✕

Coronavirus, l'appello di Merkel: "Più persone saranno vaccinate più saremo liberi"

(ansa)
La cancelliera dice no alle inoculazioni obbligatorie
2 minuti di lettura

BERLINO -   La paura non è finita, anzi, ma la Germania non vuole imporre una vaccinazione obbligatoria. Lo ha chiarito la cancelliera Angela Merkel, dopo una visita all'istituto Robert Koch, punto di riferimento della lotta alla pandemia. Questa - ha detto la Merkel - non è superata. Ma la "quarta ondata" può essere evitata con più vaccinazioni, mantenendo le regole sul distanziamento e con più tamponi. "Più persone saranno vaccinate, più saremo liberi".

Secondo la Merkel, "la domanda centrale rimane: quanto persone si fanno vaccinare? Secondo i nostri calcoli, per superare una variante così aggressiva è necessaria che sia vaccinato l'85% della fascia tra i 12 e i 59 anni e il 90% degli over-60. Ma siamo ancora distanti da queste percentuali". La cancelliera ha sottolineato che "non si può guadagnare fiducia imponendo una vaccinazione obbligatoria, ma possiamo farlo …

BERLINO -   La paura non è finita, anzi, ma la Germania non vuole imporre una vaccinazione obbligatoria. Lo ha chiarito la cancelliera Angela Merkel, dopo una visita all'istituto Robert Koch, punto di riferimento della lotta alla pandemia. Questa - ha detto la Merkel - non è superata. Ma la "quarta ondata" può essere evitata con più vaccinazioni, mantenendo le regole sul distanziamento e con più tamponi. "Più persone saranno vaccinate, più saremo liberi".

Secondo la Merkel, "la domanda centrale rimane: quanto persone si fanno vaccinare? Secondo i nostri calcoli, per superare una variante così aggressiva è necessaria che sia vaccinato l'85% della fascia tra i 12 e i 59 anni e il 90% degli over-60. Ma siamo ancora distanti da queste percentuali". La cancelliera ha sottolineato che "non si può guadagnare fiducia imponendo una vaccinazione obbligatoria, ma possiamo farlo pubblicizzando la vaccinazione e lasciando che il maggior numero possibile di persone diventi ambasciatore del vaccino in base alla propria esperienza".

Il punto di riferimento per applicare nuove cautele, lockdown compreso, secondo un documento riservato del RKI di cui riferisce la Bild Zeitung, non dev'essere più il numero dei contagi, ma il carico degli ospedali. In altre parole, il peso di una nuova possibile ondata sull'economia deve essere evitato, a meno che le strutture sanitarie non si avvicino al collasso. La svolta sembra legata alla campagna di vaccinazione, che vede già immunizzati 50 milioni di tedeschi, fra cui il 70% degli ultrasessantenni.

L'economia va tutelata, ma questo non significa prendere alla leggera la pandemia. Qualche giornale si chiede sin d'ora se la Repubblica federale sia attrezzata per nuove epidemie, ma in particolare, è l'ipotesi di una quarta ondata di contagi, legata alla variante Delta del virus, che spaventa. Il governo federale arriva persino a sconsigliare i viaggi in mete predilette dai turisti tedeschi, come Maiorca e le Canarie, perché la percentuale di contagi registra nuovi picchi. Secondo i dati diffusi ieri dal Robert Koch Institut, sono almeno 646 i nuovi casi segnalati, con un totale che supera i 3,7 milioni di infettati. Le vittime sono 91.259.

Diminuiscono i lavoratori in smart working: l'obbligo è scaduto a fine giugno, ma il numero dei dipendenti impegnati da casa è già sceso dal 31,0% al 28,4%, emerge da un sondaggio dell'istituto Ifo. Il nodo più difficile da sciogliere è comunque quello della scuola: il Consiglio etico ha proposto l'obbligo di vaccinazione per gli insegnanti. Il ministro per la Sanità Jens Spahn conferma che non ci sarà obbligo di vaccino per gli studenti, ma l'idea è quella di frenare una trasmissione in famiglia, sempre possibile anche se i più giovani sono meno esposti alla malattia, ha spiegato alla Bild il genetista Wolfram Henn, membro del consiglio e docente all'università della Saar. Il sindacato degli insegnanti GEW non è d'accordo: la decisione deve restare nella disponibilità individuale, dice la presidente Maike Finnern, sostenuta anche da Heinz-Peter Meidinger, presidente dell'associazione docenti.