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Biden chiama Putin sui cyberattacchi: “Fermi gli hacker, noi ci difenderemo”

La stretta di mano tra Putin e Biden nel vertice del 16 giugno a Ginevra in cui avevano già parlato di cybersicurezza 

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I due leader un’ora al telefono. “Ottimista” il presidente Usa. Il capo del Cremlino: “Non politicizziamo questi temi”
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«Prenderemo tutte le misure necessarie per difendere da questa continua minaccia il popolo americano e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti». Joe Biden alza la voce. E in una telefonata lunga un’ora, arrivata dopo l’ennesimo attacco hacker condotto dal gruppo REvil (quasi certamente radicato in Russia anche se non è del tutto provato), il presidente americano avverte l’omologo Vladimir Putin: «Dovete agire e distruggere chi dal vostro paese conducono cyberattacchi contro di noi».



Anche perché l’offensiva di tipo ransomware − cioè mirata all’ottenimento di un riscatto in criptovalute per “liberare” dati bl…

«Prenderemo tutte le misure necessarie per difendere da questa continua minaccia il popolo americano e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti». Joe Biden alza la voce. E in una telefonata lunga un’ora, arrivata dopo l’ennesimo attacco hacker condotto dal gruppo REvil (quasi certamente radicato in Russia anche se non è del tutto provato), il presidente americano avverte l’omologo Vladimir Putin: «Dovete agire e distruggere chi dal vostro paese conducono cyberattacchi contro di noi».



Anche perché l’offensiva di tipo ransomware − cioè mirata all’ottenimento di un riscatto in criptovalute per “liberare” dati bloccati − condotta contro l’azienda americana Kaseya è solo l’ennesimo assalto a piccole e medie imprese del Paese: e arriva dopo quelle realizzate a maggio dal medesimo gruppo ai danni di JBS, il maggior fornitore di carni americano, costretto a pagare 11 milioni di dollari pur di riavere le sue chiavi d’accesso. E poi quella contro il fornitore di tecnologia al Comitato nazionale repubblicano. E naturalmente l’attacco più grave, condotto, sempre a maggio, da un altro gruppo criminale contro l’operatore del maggior gasdotto degli Stati Uniti, Colonial Pipeline, che ha lasciato a secco per diversi giorni numerosi stati americani.



Una telefonata, quella fra il russo e l’americano, arrivata a poche settimane dal bilaterale di Ginevra dove i due leader si sono incontrati faccia a faccia per la prima volta e dove già Biden aveva chiesto a Putin di agire contro i pirati informatici. Un’azione considerata dagli analisti come il segnale per comprendere cosa intendono fare i russi pure in altri ambiti, dai diritti umani all’Ucraina.

Il colloquio, secondo la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, è andata bene: «Il presidente Biden è ottimista e si aspetta azioni a breve termine». I due, d’altronde, hanno anche commentato un tema toccato durante l’incontro svizzero, trovandosi d’accordo: «Hanno elogiato il lavoro congiunto dei rispettivi team dopo il summit Usa-Russia che ha portato all’unanime rinnovo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu degli aiuti umanitari alla Siria». Sì, perché il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha esteso proprio ieri di altri 6 mesi (rinnovabili di altri sei) il meccanismo per la distribuzione di aiuti umanitari nelle aree della Siria controllate dai ribelli attraverso il valico di Bab al Hawa, nel Nord del Paese, come d’altronde confermato ieri dall’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield.



Una risoluzione frutto di un compromesso tra due bozze concorrenti, quella presentata dall’Irlanda e dalla Norvegia e l’altra proposta dalla Russia, e redatta, appunto, con il contributo degli Stati Uniti. «Quanto avvenuto è certamente un momento importante nella storia delle relazioni tra Washington e Mosca e mostra quel che possiamo fare coi russi se lavoriamo con loro a livello diplomatico su obiettivi comuni”, ha detto Thomas-Greenfield.

Lo stesso Cremlino ha parlato di dialogo positivo: «Secondo Putin c’è disponibilità da parte russa a reprimere in modo congiunto manifestazioni criminali di tipo informatico. Vista la portata e la serietà delle sfide, l’interazione tra i nostri due paesi dovrebbe essere costante, professionale e non politicizzata». Anche per questo, President Biden ha detto: «Dobbiamo assolutamente comunicare su base regolare quando pensiamo che qualcosa sta accadendo». La linea rossa è nuovamente attiva. Al lordo di nuovi attacchi capiremo nelle prossime settimane se davvero accordo c’è.