✕

Perù, il tribunale elettorale conferma la vittoria alle presidenziali del candidato della sinistra Castillo

Dopo settimane di battaglie legali, respinto il ricorso della rivale di destra Keiko Fujimori, figlia dell'ex dittatore
1 minuti di lettura

A 8 giorni dalla data prevista per l'insediamento e dopo tre settimane di battaglie legali, il Tribunale elettorale nazionale ha annunciato il suo verdetto e sancito la vittoria di Pedro Castillo come nuovo presidente del Perù. Il candidato della sinistra è prevalso sulla sua avversaria Keiko Fujimori per 44 mila voti. Governerà per cinque anni e non sarà una passeggiata.

Candidato di Perú Libre, una formazione marxista-leninista con forte appoggio nel mondo contadino e indigeno, ma anche profondamente conservatore sui temi etici, come l’aborto e l’ identità di genere, il maestro e sindacalista di 51 anni dovrà cercare alleanze al Congresso…

A 8 giorni dalla data prevista per l'insediamento e dopo tre settimane di battaglie legali, il Tribunale elettorale nazionale ha annunciato il suo verdetto e sancito la vittoria di Pedro Castillo come nuovo presidente del Perù. Il candidato della sinistra è prevalso sulla sua avversaria Keiko Fujimori per 44 mila voti. Governerà per cinque anni e non sarà una passeggiata.

Candidato di Perú Libre, una formazione marxista-leninista con forte appoggio nel mondo contadino e indigeno, ma anche profondamente conservatore sui temi etici, come l’aborto e l’ identità di genere, il maestro e sindacalista di 51 anni dovrà cercare alleanze al Congresso dove nessuno dei partiti ha una maggioranza relativa. La sua rivale, Keiko Fujimori, leader della destra di Fuerza Popular, ha cercato fino all’ultimo di contestare 200 mila voti che riteneva frutto di frodi. Ma i giudici non hanno trovato le prove e hanno annunciato il vincitore. La figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori ha accettato il verdetto ma ha aggiunto: “La verità verrà fuori, riporteremo la legalità in questo Paese”.

Castillo ha puntato sull’unità del Perù, lacerato da una elezione che ha creato tensioni, rancori, vendette con sullo sfondo l’incubo del comunismo, di Chávez e Cuba. Ma il nuovo presidente ha attenuato il suo programma iniziale e ha garantito che non ci saranno le nazionalizzazioni annunciate dei poli energetici e l’irruzione dello Stato nel settore privato. “Lavorerò per tutti i peruviani”, ha detto. “Rifiuteremo tutto ciò che è contro la democrazia”.