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Libia, la Turchia schiera altri soldati

Il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah e il presidente turco Recep Yayip Erdogan (Reuters) 
Una fregata di Ankara avrebbe portato anche miliziani siriani. Uccisi in scontri due mercenari russi della compagnia Wagner. Putin e Erdogan si preparano così a possibili nuove operazioni nel caso fallisse il processo politico che deve portare a elezioni il 24 dicembre
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Una fregata militare turca è rimasta per alcuni giorni nel porto di Khoms, in Libia. La nave ha lasciato il porto fra Tripoli e Misurata giovedì mattina, dopo essere rimasta per alcuni giorni attraccata in banchina. A terra sono rimasti circa 120 soldati turchi che erano arrivati a Khoms con l’equipaggio della nave.

Secondo il quotidiano Al Marsad i militari turchi sarebbero stati schierati in Libia per addestrare la Guardia costiera libica e le forze del governo di Tripoli. Secondo altri siti, assieme ai militari turchi sarebbero rimasti in Libia alcuni miliziani di altre nazionalità, forse siriani, impegnati nel sostenere le forze che sostengono il governo di Tripoli e che in passato hanno combattuto contro la Libyan National Army del generale Khalifa Haftar.

Una fregata militare turca è rimasta per alcuni giorni nel porto di Khoms, in Libia. La nave ha lasciato il porto fra Tripoli e Misurata giovedì mattina, dopo essere rimasta per alcuni giorni attraccata in banchina. A terra sono rimasti circa 120 soldati turchi che erano arrivati a Khoms con l’equipaggio della nave.

Secondo il quotidiano Al Marsad i militari turchi sarebbero stati schierati in Libia per addestrare la Guardia costiera libica e le forze del governo di Tripoli. Secondo altri siti, assieme ai militari turchi sarebbero rimasti in Libia alcuni miliziani di altre nazionalità, forse siriani, impegnati nel sostenere le forze che sostengono il governo di Tripoli e che in passato hanno combattuto contro la Libyan National Army del generale Khalifa Haftar.



Queste notizie aggiungono elementi a quella che sembra essere una continua, sotterranea attività militare a sostegno di una parte o dell’altra in Libia. Molti osservatori scrivono che Paesi come la Turchia e la Russia si stanno preparando alla possibilità che il processo politico che dovrebbe portare ad elezioni il 24 dicembre potrebbe fallire. Questo lascerebbe spazio a nuove operazioni militari: per questo la Turchia continua a sostenere le milizie della regione di Tripoli, mentre i miliziani russi della Wagner rimangono schierati lungo la linea di difesa tracciata assieme ai capi della milizia del generale Khalifa Haftar.



Nelle ultime ore sempre su siti e social libici sono girate le foto di quelli che vengono presentati come due mercenari russi della compagnia Wagner uccisi in alcuni scontri nel Sud del Paese. In effetti la Lna del generale Haftar ha denunciato ieri che un suo posto di blocco a Sukna è stato attaccato da quattro veicoli blindati. Attacco che è stato confermato con un comunicato del portavoce del generale Haftar, Ahmed al Mismari. Secondo altre fonti invece i due mercenari russi sarebbero stati colpiti dalla popolazione locale, infastidita dalla loro presenza e dalle “violazioni” da loro commesse.