La Bulgaria torna alle urne a tre mesi dall'ultimo voto: testa a testa tra ex premier Borisov e rockstar Trifonov
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - I conservatori dell'ex primo ministro Boyko Borisov con il 21,1% sono testa a testa con il nuovo partito anti-sistema del cantante e presentatore tv Slavi Trifonov con il 21,5%, secondo i sondaggi diffusi alla chiusura dei seggi elettorali dopo le elezioni legislative anticipate indette in Bulgaria dopo che quelle - sempre anticipate - di aprile non avevano portato a nessuna maggioranza.
La rockstar anticorrotti e patriottico-populista Slavi Trifonov, volto nuovo del panorama politico del più povero e corrotto Paese dell´Unione europea e della Nato, era accreditata al 21,8 per cento delle intenzioni di voto contro il 21,5 per cento del premier uscente Bojko Borisov, ex guardia del corpo e cintura nera, che era dato al 21,5. Terza forza politica col 16,8 per cento, sarebbero i socialisti (ex comunisti).
BERLINO - I conservatori dell'ex primo ministro Boyko Borisov con il 21,1% sono testa a testa con il nuovo partito anti-sistema del cantante e presentatore tv Slavi Trifonov con il 21,5%, secondo i sondaggi diffusi alla chiusura dei seggi elettorali dopo le elezioni legislative anticipate indette in Bulgaria dopo che quelle - sempre anticipate - di aprile non avevano portato a nessuna maggioranza.
La rockstar anticorrotti e patriottico-populista Slavi Trifonov, volto nuovo del panorama politico del più povero e corrotto Paese dell´Unione europea e della Nato, era accreditata al 21,8 per cento delle intenzioni di voto contro il 21,5 per cento del premier uscente Bojko Borisov, ex guardia del corpo e cintura nera, che era dato al 21,5. Terza forza politica col 16,8 per cento, sarebbero i socialisti (ex comunisti).
Un altro dei movimenti anti-corruzione nato sull'onda della protesta della società civile nell'estate scorsa, "In Piedi contro la Mafia", alleato con un gruppo minore, potrebbe superare la soglia di rappresentanza del 5. La maggior parte degli osservatori ritiene possibile una coalizione che punta sul rinnovamento tra Trifonov e il suo partito, "C'è anche questo popolo", e "In Piedi contro la Mafia", con l'appoggio esterno dei socialisti. Più problematico sarebbe ogni altro accordo.
I seggi chiudono alle 19 ora italiana. Borissov, pur non presentandosi in lista, ha tentato un contrattacco con violentissimi strali contro Trifonov: "È un irresponsabile pericoloso vigliacco". Pronta la risposta della popolare rockstar, alto due metri, sempre vestito in cuoio e sempre sul palco in moto con accanto belle ragazze: "Io non voglio il potere, voglio il rinnovamento. I partiti storici hanno trasformato lo Stato in una Mafia, è ora di ridare il potere al popolo sovrano come si conviene in una democrazia". Secondo lui e il capo del suo team elettorale, Tesliko Koranov, "la Bulgaria che tanto volle la fine della dittatura comunista e la democrazia, in questo stato di poteri mafiosi in cui Borissov l'ha ridotta, ha vergogna di se stessa. Noi vogliamo ridarle fierezza patriottica e normalità".
Paradossalmente la sconfitta annunciata di Borissov sarebbe anche uno schiaffone per il Partito popolare europeo: il Ppe a Sofia, come in altri casi all'Est, ha scelto e ha a lungo tollerato autocrati corrotti venali e inaffidabili.
Nella scorsa campagna elettorale Trifonov era onnipresente nelle piazze. Ora ha scelto una nuova tattica: presenza e campagna con toni duri ma anche calmi, quasi solo sui social. Molti dicono che in caso di vittoria, vorrà essere non premier ma kingmaker, l'uomo-chiave che decide chi governa, per fugare ogni sospetto e accusa di mire di potere personale.
In ogni caso, Transparency international pone la Bulgaria al peggior piazzamento nella classifica dei Paesi corrotti del vecchio continente. Cambiare non sarà facile dopo anni e anni di potenti e corrotti oligarchi a fianco di Borissov. Le priorità di Trifonov, famoso da decenni per il motivo cantato in inglese "Where have you gone, love for our country?", sono la lotta per l'indipendenza della magistratura, gli sbarramenti contro il sistematico pressing dei poteri forti sui giudici e il rilancio di un'economia duramente provata dal Covid-19 e prima ancora dall'emigrazione di massa.