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Polonia, il vicepremier Gowin: "Compromesso sui diritti possibile se la Ue smette d'interferire"

Jaroslaw Gowin- foto Reuters
 
Ministro dello Sviluppo del governo polacco, è a capo di un piccolo partitino alleato del Pis al potere a Varsavia. "Come cattolico, sento di difendere il matrimonio come unione tra uomo e donna"
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ROMA - Jaroslaw Gowin è il vicepremier e ministro dello Sviluppo del governo polacco. È a capo di un piccolo partitino alleato del "Pis" che è al potere a Varsavia. Era al governo con Donald Tusk, adesso lavora con la destra nazionalista di Jaroslav Kaczynski. È una presenza moderata in un governo che fa vanto - per esempio - delle sue continue tensioni con l'Unione europea.

Ministro, continua lo scontro con Bruxelles sulla vostra riforma della magistratura. Adesso si è pronunciata anche la Corte di Giustizia europea...

"L'ambito delle competenze  della Corte di Giustizia dell'Ue è un tema che suscita un'animata discussione in sempre più Paesi europei. Il governo polacco intraprenderà senz'altro un dialogo con la Corte europea. Posso dire a nome mio che vedo lo spazio per un compromesso. Già qualche anno fa avevo proposto un emendamento alle norme che regolano la Sezione …

ROMA - Jaroslaw Gowin è il vicepremier e ministro dello Sviluppo del governo polacco. È a capo di un piccolo partitino alleato del "Pis" che è al potere a Varsavia. Era al governo con Donald Tusk, adesso lavora con la destra nazionalista di Jaroslav Kaczynski. È una presenza moderata in un governo che fa vanto - per esempio - delle sue continue tensioni con l'Unione europea.

Ministro, continua lo scontro con Bruxelles sulla vostra riforma della magistratura. Adesso si è pronunciata anche la Corte di Giustizia europea...

"L'ambito delle competenze  della Corte di Giustizia dell'Ue è un tema che suscita un'animata discussione in sempre più Paesi europei. Il governo polacco intraprenderà senz'altro un dialogo con la Corte europea. Posso dire a nome mio che vedo lo spazio per un compromesso. Già qualche anno fa avevo proposto un emendamento alle norme che regolano la Sezione Disciplinare (un punto critico della riforma polacca, ndr) che potrebbe essere accettato da coloro che criticano le norme vigenti. Ora intendo ritornare alle proposte già  presentate in precedenza".

Molti esponenti del suo governo da una parte continuano sistematicamente ad attaccare la Ue, mentre dall'altra sono felicissimi di utilizzarne i fondi l'economia polacca.

"Dipende da come classifichiamo quelli che lei definisce gli "attacchi" contro la Ue. Io sono dichiaratamente a favore dell'integrazione europea, ma sostengo un concetto primario di Europa delle patrie e non un organismo sovranazionale. Quindi, quando critico la burocrazia della Commissione europea perché a mio parere entra troppo in profondità nelle azioni dei vari governi, a livello nazionale lo faccio come un partigiano dell'integrazione europea e non come un suo nemico. La Brexit è stata un grave problema per la Ue: è nata proprio perché i cittadini britannici consideravano le ingerenze dell'Unione europea troppo profonde rispetto a ciò che potevano accettare. Come europeo amo la diversità, considero nocivi i tentativi di imporre a diversi Stati europei un solo modello. Un grande scrittore polacco, Witold Gombrowicz, scriveva che "quanto più mi sento polacco, tanto più sarò un migliore cittadino europeo". Dovremmo preservare la nostra diversità culturale perché questa è la forza dell'Europa".

Di recente 200 esponenti della società civile polacca, professori, studiosi hanno scritto alla Commissione europea per chiedere aiuto contro la deriva troppo autoritaria del governo polacco. Ed è anche questo che critica la Commissione.

"Durante il mio mandato precedente sono stato ministro dell'Università e della ricerca scientifica. All'epoca sono riuscito a realizzare una riforma profonda del sistema di insegnamento superiore polacco, la riforma più profonda dal 1989 quando cadde il comunismo. Ho realizzato questa riforma con un dialogo ampio con professori e studenti, con gli accademici. Quando il mio successore oggi cerca di modificare questa riforma ,l'ambiente universitario cerca di difenderla perché la considera propria. Dico questo perché credo nella possibilità di riforme che sono frutto di dialogo sociale".

La riforma del sistema giudiziario è quella per cui siete allo scontro aperto con la Ue.

"Ho preso le distanze anche dalla riforma del sistema giudiziario perché fatta senza il necessario dialogo con la magistratura. La considero una sconfitta, ma dall'altro lato sono convinto che la Polonia continui a essere uno Stato di diritto democratico. Mi sono espresso anche contro alla riforma del sistema televisivo, percepita come indirizzata contro una sola emittente critica nei confronti dell'attuale governo. Questa emittente appoggia le mie proposte di emendamento  alla riforma del settore".

La Polonia non ha ancora ricevuto il via libera al Recovery Fund dall'Unione. Continuano i negoziati, ma è chiaro che come con l'Ungheria pesa un giudizio negativo sulle vostre scelte politiche.

"La Polonia sta concludendo i negoziati e la Commissione saggiamente si aspetta dai Paesi che riceveranno sostegno delle riforme profonde. Per la Polonia la sfida principale è la trasformazione energetica...".

Perché nel vostro paese si consuma ancora molto carbone per produrre energia elettrica?

"È vero, ma siamo determinati ad applicare le politiche dell'Unione sulla transizione energetica. Ricordo però a tutti che la Ue è responsabile solo del 7% delle emissioni mondiali: senza confrontarci con quello che emettono Stati Uniti, Cina, Russia, India e Brasile i nostri sforzi saranno inutili. E rischiano soltanto di danneggiare le nostre industrie. Dobbiamo conciliare l'impegno ambientale con la competitività delle nostre aziende".

Un tema che divide buona parte dei Paesi europei dalla Polonia sono le vostre campagne sugli Lgbtq. Perché in questa continua campagna politica contro i diritti Lgbtq?

"Ho scelto di essere guidato dagli insegnamenti di Giovanni Paolo II e da quelli della Chiesa cattolica. Come cristiano, non ho dubbi che tutti gli esseri umani abbiano uguale dignità. Le offese agli Lgbt sono moralmente inaccettabili. Ma la Costituzione polacca post-comunista del 1997 definisce il matrimonio come l'unione fra uomo e donna. Io sento il dovere di difenderlo. E di difendere chi è vittima di una sorta di contro-intolleranza. Ricordo bene il caso di Rocco Buttiglione al Parlamento europeo, il politico italiano bocciato come Commissario europeo perché aveva dichiarato la propria fedeltà ai valori della Chiesa cattolica. La Polonia ha alle spalle 50 anni di governo e di censura comunista; siamo sensibili a valori come la libertà della parola e delle idee".

Molti leader politici parlano di "ideologia Lgbt". Ma cos'è per voi questa ideologia? Davvero esiste?

"Sicuramente esiste un sistema di opinioni, testi, manifesti. Esiste una filosofia, non so se chiamarla ideologia, è irrilevante. Una cosa è sicura: nonostante non condivida le idee di tutti, rispetto sempre chi si riconosce in queste idee. Il dibattito pubblico polacco soffre di conflitti eccessivi. Quando ho lasciato il governo Tusk, ho fondato un partito e l'ho chiamato "Accordo": io cerco intese, cerco di spianare i conflitti con l'opposizione. Vedo anche gli errori commessi da noi politici del governo. Non nego ai partiti dell'opposizione i loro sentimenti patriottici. Come politico conservatore sono legato ai valori della famiglia, per me la religione è il collante del tessuto sociale. Ma so bene che è passato il tempo di politici come Margaret Thatcher e Ronald Reagan, maestri politici della mia gioventù. Penso che col tempo l'Europa ritornerà alla ragionevolezza e ritornerà a valori sani".

Ma davvero pensa che la filosofia Lgbtq possa distruggere l'Europa?

"Non sono d'accordo con le idee Lgbtq, ma non le considero un grave pericolo".

Quale è la sua opinione sulla legislazione attuale sull'aborto?

"Come cattolico, sono contrario all'aborto. Ma al contempo rispetto la pluralità interna della società polacca. Per questa ragione sono stato e sono tuttora a favore di soluzioni di compromesso elaborate negli Anni Novanta. Mi dispiace che il Tribunale costituzionale abbia messo in discussione quel compromesso. Sono a favore di leggi che permettono l'aborto nei casi di stupro o di pericolo per la vita o la salute della madre. In Polonia ne discuteremo ancora per molti anni, ci saranno opinioni diverse, ma anche qui: devono valere le regole democratiche, deciderà la maggioranza democratica".