Una 15 enne venduta dalla madre a ministri stranieri, politici locali e marinai. Orrore in Sri Lanka
di Raimondo Bultrini , di Raimondo BultriniBANGKOK. Per riservatezza la ragazzina non ha un nome, la chiameremo Erendira come la vittima della nonna snaturata di Garcia Marquez che la vendeva per ripagarle un danno. La differenza è che a cedere in cambio di soldi la 15enne di questa triste storia ambientata nello Sri Lanka è stata sua madre, oggi agli arresti per averlo fatto in combutta con titolari di website specializzati in giri di prostituzione per Vip, clientela comune e incalliti pedofili.
E. era una delle tante minorenni in offerta attraverso il network virtuale frequentato da ministri stranieri, importanti politici dell’Isola, capitani di navi e parte del loro equipaggio di marinai in libera uscita. Per tre mesi, secondo la ricostruzione del traffico di appuntamenti via web fatta dalla polizia, E. ha ricevuto i suoi clienti in un appartamentino appositamente affittato dal racket nella zona residenziale della spiaggia di Mount Lavinia, alla periferia della capitale Colombo.
BANGKOK. Per riservatezza la ragazzina non ha un nome, la chiameremo Erendira come la vittima della nonna snaturata di Garcia Marquez che la vendeva per ripagarle un danno. La differenza è che a cedere in cambio di soldi la 15enne di questa triste storia ambientata nello Sri Lanka è stata sua madre, oggi agli arresti per averlo fatto in combutta con titolari di website specializzati in giri di prostituzione per Vip, clientela comune e incalliti pedofili.
E. era una delle tante minorenni in offerta attraverso il network virtuale frequentato da ministri stranieri, importanti politici dell’Isola, capitani di navi e parte del loro equipaggio di marinai in libera uscita. Per tre mesi, secondo la ricostruzione del traffico di appuntamenti via web fatta dalla polizia, E. ha ricevuto i suoi clienti in un appartamentino appositamente affittato dal racket nella zona residenziale della spiaggia di Mount Lavinia, alla periferia della capitale Colombo.
Per il suo giovane corpo pagavano dalle 10.000 alle 30.000 rupie, 40-120 euro circa e a guadagnarci erano in molti, dagli autisti del risciò e delle auto che talvolta la portavano sul luogo di lavoro al noto cardiologo 40enne di un famoso ospedale di Bandarawela che lavorava per procurare minorenni all’organizzazione, i titolari dei due website che la mettevano “in offerta” e certamente la madre.
Dei 34 arrestati nell’operazione 22 erano parte del racket e 12 sono accusati di violenza ai danni di una minorenne, considerandoli evidentemente consapevoli della sua età e per questo disposti a pagare cifre più alte di quelle ordinarie. Tra i clienti di E. c’era un ministro della Finanze giunto dalla non distante capitale delle Maldive, Mohamed Ashmalee, che ha tentato di difendersi attraverso il suo avvocato dicendo di aver semplicemente prenotato un massaggio senza sapere di essere entrato in contatto con un giro di pedofilia.
Non sappiamo come si sia giustificato il leader del Fronte popolare (SLPP) di nome Lalith Edirisinghe, un politico considerato moderato e moralista a sua volta accusato dello stesso reato e sospeso dal partito, né è stata resa nota la testimonianza di un monaco buddhista identificato tra i clienti assidui. Ignari dell’età evidente della ragazzina si sono detti anche una decina di marinai ora in cella con il loro capitano della base navale di Welisara Navy camp, dove lavorava anche il cardiologo arrestato per “procacciamento di minore”.
Da quanto risulta la ragazzina non ha avuto un giorno di riposo dall’inizio dei tre mesi di sesso forzato al quale l’aveva costretta, o convinta, sua madre, residente in un quartiere periferico della capitale di nome Belgoda. Lo stesso gli investigatori presumono sia successo alle altre minorenni delle quali si sta tentando di ricostruire l’identità attraverso le analisi dei computer e gli interrogatori degli arrestati, tra i quali l’autore delle pagine web pubblicizzate anche su siti porno, un gioielliere e il titolare dell’appartamento usato per gli appuntamenti di E. e forse altre vittime del giro.
La storia della 15enne rivelata dal portavoce della polizia Ajith Rohana ha particolarmente toccato l’opinione pubblica dell’isola dove gli abusi sugli adolescenti non sono infrequenti, con 80 mila casi denunciati in 10 anni. Ma l’organizzazione scoperta a Colombo sarebbe solo la punta di un iceberg ed è cominciato lo scandagliamento di altri siti del dark web oltre ai 3 già individuati. “Ci saranno molti altri arresti”, hanno annunciato le autorità.
Per il momento E. si trova in un centro di assistenza sociale dove il trauma della sua esperienza non si rimarginerà né facilmente né in fretta.