Cina, basta grattacieli: i palazzi più alti di 500 metri non saranno più ammessi
Cinquecento metri posson bastare. La Cina dà un taglio all’ossessivo sviluppo verticale delle sue città e dice basta ai nuovi grattacieli che superano il mezzo chilometro di altezza. Le nuove regole della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme ridisegnano lo skyline del Dragone: palazzi oltre i 500 metri “non saranno più ammessi”, mentre gli edifici oltre i 250 metri dovranno essere “rigorosamente limitati”. Una misura necessaria - ha spiegato la Commissione in una nota - per garantire la sicurezza dei cittadini, a fronte delle crescenti preoccupazioni soprattutto sulla qualità di alcuni progetti. Un ordine che arriva a meno di due mesi dall’inspiegabile “ondeggiamento” del 18 maggio scorso quando il Seg Plaza di Shenzhen, alto 356 metri, ha iniziato a tremare.
Un Paese più sostenibile
Già ad aprile dello scorso anno la stessa Commissione e il Ministero per l’edilizia e …
Cinquecento metri posson bastare. La Cina dà un taglio all’ossessivo sviluppo verticale delle sue città e dice basta ai nuovi grattacieli che superano il mezzo chilometro di altezza. Le nuove regole della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme ridisegnano lo skyline del Dragone: palazzi oltre i 500 metri “non saranno più ammessi”, mentre gli edifici oltre i 250 metri dovranno essere “rigorosamente limitati”. Una misura necessaria - ha spiegato la Commissione in una nota - per garantire la sicurezza dei cittadini, a fronte delle crescenti preoccupazioni soprattutto sulla qualità di alcuni progetti. Un ordine che arriva a meno di due mesi dall’inspiegabile “ondeggiamento” del 18 maggio scorso quando il Seg Plaza di Shenzhen, alto 356 metri, ha iniziato a tremare.
Un Paese più sostenibile
Già ad aprile dello scorso anno la stessa Commissione e il Ministero per l’edilizia e lo sviluppo urbano e rurale avevano però posto un primo freno alla sfrenata progettazione e costruzione di questi giganti. A lungo simbolo di ricchezza e dominio tecnologico - la via più rapida per massimizzare il suolo a disposizione in anni di urbanizzazione estrema - oggi i costi di costruzione e manutenzione sono aumentati e la sicurezza di chi ci abita o lavora è sempre più difficile da garantire. Limitazioni che si sposano, del resto, con la nuova Cina più sostenibile immaginata da Xi Jinping. “Le città cinesi non possono espandersi all’infinito”, aveva sentenziato il presidente a novembre dell’anno scorso.
La terra dei record
Grattacieli che superano i 500 metri si contano sulle dita di due mani in tutto il mondo. La metà, però, si trova proprio in Cina. Con i suoi 128 piani, sulla riva orientale dell’Huangpu, la Torre di Shanghai è l’edificio più alto di tutto il Paese: 632 metri. Seguono il Ping An International Finance Centre di Shenzhen (599), il Ctf Finance Centre di Guangzhou (530), il Tianjin Ctf Finance Centre (530) e la Citic Tower di Pechino. Quest’ultimo, 528 metri, è il grattacielo più alto di tutta la capitale. Svetta incontrastato nel cosiddetto Business District, in quella che fino a meno di 15 anni fa era una tranquilla zona residenziale a est della Città Proibita e che oggi è il centro della finanza, delle grandi banche e dei media (qui infatti ha sede anche la Cctv, la televisione di Stato: opera di Rem Koolhaas che i cinesi simpaticamente chiamano “il mutandone”, per via della sua forma). E dove è impossibile non camminare con il naso all’insù per ammirare questi enormi mostri d’acciaio.
Le nuove regole hanno già messo in allarme architetti e capocantieri, modificando in corsa alcuni progetti. A Nanchino e a Suzhou, dove sono in costruzione due grattacieli da record, si sono già adeguati: i lavori si fermeranno a 499 metri.