubblico finiscono ben prima di raggiungere gli ospedali. Dove? Lo decidono i ministri, ci ha risposto uno di loro, specialista di un grande ospedale di Chiang Mai. 

Nove milioni di persone avevano prenotato disposte a pagare anche sei mesi in anticipo il vaccino Moderna, ma ben pochi lo hanno ottenuto. Bassa è anche la percentuale dei vaccinati con Sinovac e AZ, poco più dell’8 per cento di una popolazione di 60 milioni. La colpa è stata attribuita alla lentezza del piano di vaccinazione e della produzione di fiale nei laboratori del re. Ma nel frattempo è cresciuta la diffidenza verso un prodotto che viene ritenuto meno protettivo dei vaccini mRNA di nuova generazione.

 La prova che lo stesso governo thai li preferisca agli altri è uscita fuori per caso quando due giorni fa è sfuggita da qualche computer la notizia che il governo aveva prenotato un milione e mezzo di Pfizer per il personale medico, tra il quale si cominciava a registrare una riduzione dell’immunità delle vaccinazioni tradizionali, come avviene anche in Indonesia, dove oltre 100 medici e paramedici vaccinati con Sinovac sono morti per una nuova infezione di Delta. Nello stesso documento trapelato involontariamente si parla di immunizzare con Pfizer tutti gli ultrasessantenni per domare i pericolosi focolai nelle zone rosse della capitale Bangkok, compresi a quanto pare due interi edifici e reparti di grandi ospedali. 

I medici hanno ragione a chiedere di fare uno sforzo più grande e vaccinare tutti gratuitamente, ma soprattutto efficacemente, in un paese dove poche famiglie detengono l’80 per cento della ricchezza e potrebbero finanziare una campagna pubblica, come si è offerto di fare l’ex premier Thaksin Shinawatra dall’esilio di Dubai. Con l’orgoglio di nazione benestante che rifiuta le quote Onu di Covax per i paesi poveri, peraltro scarse e condotte con vaccini non accettati da Europa e Usa, la Thailandia aveva retto bene alla prima ondata meno virulenta, ma assiste al veloce propagarsi del contagio in diverse province dove mantiene restrizioni ancora blande. Si allarga la paura, una paura terribile di contrarre il Covid e, parallelamente, il terrore di inocularsi vaccini che i medici del Mor mai thon reputano di qualità inferiore rispetto a quelli dati alle nazioni ricche.    
Intanto per prepararsi all'afflusso dei 10mila pazienti giornalieri previsti è stato allestito un nuovo ospedale da campo all'aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok dove isolare anche persone con sintomi gravi. Ma nuove e, forse più drastiche misure, potrebbero essere prese domattina dopo la riunione del Consiglio dei ministri. La petizione dei Medici stanchi di bugie e trabocchetti sarà senz’altro sui loro tavoli per essere discussa. Di loro infatti la gente si fida più che dei politici e i poteri forti sanno che ancora più rischioso del virus sarebbe un altro forte movimento di ribelli anti-governativi oltre a quello degli studenti anti-monarchici.